Festival di Sanremo 2012, Aldo Grasso incassa l’insulto e boccia Sanremo

By on febbraio 15, 2012

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“Aldo Grasso è un deficiente!”. Nel lungo monologo di Adriano Celentano, personaggio più atteso di questa Sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo questo è solo uno stralcio di quello che il Molleggiato ha proferito davanti la nutrita platea del Festival che l’ha accolto con ovazione e calore. Oltre a criticare la Chiesa e giornali come “Avvenire e Famiglia Cristiana che andrebbero chiusi definitivamente” a cui ha fatto immediatamente seguito un commento di Marco Tarquinio di Avvenire, Celentano ha riservato la sua critica anche nei confronti del giornalista Aldo Grasso che precedentemente lo aveva accusato di “rispuntare” solo  per la promozione dei suoi dischi. Il diverbio tra il giornalista del Corriere della Sera e il cantante dunque non si è placata con l’avvio del Festival di Sanremo ed è stato proprio Celentano a provocare un’ulteriore reazione di Aldo Grasso, definendolo in diretta “un deficiente”, per l’appunto. E mentre la Rai ha commissariato il Festival e  a destra e manca si è alzato un polverone senza precedenti, la risposta di Aldo Grasso e la sua critica nei confronti del Festival di Sanremo risulta forse il male minore.

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Ovviamente noi eravamo in attesa della risposta del giornalista che è puntualmente arrivata, ma Grasso più che con Celentano se la prende con l’intero Festival, bocciandolo in toto. Sentite cosa scrive stamattina sul Corriere della Sera:

Dopo ieri sera ho scelto definitivamente. Ogni anno il Festival di Sanremo ci mette di fronte a un tragico dilemma: ma davvero questo baraccone è la misura dello stato di salute della nazione? E se così fosse, non dovremmo preoccuparci seriamente? C’è stato un tempo in cui effettivamente il Festival è stato specchio del costume nazionale, con le sue novità, le sue piccole trasgressioni, persino le sue tragedie. Ma tutto ha un tempo e questo (troppo iellato) non è più il tempo di Sanremo o di Celentano, se vogliamo rinascere. Monti o Celentano? Se davvero il nostro premier vuole compiere il titanico sforzo di cambiare gli italiani («l’Italia è sfatta», con quel che segue), forse, simbolicamente, dovrebbe partire proprio dal Festival, da uno dei più brutti Festival della storia.

E su coloro che hanno apprezzato la perfomance del cantante:

Non mi preoccupa Adriano, mi preoccupano piuttosto quelli che sono disposti a prenderlo sul serio. E temo non siano pochi. Ah, il viscoso narcisismo dei salvatori della patria! Ah, il trash dell’apocalissi bellica! Cita il Vangelo e bastona la Chiesa, parla di politica per celebrare l’antipolitica: dalla fine del mondo si salva solo Joan Lui. Parla di un Paradiso in cui c’è posto solo per cristiani e musulmani. E gli ebrei? Il trio Celentano-Morandi-Pupo assomiglia a un imbarazzante delirio.

Insomma, Aldo Grasso che alla fine dell’articolo scrive: “Mentre scrivevo questo pezzo mi sono arrivati gli insulti in diretta da Sanremo. Ma non ho altro da aggiungere” tralascia le offese ricevute da Celentano, probabilmente per risultare vero gentleman che non si abbassa a certi liveli,  e se la prende in toto con la kermesse canora che definisce: “Festival dello sguardo all’indietro (anni 70?), dove «il figlio del ciabattino di Monghidoro» si trasforma in presentatore, è il Festival delle vecchie zie dove tutti ci troviamo un po’ più stupidi proprio nel momento in cui crediamo di avere uno sguardo più furbo e intelligente di Sanremo (più spiritosi di Luca e Paolo quando cantano il de profundis della satira di sinistra), è il Festival della consolazione dove Celentano concelebra la resistenza al nuovo. Per restituire un futuro all’Italia possiamo ancora dare spazio a un campionario di polemiche, incidenti, freak show, casi umani, amenità, pessime canzoni e varia umanità con l’alibi che sono cose che fanno discutere e parlare? Penso proprio di no”. Più chiaro di così…

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

One Comment

  1. vito

    febbraio 15, 2012 at 17:17

    Ieri sera dopo pochi minuti ho cambiato canale e credo di avere fatto bene!

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