Il Restauratore, la recensione: mistero e buoni sentimenti sono gli ingredienti giusti per una fiction?

By on febbraio 7, 2012
Il Restauratore, una scena della fiction

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Il Restauratore, ultima delle fiction targate Rai, si è concluso ieri sera, lunedì 6 febbraio. Lo “sceneggiato” ha incontrato un buon successo di pubblico, superando spessissimo i sei milioni di telespettatori. Il giudizio popolare, dunque, ha premiato quanto visto nelle sei puntate (andate in onda dall’ 8 gennaio). Ma criticamente parlando è possibile fare qualche appunto in più?

Tutto sommato, Il Restauratore è apparsa una fiction godibile anche sotto la lente della critica televisiva. L’idea è sembrata convincente fin dall’ inizio: un ex-poliziotto deve vedersela con misteriosi delitti e con i suoi poteri extrasensoriali, dopo aver scontato una pena in carcere per aver giustiziato l’assassino della moglie. Insomma, tutti gli ingredienti per la rappresentazione di un personaggio complesso e tridimensionale c’erano tutti e non possiamo dire che Lando Buzzanca non abbia sfruttato l’occasione: la sua prova è stata eccellente. Anche la regia è scivolata senza intoppi, declinando trama e sceneggiatura attraverso un linguaggio semplice e comprensibile ma allo stesso tempo efficace. I pregi, che comunque sono più numerosi e più “pesanti” rispetto ai difetti, finiscono qui. 

Martina Colombari e Lando Buzzanca ne Il Restauratore

Le falle più grosse sono arrivate dalla sceneggiatura. Federico Specchia, che tra le altre cose è anche un blogger di Libero, l’aveva capito fin dalle prime battute. In effetti non è stato possibile non notare forzature nella trama, con un ricorso troppo frequente ai vari deus ex machina, che hanno trasformato un soggetto interessante in un qualcosa di forse troppo sempliciotto. Quel che pesa nel bilancio complessivo è, infine, la deriva fin troppo tratteggiata del “lieto fine”. Insomma, buoni sentimenti a go-go che, alla fine, possono anche stancare. E in un certo senso lo hanno fatto. Tuttavia, quest’ultimo difetto non è imputabile all’opera in sé, ma alla linea imposta dal genere stesso: Il Restauratore è una fiction di Rai Uno e come tale s’è dovuto comportare. Forse qualche elemento tragico in più sarebbe sembrato fuori luogo.

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