Arisa e Mauro Giovanardi, il miglior duetto di Sanremo

By on febbraio 18, 2012
Arisa e Mauro Giovanardi sul palco dell'Ariston

text-align: center;”>Arisa e Mauro Giovanardi sul palco dell'AristonSEGUI CON NOI LA DIRETTA DELLA FINALE DEL FESTIVAL

La trasformazione di Arisa ha stupito un po’ tutti. Il cambiamento dall’impacciata e buffa cantante di “Sincerità” (Sanremo 2010) è  stato sensibile. Ciò fa intuire quanto ‘la vecchia Arisa‘, quella con gli occhialini per intenderci, fosse stato solo un personaggio costruito. Ma non importa, il cambiamento piace e, anzi, commuove. “La notte”, brano con cui sta partecipando a Sanremo 2012, convince ed emoziona. 

Mentre canta “La notte“, la voce di Arisa è vibrante e sofferente, quasi sussurrata. Limpida, senza virtuosismi. In una parola: efficace. Le caratteristiche migliori per accompagnare un testo che vede come protagonista il dolore, un dolore “che sale e fa male“. Un testo in cui, complice la magnifica interpretazione della cantante – a metà strada tra decantazione poetica e performance canora – l’ascoltatore riesce a identificarsi pienamente. Non solo per la genericità del racconto (motivi e perché del dolore non sono approfonditi) ma proprio perché la voce di Arisa, nella sua stupefacente semplicità, quasi trasforma il brano in una confessione a cuore aperto, tanto a sé stessa quanto a un’ipotetico interlocutore. Tante note positive, quindi, esaltate nel duetto con Mauro Ermanno Giovanardi. 

Arisa

Mauro Ermanno Giovanardi è componente storico dei La Crus. Ha partecipato alla scorsa edizione di Sanremo con “Io confesso”, brano per certi versi simile a “La notte” di Arisa. Entrambi i pezzi, infatti, non sono altro che ‘confessioni’. La prima è una confessione d’amore, la seconda è una ‘confessione di dolore’.

Nessun cantante sarebbe stato più azzeccato per duettare con Arisa. Giovanardi ha aggiunto alla performance di Arisa maggiore intimismo ed eleganza, smorzandone l’energia in favore dell’elemento introspettivo. Il brano dunque s’è fatto più calmo, ancora più malinconico. Sensazione esacerbata dal violino del maestro Mauro Pagani, senz’altro azzeccato.

Insomma, il duetto migliore, secondo il mio modesto parere. E pensare che quest’anno di duetti di qualità ce ne sono stati tanti. In primis quello tra Patti Smith e Marlene Kuntz che ha regalato momento magici nella terza serata.

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One Comment

  1. marco

    febbraio 22, 2012 at 08:52

    il migliore… dopo quello con Jose Feliciano, please 😉

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