Michele Santoro: sì anche a Mediaset, ma con Travaglio e Vauro liberi

By on gennaio 8, 2012
michele santoro

text-align: justify”>michele santoroRitorno in casa Rai per Michele Santoro (nella foto), sette mesi dopo il divorzio. Il giornalista campano è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. L’ex conduttore di Annozero ha escluso che ci siano trattative con la Rai, ma ha ribadito di essere disposto, un giorno, a tornare. Santoro non direbbe di no nemmeno a la7 o Mediaset, per la quale ha lavorato negli anni ’90. Il giornalista ha spiegato a Fazio che la condizione necessaria perché lui possa collaborare per un editore è che ci “sia libertà di parola”. Santoro ha aggiunto che si porterebbe anche il vignettista Vauro e Marco Travaglio, ma che “dovrebbero essere liberi di dire quello che vogliono. Non posso accettare il principio che ci siano persone che non possono esprimersi liberamente in tv“. Riuscite a immaginare un Travaglio a Mediaset intento a bastonare tutti, dal Pdl al Pd, dalla Lega al Vaticano, passando per le banche e le varie cricche? E’ un’ipotesi che il diretto interessato ha sempre considerato assurda e totalmente improbabile. E anche noi, naturalmente, la pensiamo allo stesso modo.

Santoro si è detto soddisfatto per i risultati che sta ottenendo Servizio Pubblico, anche se i dati auditel li prende con le molle. Il programma, che ripartirà il prossimo 12 gennaio, andrà in onda anche sul canale digitale Cielo: “Dall’esterno sembra come un programma normale. Ma voglio ricordare che io devo andarmi a trovare la pubblicità personalmene. E il fatto di essere riuscito a trainare in questa impresa più di 100mila persone coi loro 10 euro è stato un grande risultato. Non ho ancora speso un euro di quel che mi hanno dato – ha ribadito l’ex europarlamentare – possiamo continuare. Ma è chiaro che se la loro partecipazione venisse meno, questa impresa non avrebbe più senso di esistere”.

Sul governo Monti: “Vorrei essere al tuo posto, Fabio, che domani (oggi per chi legge, ndr) potrai intervistarlo. Io spero che lui faccia bene e porti in salvo il paese. Me lo auguro sinceramente. Ma la mia intelligenza mi dice altro. Mi dice che non si può pensare di uscire da questa crisi chiedendo grossi sacrifici ancora una volta ai più deboli e cioè gli operai e i pensionati. Si parla tanto di equità, ma la pensione sarebbe un modo per ridistribuire la ricchezza. Invece – ha detto ancora Santoro – oggi c’è chi guadagna anche centinaia di volte più di un lavoratore”.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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