Costa Concordia, falsi naufraghi. Pietro Romano: Striscia la notizia fa bene ma io non c’entro niente

By on febbraio 24, 2012
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In questi giorni abbiamo dato tanto spazio al caso dei falsi naufraghi della Costa Concordia scoperto da Striscia la notizia. Vi abbiamo aggiornato sulle rivelazioni attorno alla figura dell’avvocato Giacinto Canzona e abbiamo dato voce ai due attori, Gabriele Bezzoli e Margherita Ballarotta, che hanno preso le distanze dall’avvocato. Rimaniamo in attesa di una sua replica (che speriamo possa arrivare a breve, ndr). Per adesso ci occupiamo di un caso nel caso. Sembra, infatti, che la battaglia contro Canzona abbia provocato la ferita di un innocente, Pietro Romano. Analizziamo i fatti.

Nella puntata andata in onda il 13 febbraio di Striscia la notizia, nel servizio riguardo Costa Concordia, si è tornati ad analizzare la foto mostrata nella puntata di Domenica In. Abbiamo capito che l’uomo nella foto non è lo stesso Gabriele Bezzoli che abbiamo intervistato. Ma allora di chi si tratta? Nella puntata in questione si avanzano delle ipotesi; a causa di numerose segnalazioni giunte in redazione, Ezio Greggio lancia un servizio in cui la foto in questione veniva messa in relazione con un fermo immagine di un altro uomo, impegnato in una causa a Verdetto Finale e ne veniva ipotizzata l’uguaglianza con il primo. Ora, come potete vedere anche voi dall’immagine in presentazione del post (l’uomo alla vostra destro è Pietro Romano), i due uomini non sono la stessa persona. Pietro Romano, l’attore impegnato nella seduta di Verdetto finale, ci ha contattati per spiegarci cosa è successo.

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Allora Pietro, anzitutto raccontaci cosa è accaduto dopo che Striscia ha mandato in onda il filmato con le due foto (la tua a Verdetto e quella a Domenica In) ipotizzando che gli uomini ritratti fossero la stessa persona.

Io non stavo guardando la puntata. Ma dopo la messa in onda del 13 febbraio sulla mia bacheca Facebook sono arrivati una serie di messaggi. Cose del tipo: Ma che hai combinato? All’inizio pensavo fosse uno scherzo. Poi ai messaggi su Facebook si sono aggiunte le telefonate a casa di amici e parenti; allora ho visto la replica della puntata. In un primo momento sono caduto in uno stato confusionale. Non avendo seguito la vicenda dei falsi naufraghi, ho cercato di capire meglio di cosa si trattasse e sinceramente ci sono rimasto male. Non ho ben capito in cosa consistesse questo gioco. Nel servizio dicono (si riferisce alla redazione di Striscia la notizia, ndr) di aver ricevuto segnalazioni riguardo la mia somiglianza con l’uomo della foto a Domenica In. Ma che il confronto delle due foto sia forzato è sotto gli occhi di tutti. Quello che dico io è che lo scoop ce l’avevano già; insomma avevano una notizia forte e hanno comunque voluto utilizzare le immagini mie e dell’altra ragazza. Chiariamo, quelli di Striscia fanno davvero bene a smascherare tutta questa storia, ma hanno dovuto aggiungere una cosa inutile. Se io al posto loro mi fossi reso conto dell’inesistenza di alcun tipo di somiglianza non avrei mandato in onda l’immagine o perlomeno non avrei lasciato a fine servizio la domanda aperta, il vero o falso; non è stato carino.

Una volta metabolizzata la notizia, come ti sei comportato?

Io capisco che la storia è molto seria e all’inizio non sapevo bene come muovermi. In questi casi sembra che uno voglia aprofittare della situazione ma non è il mio caso. Per prima cosa ho mandato una mail alla redazione di Striscia per chiedere spiegazioni. I toni erano molto leggeri, volevo solo che chiarissero la questione in diretta. Sarebbero bastate soltanto due parole.

Ti hanno risposto?

Mi hanno telefonato il giorno dopo. Una segretaria si è scusata. Mi ha anche chiesto se l’altra ragazza (quella con lui a Verdetto Finale, ndr) fosse immischiata nel caso Concordia e io stupito (si vede dalla foto che non siamo noi) ho risposto che eravamo entrambi estranei alla faccenda. Ma mi aspettavo almeno due battute per chiarire.

Quindi tu con l’avvocato Canzona non hai mai avuto a che fare…

Assolutamente no. Anche perché, tra l’altro, ho sempre avuto molta remora nel partecipare a quei programmi dove si ha il dubbio se i protagonisti siano veri o falsi. L’unico serio in questo senso è proprio Verdetto Finale. Se fai caso a fine puntata tra i titoli di cosa si legge che le storie prendono spunto dalla realtà ma sono frutto della fantasia degli autori: non c’è nulla di oscuro. Anche a Forum è così, ma non lo dicono. Potete tranquillamente guardare anche quello che è stato il mio percorso lavorativo fino a questo momento. A me non piace prendere in giro le persone. A causa del servizio di Striscia sono stato investito da uno tsunami. Per me in questo hanno sbagliato: hanno fatto quello che hanno fatto gli altri programmi. La Cuccarini ha commesso una leggerezza nel presentare la notizia al volo. In un certo senso loro hanno fatto la stessa cosa. Poteva succedere a chiunque ed è successo a me.

Poi continua:

Bisogna stare attenti perché magari un giorno assomigli a quello e diventi un assassino. Poi immagina che quella sera il programma è stato seguito da una media di sette milioni di telespettatori con picchi di otto milioni. La vivo male perché sento che è una questione che non è stata ancora chiusa. Servono solo due parole di Greggio e la Hunziker in coda ad un servizio ed è tutto risolto. Poi se c’è gente che si vende per 200 euro e poi si difende dichiarando di non essere coinvolta è un’altra questione. Come si può credere ad una cosa del genere? Io per ogni lavoro che mi viene proposto domando sempre se è dichiarato che in video ci sono degli attori. Poi per me in programmi come Domenica In, Pomeriggio Cinque e Domenica Cinque è la norma che le storie siano vere. Se mi chiamassero per una cosa del genere non ci andrei mai. C’è una coscienza, una dignità che vale molto più di duecento euro.

Quindi si tratta di un’immagine sbagliata che la gente potrebbe farsi di te e del tuo lavoro…

Hanno colpito una categoria di gente seria; ci hanno buttati tutti in un grande pentolone, ma la verità è che non tutti si vendono. Giocare su una cosa del genere sembra inconcepibile. Questa poi rimane una situazione delicata. Se rimani zitto poi potrebbero dirti: ‘Ma perché non hai parlato?’. Ho anche provato a contattare su twitter Valerio Staffelli. Lui non sapeva niente della situazione ma quando gli ho inviato il link del servizio non ha più risposto, forse non sapeva cosa dirmiAl telefono mi hanno fatto capire che qualcosa avrebbero fatto. Ma dal servizio sono passati undici giorni e ancora niente.

Ci sembrava doveroso permettere a Pietro Romano di dichiararsi estraneo ai fatti. La redazione rimane disponibile ad un’eventuale risposta da parte della Redazione del programma satirico di Canale5.

About Gianrico D'Errico

Nato a Cisternino (BR) nel 1988. Laureto in Filosofia è laureando in Scienze Filosofiche a Padova. Ama le serate con gli amici (preferibilmente a casa con coperta e cioccolata calda). Da sempre lo accompagna la passione per il cinema, gli sono irresistibili le commedie nere. Diventare giornalista è una delle tante opzioni che ha appuntate sul suo taccuino delle cose da fare da grande (assieme all'astronauta e l'inventore di cose utili). Per adesso ci prova con tanta passione per la scrittura e la televisione.

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