Tg1: Lorenza Lei propone il rinnovo per Alberto Maccari ed è subito scontro

By on gennaio 31, 2012
rai-viale-mazzini

text-align: center”>Scontro in cda per la nomina di Alberto Maccari

L’evoluzione del presunto accordo segreto tra Pdl e Lega sulle nomine Rai, che tanto ha tenuto banco in questi giorni, troverà oggi la sua conferma: come annunciato ieri, il direttore generale Lorenza Lei proporrà al Cda dell’azienda la conferma di Maccari al Tg1 per un anno, prorogandone l’interim che lo ha visto sostituire Augusto Minzolini rinviato a giudizio per peculato per le spese folli con la carta di credito aziendale – in attesa che venisse designato un nuovo direttore con pieno mandato, magari anche “esterno” all’azienda. La richiesta di confermare Maccari alla direzione del Rai Uno, si accompagnerà alla nomina di Alessandro Casarin al Tgr Rai, di cui Maccari conserva ancora nominalmente la direzione. Una proposta che sarebbe piacevolmente accolta dalle due forze ancora preminenti in Rai: sì, perchè nonostante il “governo dei professori“, nel Cda dell’azienda di Stato nulla è cambiato e l’asse Pdl-Lega sembra quasi rinsaldato.

Ho riflettuto fino alla fine – ha spiegato il dg di fronte alla Commissione parlamentare di Vigilanzaper la direzione del Tg1 in scadenza il 31 gennaio, su entrambe le opzioni: quella di una candidatura esterna di un profilo autorevole o quella di confermare la fiducia ad Alberto Maccari che vanta una lunga esperienza anche all’interno del Tg1 che nessuno ha mai messo in discussione neanche in questi giorni. Peraltro ho valutato anche altre ipotesi di candidature interne che non hanno trovato un’ampia condivisione“. Per la Lei, dunque, il tandem Maccari-Casarin, il primo caldeggiato dal Pdl, il secondo in quota Lega, è “l’unica soluzione condivisa“. Certo però, a giudicare dalle reazioni, proprio condivisa non si direbbe.

alberto-maccari

Dopo gli attacchi degli esponenti dell’opposizione, che denunciavano l’accordo sottobanco tra i due partiti per occupare le principali testate giornalistiche di Viale Mazzini, alla conferma dell’ipotesi in questione si è levato un ulteriore coro di critiche. Primo fra tutti, il Consigliere in quota Pd Nino Rizzo Nervo: “Avevo sperato in un sussulto di autonomia da parte del direttore generale ma così non è stato. Le proposte di nomina della dottoressa Lei dimostrano ancora una volta la sua continuità con una gestione politica della Rai che sta uccidendo l’Azienda (…) Chi si deve dimettere è il Direttore Generale, cioè l’esecutrice di un accordo trovato fuori dall’azienda”. E le parole più dure per la Lady di Ferro, Rizzo Nervo le ha affidate al Corriere della Sera, in un’intervista pubblicata questa mattina, a poche ore dall’atteso Cda: “E’stata più “brava” di Masi, lo dico ironicamente, nell’opera di devastazione dell’azienda. Ha rigorosamente proseguito nel solco di un accordo di ferro Pdl-Lega esterno all’azienda. Addio a Santoro, alla Dandini, a Saviano, a Ruffini. […] Oggi ecco la proposta di affidare la direzione del Tg1 a Maccari. E la TgR, la più grande testata giornalistica europea, a Alessandro Casarin, un uomo scelto dalla Lega. E siamo vicini a un’importante tornata elettorale”. Insomma, cambiano i governi ma l’assetto inetrno alla Rai resta lo stesso e la logica della spartizione delle poltrone è sempre l’unica a predominare.

Il voto di oggi presenta comunque più di un interrogativo: i dubbi riguardano la posizione del consigliere dell’Udc Rodolfo De Laurentiis e del rappresentante del ministero del tesoro Angelo Maria Petroni (in quota Pdl). In caso di parità, sarà decisivo il voto del presidente Paolo Garimberti, che in settimana si era espresso molto criticamente sull’ipotesi di rinnovare l’incarico ad un dipendente prossimo alla pensione (Maccari ne ha già maturato i requisiti, ndr). L’altro caso spinoso riguarda il voto determinante del berlusconiano Antonio Verro, appena nominato deputato Pdl: “In questo caso – ha dichiarato Leoluca Orlando dell’Italia dei Valoripromuoveremo ogni azione legale presso le sedi competenti, di fronte alle illegittimità che si stanno consumando, e valuteremo, inoltre, se esistano i requisiti per una class action contro l’azienda“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *