La Grecia, l’Italia ed il ruolo dei “poteri forti”: economia vs. democrazia a L’Infedele

By on febbraio 21, 2012
Gad Lerner a L'Infedele

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“Non siamo noi i poteri forti”, ha risposto oggi Mario Monti a chi manifestava contro le politiche di “lacrime e sangue”, durante il suo incontro coi top manager alla Borsa di Milano. A giudicare dall’irreversibile crollo della Grecia, una regia internazionale dietro alcune scelte economiche sembra esserci: Gad Lerner cita a riguardo Luciano Canfora e il suggestivo paragone con la Santa Alleanza del 1815, con i vertici europei insieme alla Bce che ricordano le spavalde potenze del Congresso di Vienna. Ma cosa ha determinato uno scenario così drammatico per il Paese che ha dato i natali alla democrazia? Se Lerner non esita a definire alcune proposte in campo da parte europea “una moderna forma di colonialismo” (con riferimento alla richiesta di un direttorio con poteri d’ingerenza diretta nelle scelte economiche di Atene), per altri versi rimane il nodo del rapporto tra colpe dei governanti greci e influenze o interessi esterni. Il problema di democrazia all’interno dell’Unione Europea fa da filo conduttore al dibattito nello studio de L’Infedele, alla presenza di ospiti di altro profilo e competenza, in maggioranza esperti d’economia e questioni internazionali.

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Parterre tutt’altro che ingessato, data la comune preoccupazione per la crisi in atto e la prevalenza di accenti critici sulle decisioni prese in sede comunitaria, con tanto di responsabilità messe a nudo senza giri di parole: tra i più duri nei confronti della “internazionale bancaria che tenta di succhiare fino all’ultima goccia di sangue” è Giovanni Dosi, economista della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, cui fa eco Gian Enrico Rusconi, storico e docente dell’Università di Torino, in aperta critica allo spirito anti-solidaristico che anima i vertici europei. Colpisce, agli occhi di Rusconi, l’ostinazione tedesca nell’esercizio di un dominio che “fa paura”, alla luce di infelici pagine della storia scritte dagli stessi protagonisti. Anche l’imposizione di onerosissime forniture militari, da parte di Francia e Germania alla Grecia indebitata fino al collasso, va a rafforzare le deduzioni più pessimiste. Un altro docente di economia, Alessandro Penati dell’Università Cattolica di Milano, prende atto che quella attuale è “una banale Unione monetaria anziché politica”, quest’ultima ancora tutta da costruire. L’importanza della Grecia starebbe a suo avviso nel salvare il sistema bancario integrato, considerato che “l’interesse delle classi dirigenti è salvare le banche”. Per Massimo Mucchetti, analista economico del Corriere della Sera, la Grecia sta pagando l’evasione fiscale estesa e la minore ricchezza privata rispetto all’Italia. Da lui viene la proposta di nazionalizzare le banche, senza più dare ad esse i soldi pubblici lasciandole private (“chi sbaglia deve pagare”). Alessandra Lanza di Prometeia (presidente gruppo economisti d’impresa), ha fornito elementi in senso opposto, provando a dare una lettura dei fatti non ostile alle istituzioni economiche e alle banche,“a costo di essere impopolare”. Per il resto, la trasmissione di Gad Lerner ha fatto emergere una netta critica alla classe dirigente politica ed economica, se non una “strategia generale che indirizza tutti i paesi come anche Italia e Spagna verso lo stesso pericoloso binario”, come ipotizzato dal grecista Filippo Maria Pontani. Un’analisi collettiva arricchita dai contributi dell’attore e poeta Moni Ovadia e dal cantautore Eugenio Finardi, entrambi assai sensibili ai temi della democrazia e dei diritti civili e sociali. La Grecia siamo noi?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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