Servizio pubblico, analisi e ascolti tv della nona puntata

By on gennaio 13, 2012
Michele Santoro

text-align: justify”>Michele SantoroCom’è cambiata Rosarno a due anni dalla strage di africani? Nella città agricola calabrese, tutto è uguale a prima. Gli stranieri vivono in case abbandonate, oppure nelle tende. Molte persone in pochissimi metri quadrati, senza servizi igienici, senza l’acqua a disposizione, spesso senza nemmeno soldi, visto che il lavoro scarseggia. 20-25 euro al giorno: questa è la paga per uno straniero che raccoglie i frutti della campagna. Tutto rigorosamente in nero. Quando Bertazzoni intervista gli “imprenditori”, questi o negano di sfruttare gli immigrati, oppure dicono che sono dei benefattori: “Nel loro paese guadagnerebbero 2 euro e mezzo, qua prendono 10 volte di più. Agli immigrati conviene lavorare da noi”. C’è chi va oltre, e pur essere tra coloro che sfruttano il lavoro degli africani, affermano che questi “rovinano il mercato, tolgono il posto a quelli di Rosarno”.

La teoria è simile a quella esposta dalla Santanché in studio. L’esponente del Pdl ha spiegato a Michele Santoro (nella foto) che se ci sono situazioni come quelle della città calabrese “la colpa è di certa politica e certo giornalismo. Bisogna fare rispettare le leggi in materia di soggiorni in Italia. Se una persona straniera non ha un lavoro regolare, non deve potere stare nel nostro paese. Non dovrebbero esserci clandestini in Italia, ma la vostra falsa solidarietà li spinge a vivere qui in queste condizioni!” Insomma, la responsabilità è tutta di chi si fa sfruttare e non di chi utilizza il lavoro nero e a basso costo: parola della Santanché.

Ben diverso (per fortuna) il commento di Michele Emiliano. Il Sindaco di Bari ha detto che la cosa più impressionante della vicenda Rosarno è “l’assenza della politica e delle istituzioni. Non ci sono controlli perché si vuole che tutto continui ad andare così com’è. C’è una complicità diffusa, altrimenti non potrebbero esistere queste situazioni. In queste zone a comandare è la ‘ndrangheta”.

Nella puntata di ieri di Servizio Pubblico si è parlato anche di banche, evasione fiscale, liberalizzazioni e Cosentino. Illuminante il commento di Marco Travaglio sul deputato del Pdl. “Nell’inchiesta sui casalesi sono state 56 persone su 57. La cinquantasettesima persona è proprio Nicola Cosentino. I magistrati sono bravissimi se arrestano i non parlamentari. Ma se chiedono l’arresto per un parlamentari sono dei persecutori”. Ieri la Camera ha detto all’arresto del deputato campano. Il messaggio che la casta ha ancora una volta voluto lanciare è chiaro: i politici non si toccano.

Chi invece rischia grosso sono i giornalisti di Servizio Pubblico. Ieri Bertazzoni è stato aggredito a Castelvolturno da un imprenditore agricolo a cui chiedeva se i lavoratori avessero un regolare contratto. Sandro Ruotlo è stato cacciato dal proprio studio dall’ex sindaco di Castelvolturno al grido “vergogna!” In Italia i politici sono così poco abituati alle domande scomode, che quando qualcuno le pone non hanno altri argomenti che l’insulto.

Per ciò che riguarda gli ascolti tv, Servizio Pubblico si è mantenuto in linea coi risultati delle ultime puntate: 1,7 milioni di spettatori e share al 6,9%.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *