Ballando con le stelle 8, Milly Carlucci: “Noi facciamo guadagnare la Rai”

By on febbraio 25, 2012
Milly Carlucci e Paolo Belli

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In un momento in cui le polemiche sono incentrate tutte riguardo il servizio pubblico (tra l’altro anche Michele Santoro vi ha dedicato una puntata) i programmi di Mamma Rai sono tutti un po’ sull’attenti poiché nell’occhio del ciclone, su ascolti e qualità nei riguardi dei telespettatori, gravati dall’aumento del canone Tv. E trasmissioni come Ballando con le stelle che si appresta a ricominciare dopo la pausa sanremese e L’isola dei famosi, sono i primi ad avere il dito puntato  contro per il loro fare spettacolo su contenuti che magari hanno poco a che fare col tanto agognato “servizio pubblico” soprattutto, ed è il caso di Ballando, riguardo gli alti cachet elargiti ai provetti ballerini in gara. Non è un mistero, ne abbiamo parlato e riparlato, eppure Milly Carlucci, che conduce egregiamente il programma insieme a Paolo Belli chiarisce una volta per tutte quello che è Ballando con le stelle in una intervista  al Corriere della sera. “Ballando non è servizio pubblico – dice la biondissima conduttrice – Non facciamo parte di quelle trasmissioni che si pagano col canone. Noi siamo tra quelli che alimentano gli altri programmi. Facciamo guadagnare la Rai. Per questo veniamo spremuti e inzeppati di break pubblicitari. Ora per fare incassi bisogna fare ascolti. E per tenere gli ascolti Vieri aiuta. Presenze così fanno anche il prestigio del programma”.

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Insomma, secondo Milly elargire compensi vistosi alle star permette il rientro di introiti pubblicitari maggiori che fanno guadagnare la Rai che in questo modo più rifinanziare programmi più “di contenuto”. Il segreto è però mettere personaggi “di prestigio” in queste trasmissioni: “Con prestigio – continua Milly – intendo il ‘non visto’, ‘l’eccezionale’. Io prima che cominciassimo questa edizione del 2012 ho lanciato l’allarme. Sono andata in Rai e ho detto: ‘Siamo sicuri di voler partire? Guardate che una trasmissione così per riuscire ha bisogno di nomi. E in tempi di crisi…’. In Rai sono voluti andare avanti. Oggi, se si vuole fare una trasmissione che superi il 13% di share, serve qualcosa che attiri la curiosità: o un format nuovo o personaggi inediti. E quelli costano. Anche perché il mondo dello spettacolo italiano è piccino. Non c’è tanta scelta”.

Soprattutto perché i personaggi “minori” sono assolutamente da escludere secondo la visione della determinata Milly: “Quelli sono ‘non personaggi’, meteore che durano un paio di stagioni. Vengono utilizzati nelle trasmissioni per estremizzare i toni di un dibattito. Sono disposti a fare qualunque cosa. Ma non fanno per me. Nè per Rai1. Io vorrei vedere ballare Raoul Bova e Gabriel Garko. Eroi della fiction con un grande appeal per il nostro pubblico. Ma non appartengono al mondo Rai… O George Clooney e Brad Pitt. Ma star così è impossibile che vengano. Anche perché per partecipare a Ballando un artista si deve fermare per quattro mesi. In pratica non può fare altro. E poi loro costerebbero veramente troppo”.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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