“Il generale dei briganti”, le schede dei protagonisti

By on febbraio 13, 2012
scena della miniserie il generale dei briganti

text-align: center”>scena della miniserie il generale dei briganti

“Nel 1860 Garibaldi sbarca in Sicilia con i Mille accelerando il processo di unificazione nazionale. Nel Meridione lottano al suo fianco contro il dispotismo Borbonico anche molti briganti che, in seguito, delusi dal nuovo governo italiano, lo contrasteranno subendo una sanguinosa repressione. Il più temuto capobanda si chiama Carmine Crocco”. La presentazione della miniserie in due puntate Il generale dei briganti (qui le anticipazioni dell’ultima parte in onda stasera) dà subito un’idea di ciò che il regista Paolo Poeti ha voluto mettere in scena: uno spaccato della storia del Risorgimento così importante per i suoi fatti e ricordata soprattutto nell’anno 2011 per i 150 anni dall’Unità d’Italia. Legato inevitabilmente alla storia di Giuseppe Garibaldi, viene naturale il richiamo all’altra miniserie andata in onda qualche mese fa, Anita, che ha ottenuto un buon riscontro di pubblico. La prima puntata de Il generale dei briganti è stata seguita da 5.931.000 telespettatori, pari a uno share del 21,37%, un esordio interessante che potrebbe essere confermato anche stasera. Nel cast della serie, oltre un Daniele Liotti (Carmine Crocco) in grande spolvero anche l’attrice napoletana Raffaella Rea, nei panni di Nennella, fidanzata di Crocco.

daniele-liotti-carmine-cracco

Giovanissima, si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Comincia poi con il teatro, passando poi al cinema e alla televisione, soprattutto, con la serie tv Raccontami diretta da Tiziana Aristarco e Riccardo Donna, e la miniserie tv Graffio di tigre di Alfredo Peyretti di cui è protagonista. Successivamente ricopre altri ruoli nelle fiction Il commissario De Luca di Antonio Frazzi, Raccontami – Capitolo II, nel film per la tv Le ali di Andrea Porporati, dedicato alla storia del capitano della Folgore Gianfranco Paglia colpito alle gambe nel 1993 e in Pane e libertà di Alberto Negrin, dedicata al sindacalista Giuseppe Di Vittorio. Al cinema l’abbiamo invece vista in L’amore ritrovato di Carlo Mazzacurati, e Tris di donne & abiti nuziali di Vincenzo Terracciano. A interpretare invece Mariano Aiello è Danilo Brugia, ex Carramba boy e volto noto di alcuni fotoromanzi. Romano, ha studiato recitazione e dizione con l’attrice Federica Di Martino e canto leggero con Alessandra Piroddi. Nel 2001 si è classificato secondo al Festival di Castrocaro, con il brano 6 speciale. Ha partecipato al musical Fame – The musical – Saranno famosi, diretto da Luigi Perego e Gigi Saccomandi. Ma il successo più grande arriva con il ruolo di Stefano della Rocca nella soap opera di Canale 5 CentoVetrine. Nel 2008 è concorrente nel reality show condotto da Milly Carlucci Uomo e Gentiluomo cancellato per bassi ascolti. Poi vince il premio come migliore attore protagonista – Sezione Soap al Roma Fiction Fest. Nel 2009 ha partecipato alla seconda stagione della sit-com di Rai 2 7 vite. Larissa Volpentesta è invece Rosina, la sorella di Nennella. Gli studi di danza classica la portano in teatro nelle operette Omar e Valerie, Sognando Brodway e Inferno e Paradiso. Arriva al cinema nel 1999 con Il figlio di Pelé, episodio del film Boom di Andrea Zaccariello. Successivamente la vediamo in Vipera, diretto da Sergio Citti, grazie al quale vince il premio come miglior attrice esordiente e come attrice rivelazione dell’anno al Festival del Cinema di Salerno 2000. Debutta poi in tv nella miniserie Brancaccio e Il figlio della luna di Gianfranco Albano, e nella miniserie Pompei di Giulio Base. Interpreta poi Renata Milella nella ottava stagione della serie tv di Rai 3 La squadra per poi tornare al cinema con il film I Vicerè di Roberto Faenza. Nel 2008 veste i panni  di Graziella Campagna uccisa dalla mafia in La vita rubata di Graziano Diana, ma il film per la tv è stato rinviato tra mille polemiche per “non turbare la serenità dei giudici” del processo d’appello in corso. Infine una breve apparizione in Don Matteo e un ruolo nella miniserie in quattro puntate L’isola dei segreti – Korè di Ricky Tognazzi.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

2 Comments

  1. fabio

    febbraio 14, 2012 at 11:03

    Salve, volevo solo far notare che sia il piccolo trafiletto che riassume la fiction, ma sopratutto la fiction stessa NON SONO ASSOLUTAMENTE “uno spaccato della storia del Risorgimento così importante per i suoi fatti e ricordata soprattutto nell’anno 2011 per i 150 anni dall’Unità d’Italia.” In primo la storia personale/sociale/politica dei personaggi non rispecchia quella reale . 2 non si tocca minimamente l’orrore subito dalle popolazioni del Sud avvenuti con la COLONIZZAZIONE da parte del piemonte, vera e propria miccia d’innesco alla RIBELLIONE di quelli che voi chiamate briganti e che io, a mio modesto avviso chiamo PATRIOTI. L’unica nota di merito va data al racconto dei soprusi attuati dai signorotti. E concludo dicendo che se si voleva fare una fiction di fantasia avrebbero dovuto come minimo cambiare i nomi, e non continuare a infangare e prendere in giro il regno delle 2 sicilie(tra i più ricchi AL MONDO in quell’epoca) ne usare il nome e le gesta di PATRIOTI MERIDIONALI. Grazie

    • Luca Mastroianni

      febbraio 14, 2012 at 11:57

      Gentile Fabio, posso anche essere d’accordo con lei, ma nel mio articolo ho specificato che l’intenzione del regista era quella di descrivere uno spaccato del Risorgimento. Peraltro, la frase “così importante per i suoi fatti” era proprio riferita (in generale) al Risorgimento stesso e non al contenuto della fiction. Non sono un fan di questi programmi, ma non avendola vista non potevo dare una opinione personale sulla più o meno veridicità di quanto raccontato o sulla mancanza di fatti importanti come quelli che lei riporta. Mi creda, usare il termine briganti, per me, non è certo offensivo. So bene quanto questa gente abbia fatto per il loro Paese.

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