Il tentativo maldestro di Roberto Bolle di rimediare alla figuraccia su Twitter va in scena alle Invasioni Barbariche

By on febbraio 11, 2012

text-align: center”>Invasioni Barbariche con Roberto Bolle

Ha scelto il pubblico di La7 per rimediare allo scivolone di qualche giorno fa: l’étoile Roberto Bolle, al centro di un’accesa polemica per un tweet sui senzatetto nella città di Napoli, ha rilasciato un’intervista a Daria Bignardi nella puntata delle Invasioni Barbariche in onda ieri sera. Accolto da un applauso fragoroso e dai sorrisi della conduttrice, la conversazione è incentrata da subito sul “pasticco“, come lo definisce il ballerino, accaduto in settimana. L’étoile della Scala, in trasferta al Teatro San Carlo di Napoli, aveva twittato questo messaggio: I senzatetto che s’accampano e dormono sotto i portici del San Carlo sono un emblema del degrado di questa città“. E non contento, aveva aggiunto: Scena mai vista davanti a nessun teatro nè in Italia nè nel mondo. In un periodo in cui sono tanti i personaggi pubblici che non si risparmiano uscite infelici nei confronti di chi vive una situazione di disagio (la nostra classe dirigente è prodiga di esempi in tal senso), il messaggio dal tono sdegnoso di Bolle ha fatto il giro della rete, e gli ha fruttato un bel numero di critiche, quando non veri e propri insulti. Peggio ancora aveva fatto il primo ballerino a cancellare il messaggio incriminato nel tentativo di spegnere la polemica: nel codice di comportamento dei social network risuona come una specie di ammissione di colpa. E non sono bastate le dichiarazioni ufficiali a smorzare i toni: Il mio attacco non era rivolto ai senzatettoha fatto sapere Bolle – le persone più bisognose d’aiuto. Non è nella mia sensibilità. Credo di averlo sempre dimostrato”. E allora quale mezzo migliore della tv generalista per ripulirsi l’immagine e forse anche la coscienza?

Ci ha pensato Daria Bignardi a stendergli il tappeto rosso e permettergli di chiarire una volta per tutte la sua posizione. L’étoile si dice un appassionato di Twitter “perché scelgo le persone che posso seguire, e tutti, se vogliono, possono seguire me“, però ammette che proprio tramite il social network “domenica scorsa ho combinato un pasticcio…“. Ed ecco subito il tentativo di redenzione, parecchio maldestro, a dire il vero: “Ho già cercato di spiegare che cosa volevo dire: da una parte c’era il Teatro San Carlo, tempio dell’arte e della cultura, la parte più bella ed elevata dell’uomo, il punto di congiunzione tra l’umano e il divino, e dall’altra parte invece, gli ultimi della società“. Un’immagine inaccettabile per Bolle, che raccontata in questi termini non fa altro che rafforzare la sensazione di insopportabile alterigia scatenata dal tweet.

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E’ sembrato che tu dicessi: andate un po’ più in là a stare male, non vi voglio vedere davanti al mio bel teatro“, gli fa notare la conduttrice. Così Bolle cerca di rimediare spiegando quello che sarebbe stato il senso delle sue parole: “Non era una questione di estetica, ma la denuncia di un degrado umano e sociale“. E cosa avrà mai fatto la stella della danza di fronte a questa situazione incresciosa? “Ho parlato con uno di loro, si chiamava Mario, mi ha raccontato la sua storia (…) poi l’ho salutato e ho twittato, dicendo che la situazione dei senzatetto accampati davanti al teatro era il simbolo del degrado della città“. Dispiaciuto che i giornali il giorno dopo abbiano titolato “Bolle anti-clochard” (“Sembrava quasi il pretesto per insultarmi di qualcosa“), l’étoile assicura di aver imparato la lezione e promette che in futuro starà più attento a non urtare la sensibilità altrui. Come se il problema fosse l’effetto e non la causa scatenante!

Ma non passano neanche pochi minuti che il ballerino incappa in un altro piccolo scivolone: stavolta si parla del caso di Mariafrancesca Garritano, prima ballerina della Scala licenziata dopo aver denunciato i frequenti casi di anoressia presenti all’interno del corpo di ballo. “E’ un problema delicato – dichiara Bolle – ci saranno stati dei casi ma io non ne sono personalmente a conoscenza. Forse il teatro non ha valutato abbastanza il danno d’immagine che poteva venire da questo licenziamento“. Insomma, come al solito il problema è la forma e non la sostanza: a Bolle non è neanche passato per la testa l’idea che La Scala avesse il dovere di approfondire la questione e verificare la fondatezza di quella denuncia. “L’immagine oramai è fondamentale, si parla solo di quello“, chiosa l’étoile. Insomma, il tentativo di catarsi non è riuscito per niente, anzi semmmai Bolle avrebbe fatto meglio a lasciar perdere e aspettare che la polemica si sgonfiasse da sè. Ci avrebbe certamente guadagnato.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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