A Ballarò va in onda la crisi greca e il cinismo delle banche. Crozza si difende dalle accuse di plagio

By on febbraio 15, 2012
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text-align: center”>Ballarò 14 febbraio: Crozza risponde alle critiche

Anche ieri sera come ogni martedì, incurante della concorrenza con il debutto del Festival di Sanremo, è andato in onda il talk di Giovani Floris, Ballarò: la copertina satirica di Maurizio Crozza, imperdibile apertura di ogni puntata, è in parte dedicata alla risposta del comico alle accuse di copiare le sue battute da Internet. Altro che copia e incolla da Twitter, Crozza ci ha tenuto a specificare che da trent’anni insieme ai suoi autori scrive ogni giorno migliaia di battute: nulla di più semplice dunque, che quando si parla di un argomento dalla comicità facile come quello della neve, quelle stesse battute siano pensate e dette anche da altri. “Le battute sulla neve a Roma, amici di Twitter, sono facili, le hanno pensate in tanti, in tutta l’Italia. E non dovrei pensarle io… che faccio il comico di mestiere?”

Crozza poi si lancia nella parodia di uno dei suoi storici personaggi, l’architetto Fuffas (ispirato al noto Massimiliano Fucsas, ndr), che esprime la sua delusione per l’occasione persa delle Olimpiadi di Roma 2020: niente appalti, niente stadio di crackers da 12 milioni di posti, visto che il governo del professor Mario Monti ha deciso di non controfirmare la candidatura della Capitale. Dopo le primarie disastrose (per il Pd) a Genova, il comico ligure parte con l’affondo al partito di Bersani: “Due candidati del Pd sono stati battuti ancora una volta da un candidato di Vendola. Il Pd, credimi Giovanni, non delude mai, è una certezza. Se per scegliere il candidato prendono una monetina e in tutte 2 le facce ci mettono un loro esponente, te lo giuro, che la monetina cade di taglio“. E l’immancabile perla di saggezza del Crozza-Bersani è ispirata proprio a Genova: “Siam mica qui a fare il pesto con le foglie della Marijuana”. Nella giornata dell’amore, non poteva mancare una risposta all’ex sottosegretario Giovanardi (in merito alle dichiarazioni omofobe di qualche giorno fa): “Giovanardi sta all’amore come Celentano sta alla sintesi” esordisce Crozza “ha anche detto che ci sono organi adibiti ad accogliere ed altri adibiti ad espellere. Caro Giovanardi, la domanda è: ma lei, con che organo parla? Ma soprattutto, con che organo pensa?” In studio risate bipartisan alle battute del comico, ma il clima di ilarità svanisce presto: c’è da parlare delle crisi economica.

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Parte la puntata vera e propria con i servizi e il dibattito in studio: argomento principale, la crisi greca, che per molti, troppi versi, rivela analogie sempre più marcate con quella italiana. Se ne parla con l’economista Boldrin e gli ospiti in studio, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti, Maurizio Lupi del Pdl, Antonio Di Pietro leader dell’Italia dei Valori e Oliviero Diliberto dei Comunisti Italiani-Federazione della Sinistra. La politica dell’austerity sta strangolando il popolo greco e il cinismo del direttorio Merkel-Sarkozy pone non pochi interrogativi su quale sia la strada giusta per uscire dalla crisi: poco dopo, è Adriano Celentano a ricordarci, dal palco dell’Ariston, che Francia e Germania hanno imposto alla Grecia l’acquisto di armi della loro industria bellica. “Ma è questa l’Europa che vogliamo, cinica e armata fino ai denti?” si è chiesto il Molleggiato tra gli applausi del Teatro Ariston.

Dal cinismo dell’Europa a quello delle banche il passo è breve: perchè, nonostante le continue iniezioni di capitali della Bce, le banche europee non erogano prestiti a imprese e famiglie, preferendo tenere i soldi in deposito? Con una telecamera nascosta una giornalista di Ballarò si finge una lavoratrice con contratto a tempo determinato che chiede un mutuo di 100.000 euro per comprare casa. “Con queste condizioni un mutuo nessuno glielo dà” risponde l’impiegata in banca “neanche se piange in cinese“. In studio il video scatena la reazione di Di Pietro, che se la prende col sottosegretario De Vincenti, paragonando il governo tecnico a una grande macchina di propaganda come quella dell’Istituto Luce: “Si dice di non accettare regali superiori ai 150 euro e poi siamo di fronte alle banche che non erogano prestiti“. Insomma, il governo dei professori sbandiera buoni propositi ma non si occupa di problemi strutturali. I primi cento giorni di Monti presentano qualche luce e molte ombre.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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