Alberto Maccari parla del suo Tg1: “La Rai è servizio pubblico. Non ho riferimenti politici”

By on febbraio 6, 2012

text-align: justify”>Il cda Rai conferma Maccari al Tg1

Ormai da giorni in Rai non si parla d’altro che di lui: Alberto Maccari (in foto, ndr) è l’uomo del momento, ed anche il pomo della discordia, è il caso di dirlo. Confermato alla direzione del Tg1 dopo un cda infuocato che ha visto le dimissioni del consigliere Nino Rizzo Nervo, la sua nomina ha suscitato un vespaio di polemiche che ha coinvolto i partiti ma soprattutto i vertici Rai. E non c’è solo questo: lo scherzo telefonico di cui è stato protagonista a La Zanzara e in cui rassicurava amorevolmente l’amico Umberto Bossi ha fatto il giro della Rete a poche ore dalla conferma del suo interim. L’immagine della Rai, ancora una volta, ne è uscita a pezzi e la sua non di meno.

Così ieri l’interessato ha deciso di replicare alle polemiche in un’intervista al Corriere della Sera: “Mi sento solo un professionista espresso dalla Rai ha dichiarato Maccari al microfono di Paolo Conti – al quale l’azienda ha chiesto un impegno in un momento particolare affidandogli il più importante ruolo giornalistico”. Il fatto che sia stato confermato alla guida della testata più prestigiosa di Viale Mazzini con i soli voti dei consiglieri vicini al centro-destra e col parere contrario del presidente della Rai Paolo Garimberti non sembra essere un problema. “Ricordo che a metà dicembre, quando mi fu affidato l’interim della testata, il presidente fu tra coloro che mi sostennero di più. Probabilmente ora sono avvenuti fatti che non mi riguardano. Non credo sia possibile pensare che un professionista sia stimabile e, un mese e mezzo dopo, ritenere che non lo sia più. Penso di aver compiuto il mio dovere”.

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Maccari ci tiene a specificare che la sua posizione è quella istituzionale di chi garantirà la funzione di servizio pubblico dell’informazione di Rai1. “Ciò che conta è avere la consapevolezza della fortissima responsabilità verso il Paese proprio perché la Rai è servizio pubblico. Quindi non mi sfiora lontanamente l’idea di poter avere riferimenti politici. Credo che dopo una carriera come la mia, si dovrebbe guardare alla serietà e all’attaccamento al lavoro di un professionista e non ad altro“. Nessuno si azzardi dunque a pensare che la telefonata dal tono amichevole col “finto Bossi” possa identificare l’editore di riferimento del Tg1.

E cosa avrà mai in mente Maccari per risollevare la testata dopo il calo progressivo di ascolti che ha caratterizzato l’era Minzolini? Innanzitutto il ritorno in video di alcuni dei volti più noti del Tg: Spero che tutti questi colleghi tornino a sentirsi parte di una squadra alla quale comunque appartengono – ha dichiarato in merito a nomi come quelli di Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario – lavorando per ruoli importanti. Costituiscono un grande patrimonio professionale e non possono essere lasciati in panchina. Per fare un buon tg occorre coinvolgere tutti senza esclusioni. Farò delle proposte e sono sicuro che riuscirò a ottenere la loro collaborazione“. Ma in Rai si sa, le intenzioni programmatiche sono sempre delle migliori, il problema è alla prova dei fatti. Quella di Maccari durerà un anno: un periodo breve ma sufficiente a mettere in atto i suoi buoni propositi. Staremo a vedere.

 

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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