Servizio Pubblico, diretta della decima puntata: Rivolta in Sicilia

By on gennaio 19, 2012
Servizio Pubblico programma tv Michele Santoro

E’ iniziata la decima puntata di Servizio Pubblico, il programma tv condotto da Michele Santoro e in diretta sulle principali tv locali, su Sky, su Cielo Tv e sul web. Stasera si parla della crisi economica con occhio di riguardo per la riforma del mercato del lavoro previsto dal Ministro “piagnucolone” Fornero e per il dibattito sulle liberalizzazioni che stanno mobilitando l’Italia. I taxi in prima linea. Il titolo della puntata è “Salvare tutti”. Monti vuole salvare l’Italia: ma chi salverà gli Italiani? Si parla anche del Movimento dei Forconi, la protesta siciliana che sta portando la Sicilia al collasso. Una protesta fatta da gente comune, agricoltori, pescatori, disoccupati che non ne possono più di un Governo che fa orecchie da mercante dinanzi alle richieste dei cittadini. Giulia Innocenzi si collegherà su Internet per raccogliere le preoccupazioni degli italiani: e se la protesta dovesse diffondersi anche nel resto dell’Italia? Cosa succederebbe? Siamo di fronte alla rivolta sociale? All’assalto ai forni manzoniano?

Il rischio è quello  che la protesta possa essere strumentalizzata e che possano esserci infiltrazioni mafiose secondo Confindustria Sicilia. C’è chi parla anche di ideologia fascista, attribuendo la protesta a Forza Nuova. Il Movimento dei Forconi respinge e minaccia di usare i “forconi” contro la politica, contro il Governo Lombardo in primis. I padroncini non ce la fanno più, vogliono la rivoluzione democratica, vogliono bloccare prima la Sicilia e poi l’Italia. “Il Giornale di Sicilia” parla di movimento rivoluzionario mafioso, in realtà dietro la rivolta si nascondono facce comuni, famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese e uomini che, lavorando tutta la giornata, non riescono più ad avere una vita libera e dignitosa, come contempla la nostra Costituzione. E si aggregano pure gli studenti siciliani: tutti contro la politica, i sindacati e i partiti politici. Servizio Pubblico presenta così la Sicilia “risvegliata”: in diretta dalla statale Caltanissetta-Agrigento. “E’ la fame che ci mette insieme per cacciare via tutti questi signori. Vogliamo scrivere una nuova storia della Sicilia” tuonano i ribelli. A Lampedusa nel frattempo il gasolio è schizzato a circa 2 euro al litro con l’IVA al 21% che presto potrebbe volare al 23%. “Non ho mai votato nè il Governo Monti nè la sua manovra. Ho votato contro, sono stata l’unica del Pdl” ha precisato l’onorevole Alessandra Mussolini, da sempre vicina alle rivendicazioni popolari. Il rischio è ora che la manifestazione possa espandersi in tutta Europa: Puglia e Calabria sono già solidali con la Sicilia.

Nel frattempo in tutta la Sicilia i distributori di benzina sono a secco, migliaia di lavoratori costretti a stare a casa e addirittura gli scaffali dei supermercati sono vuoti. I Tir non partono più, la merce non arriva e i Siciliani non riescono a rifocillarsi. Mancano anche il latte e gli ortaggi. Cosa chiedono allora i padroncini? La defiscalizzazione del carburante (promessa non mantenuta da Lombardo) e dell’energia elettrica, l’utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo per risolvere la grave crisi dell’agricolutura e il blocco delle procedure esecutive della Serit, agenzia siciliana di riscossione tributi, la “Equitalia” siciliana. Dal governatore siciliano Raffaele Lombardo nessuna risposta e un invito a rivolgersi direttamente a Roma. Se n’è lavato le mani. Michele Santoro e Sandro Ruotolo non si scandalizzano del comportamento del signorotto del paese Lombardo. Anche i commercianti a fianco del Movimento dei Forconi: “L’evasione non è un fenomeno ma una necessità. Pagare tutte quelle tasse non ci permette di campare”. I costi di produzione sono troppo alti e le Aziende sono costrette a chiudere.

Ci hanno detto di studiare. Ma per cosa dovremmo studiare? Questa è la nostra protesta, la più vera che abbiamo mai fatto negli ultimi anni. Non sentiamo la presenza dello Stato: apparteniamo geograficamente allo Stato italiano ma nessuno ci ascolta. Noi siamo il futuro ma abbiamo paura di non poter realizzare niente, di rimanere ignoranti. Non siamo più in una democrazia, questa è una dittatura economica, perchè oggi una dittatura non può essere esplicita, ma nascosta. Non vogliamo essere i loro sudditi” dichiara Viviana, una studentessa 18enne siciliana. Parole agghiaccianti ma terribilmente vere.

Si torna a parlare di crisi economica con Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che oggi è stato a Catania presso l’Azienda St dove ha raccolto il disagio siciliano e il distacco politica-cittadini. “Non è giusto che il Governo Monti mandi al rogo quello che i cittadini hanno votato al referendum!” tuona Landini che aggiunge “La crisi è determinata perchè la politica ha permesso alla finanza di fare quello che gli pare!”. Landini non ci sta neppure contro la dittatura della Fiat che ha trasformato le sue fabbriche in una caserma: “Nessuno di loro può scegliere il sindacato che vuole. Nessuno di loro può stare con la Fiom. Questa è una violazione della Costituzione”. L’11 Febbraio ci sarà a Roma una manifestazione nazionale della Fiom.

E mentre le ambulanze sono rimaste senza benzina, dopo la minaccia di querela di Richichi contro Lo Bello (Confindustria) che ha insinuato la presenza di mafiosi nel Movimento dei Forconi, arriva un ferito vicino ad Enna. E la protesta va avanti ad oltranza: non si fermerà domani. La protesta potrebbe continuare anche la prossima settimana per creare sempre più disagi. Pronti a scene da “the day after”? O all’assalto ai forni manzoniano?

Costa Concordia affondata a Isola del GiglioMichele Santoro, accodandosi ad Enrico Mentana, non vuole parlare di Costa Concordia ma manda in onda un reportage esclusivo: cosa succede “sotto” le navi crociere? Niente assicurazione, niente contributi, niente disoccupazione. E se non si lavora bene, non si guadagna. Questo è il trattamento animalesco riservato ai dipendenti. Una giornalista, Melissa Monteiro, si finge barista e indaga con una telecamera nascosta. Si apprende che qualcuno si è impiccato, che altri si sono gettati a mare: i turni sono stressanti. Ma è l’unico lavoro per “sopravvivere”. Non mancano nemmeno le avances del personale di bordo italiano: “Niente cabina nuova se non ci prendiamo un drink assieme”. Drink e capatina a letto dopo forse? La barista ha guadagnato 3 euro l’ora. Paradossale. Costa Crociere ed MSC Crociere possono permettersi offerte a gò a gò grazie a loro, grazie ad uno sfruttamento indecente di personale extracomunitario. Dietro le paillettes si nascondono gli orrori. Non sono “gioiellini del mare” bensì “mostri di un mare non loro”. Si ribellano i cittadini veneziani perchè non vogliono più che le navi da crociera si avvicinino troppo alla loro laguna. Per di più i turisti “da crociera” non sono utili nemmeno al turismo: non spendono una lira. Mangiano, dormono, giocano al casinò e comprano gioielli all’interno della nave. E l’inchino? Un saluto verso amici o ex collaboratori, è una consuetudine in Italia e Costa Crociera sapeva benissimo dell’inchino al Giglio. Queste sono le scottanti dichiarazioni del perito Taroni e del giornalista del Secolo XIX Quarati. Per fare un inchino la prassi sarebbe la seguente: input dal capitano, l’ok di Costa Crociere e poi della Guardia Costiera. Costa Crociere ribatte che l’unica visita autorizzata all’Isola del Giglio risale alla notte tra il 9 e 10 Agosto 2011. Ma nel 14 Agosto 2011 sembra che proprio Costa Concordia avesse fatto lo stesso tragitto, lo stesso inchino.

Marco Travaglio Servizio Pubblico SkyDiscorso di Marco Travaglio, giornalista de Il Fatto Quotidiano: “Abbiamo sempre bisogno di trovare un colpevole, un capro espiatorio: Francesco Schettino. E’ un bullo con il delirio di onnipotenza. In Italia siamo pieni di “inchini”. Siamo pieni di Schettino e scarseggiamo di De Falco. Siamo abituati ai furbi che agli amici interpretano le leggi. Siamo abituati a quelli che si fanno gli affari loro e che stanno al bar con due gnocche. Ristoranti pieni, affondamento psicologico, è il classico naufragio percepito direbbe qualcuno. E il “vada a bordo, comando io, cazzo” di De Falco stupisce, è un marziano lui. Lo stesso destino della Costa Concordia è capitato all’Italia dove il capitano è scappato dal retro del Quirinale per scappare alla folla, lasciando il soccorso agli altri, ai tecnici. D’altronde aveva cominciato anche lui nelle navi crociere. In Italia non è mai colpa tua, ma degli altri, anzi del destino. Il re dello scrocco rimane il Governatore della Lombardia Formigoni: fa tutto senza saperlo come B., Schettino e Cosentino. Formigoni è un uomo pio, eh: ha fatto voto di carità e castità ma passa da yacht a yacht. E chi sta accanto a lui finisce sempre in galera. E’ 15 anni che Formigoni vive a sua insaputa“.

“Siete psichiatrici. Fai la persona seria, cazzo!” ribatte Alessandra Mussolini inferocita scontrandosi contro Marco Travaglio. Ma viene fischiata ed insultata dal pubblico: “Qui sono veri e non sono figuranti. Fanno quello che gli pare” ribatte Santoro. La Mussolini rimprovera a Travaglio di parlare sempre di Mr. Berlusconi. Non ha tutti i torti.

Vauro vignettista

Si ironizza su Bruno Vespa e il plastico di Porta a Porta; sul comportamento di Francesco Schettino che ha abbandonato la nave; sul Partito Democratico e Lega Nord. E dulcis in fundo ritorna l’ossessione Berlusconi: “Ci sono 9 milioni di processi arretrati” avverte il Ministro Cancellieri e Mr. B tuona “Tutti miei?”.

In studio a Servizio Pubblico Benedetto Della Vedova, deputato e capogruppo di Futuro e Libertà, Maurizio Landini, segretario della Fiom-Cgil, Roberto Sommella, Vice Direttore di Milano Finanza.

VIDEO PARTI SALIENTI DI “SERVIZIO PUBBLICO”

Il discorso di Michele Santoro: Schettino come Berlusconi

Il reportage di Servizio Pubblico su una nave crociera: sfruttamento del personale di servizio

Il Movimento dei Forconi in Sicilia: è rivolta sociale

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One Comment

  1. Adolfo

    gennaio 20, 2012 at 09:53

    Resistere, resistere, resistere, finché gli agnelli non saranno leoni!!!!!!

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