Bruno Vespa e il vizio dei plastici, da Cogne alla Concordia passando per Avetrana

By on febbraio 9, 2012
Vespa e il plastico della Costa Concordia

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non importa che il vizio sia sfottuto da mezzo palinsesto televisivo, o che sia la rappresentazione di un attaccamento morboso ai fatti di cronaca (vedi polemica su Salvo Sottile). Un plastico a Porta a Porta, almeno una volta ogni tanto, ci dev’essere. In origine fu il leggendario plastico di Cogne, simbolo di una tragedia che ha tenuto gli italiani incollati ai televisori (e ai giornali) per anni. Simbolo anche della speculazione sulle disgrazie? Per alcuni forse sì, ma per Vespa assolutamente no, tanto che il conduttore ha dichiarato: “Il plastico di Cogne? Lo rifarei dieci volte“. E infatti ci ha preso gusto, inutile negarlo. Ad agosto 2010 un’altra tragedia, un altro delitto sconvolgente tale da scuotere le coscienze del pubblico. Dunque, nuove plastico: è il turno di casa Misseri, siamo a novembre. Un mesetto dopo, poco prima di Natale, Bruno Vespa ci delizia con un argomento meno sanguinolento (se non per Futuro e Liberità per l’Italia, partito di Gianfranco Fini): il fallimento del voto di sfiducia al governo Berlusconi. Intrighi e tradimenti in Parlamento. Dunque, nuovo plastico.

Bruno vespa in posa

Ad ogni tragedia, o fatto comunque ‘misterioso’, il rito del plastico si rinnova. E come Bruno Vespa poteva farsi sfuggire l’occasione di ‘plastificare’ il naufragio della Costa Concordia, disgrazia di cui ancora si contano le vittime? Ecco quindi il plastico della Costa Concordia, ‘andato in onda’ il 25 gennaio 2012. Ultimo, ma scommettiamo solo in ordine di tempo, un plastico ‘sui generis’: una figura cartonata dell’evasore fiscale tipo, con tanto di icone di barche e ville a caratterizzarne i connotati e colore nero a evidenziarne la natura losca. Sarà costato migliaia di euro come gli altri?

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