Gerry Scotti: “Vado io gratis a Sanremo al posto di Celentano”

By on febbraio 5, 2012
The Money Drop

Non esiste Festival di Sanremo senza polemiche. Ogni anno sempre più. La kermesse musicale più vista d’Italia, il programma più seguito dagli italiani, si appresta ad aprire i battenti il 14 Febbraio. Le polemiche sono tantissime, a partire dalla bellissima Tamara Ecclestone, figlia del patron di F1, che sarebbe stata cacciata da Sanremo perchè capricciosa. Lei stasera sarà ospite al Chiambretti Sunday Show su Italia1, lo show più floppato e più riciclato di Mediaset, condotto dal rosso Piero Chiambretti, per svelare tutti i retroscena della trattativa, delle discussioni e della cacciata. Tamara ci sarebbe rimasta male: teneva molto a Sanremo. Non aveva bisogno di certo dei soldi della tv di Stato italiano. Da Tamara a Celentano: guadagnerà 350 mila euro per la prima serata e potrà arrivare ad un totale cumulabile di 750 mila euro. Una cifra altissima ma adeguata per il mercato televisivo. Non tocca infatti agli opinionisti improvvisati o ai politici populisti stabilire se la cifra sia sconsiderata: se Celentano guadagnerà 750 mila euro, significherà che la Rai ha preventivato un guadagno assai superiore. Un Celentano acchiappa-sponsor per farla più semplice. Ma lui, il Molleggiato senza peli sulla lingua, ha spiazzato tutti: l’intero cachet sarà devoluto in beneficenza. Ma c’è di più..

adriano-celentano

Devolverà la bellezza di 750 mila euro a famiglie bisognose, selezionate da sette sindaci. Le tasse le pagherà di tasca sua. Significherà dunque che la sua partecipazione a Sanremo gli costerà oltre 200 mila euro. Un bel gesto che fa onore ad uno dei personaggi più chiacchierati e più scomodi della televisione italiana. Celentano non le manda a dire, non ha paura di nessuno e soprattutto è un animale da palcoscenico, incontrollabile. Potrebbe salire sul palco solo per una serata, o addirittura per tutte e quattro. Potrebbe sparare a zero su Berlusconi così come su Monti. Potrebbe cantare, potrebbe fare un monologo lunghissimo, potrebbe incazzarsi, potrebbe sorridere. Nessuno lo sa. O forse la moglie Claudia Mori è l’unica a poter custodire questo gran segreto. La Rai ha accettato infatti la totale libertà di espressione ed editoriale del Molleggiato, consentendogli anche di non essere interrotto dalla pubblicità solo per la prima serata. Celentano dovrà soltanto rispettare il codice etico, per il resto potrà anche sputare in faccia anche al Direttore del TG1, molto criticato nelle ultime settimane e che ha sollevato un polverone in casa Rai.

Ma il conduttore del fortunato game show “The Money Drop”, Gerry Scotti, non ne può più e su Twitter sbotta: “Vado io, gratis, a Sanremo al posto di Celentano. Solo che non so cantare: vale lo stesso?”. Una provocazione per ribadire forse che si sta esagerando, che si sta dando troppo spazio a Celentano piuttosto che alla kermesse musicale. D’altronde senza Celentano quest’anno Sanremo sarebbe stato un flop.

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6 Comments

  1. pip

    febbraio 6, 2012 at 09:20

    Ma chi altri in televisione o in politica o nello spettacolo, ha dato in beneficenza il compenso totale pagandoci sopra pure le tasse? Se poi il compenso è alto, chiedete conto alla Rai e non a Celentano.

  2. sandro

    febbraio 6, 2012 at 11:16

    Basta con queste critiche! Che doveva fare? Ci paga pure le tasse. Se avesse rifiutato i soldi, se li spartivano i funzionari Rai o li davano a Minzolini

  3. Max

    febbraio 6, 2012 at 11:46

    Grande gesto di Celentano: bisogna prendere esempio da lui

  4. gianni piombo

    febbraio 6, 2012 at 11:50

    scotti anche senza celentano sanremo sara un successo puoi solo ringraziare mediaset che ancora ti fa lavorare non fare il finto unile

  5. mcquail

    febbraio 6, 2012 at 13:39

    Non capisco perché tutti i divi che vengono pagati in televisione vanno bene e Celentano no? Hanno paura di Celentano?

  6. roby

    febbraio 6, 2012 at 16:09

    Scotti, inizia a rinunciare alla pensione di parlamentare, ruolo che hai ricoperto distinguendoti per assenteismo e nullafacenza. Poi torni a parlare di soldi pubblici.

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