Luca e Paolo vs Alessandro Siani: quando l’intrattenimento comico non passa dalla volgarità

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Foto di Luca e Paolo a Sanremo 2012

text-align: center”>Alessandro Siani Luca e Paolo

Ieri sera Alessandro Siani ha ottenuto un successo strepitoso, suggellato, a fine intervento, da una clamorosa standing ovation -meritatissima, tra l’altro. Il suo monologo, non propriamente geniale ma semplice ed interessante, non estenuante ma relativamente breve e conciso, ha divertito moltissimo, ma potrebbe anche rappresentare un ottimo spunto per riflessioni su diversi fronti. Prima di tutto, e questo è evidente, Siani è la dimostrazione che si può far ridere anche senza cadere in volgarità o in comicità stereotipate, che al massimo spaziano da Silvio Berlusconi a Berlusconi Silvio: il comico, “nato” a Zelig ma famoso per i due film campioni di incassi Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, che lo vedono protagonista insieme a Claudio Bisio, ha portato sul palco dell’Ariston argomenti quotidiani, verosimili, diretti, con la solita verve napoletana che lo contraddistingue. In secondo luogo, potremmo pensare che Siani si sia in qualche modo “ipotecato” il prossimo Festival di Sanremo: se quest’anno un’inaspettato Rocco Papaleo riesce spesso a salvare Gianni da gaffes e tempi decisamente morti, l’anno prossimo, scongiurando l’ipotesi “Morandi tris“, il comico potrebbe degnamente affiancare un presentatore -o presentatrice- nella conduzione della kermesse, avendo anche dimostrato ottime capacità di intrattenimento e improvvisazione e di saper degnamente gestire da solo la situazione anche senza l'”aiuto” dell’insopportabile gobbo

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A questo punto, dopo aver tessuto le lodi di uno, dobbiamo inevitabilmente demolire l’altro, anzi, gli altri: martedì, nella prima puntata del Festival, Luca e Paolo, il duo comico che l’anno scorso aveva condotto la kermesse insieme allo stesso Morandi, a Belen ed Elisabetta, apriva questa 62° edizione. Su di loro le aspettative di tutti erano state altissime, vista la genialità dei loro interventi passati. Ma il loro sketch, questa volta, non ha funzionato, le canzoni si sono rivelate veramente poco divertenti -ma non erano loro a cantare l’esilarante Ti sputtanerò?– e le battute al limite della banalità. Per non parlare della continua  e latente scurrilità, denunciata anche da Mazzi, e della volgarità nei riferimenti espliciti al solito sesso e all’inevitabile Berlusconi, come se senza di lui -lo hanno ripetutamente cantato anche loro stessi- non si possa più far satira politica (è anche vero, d’altronde, che i suoi spunti non li ha mai forniti e mai li fornirà nessun altro). Nessuna ipocrisia, dunque, ma solo un minimo di sano buonsenso: ricordiamoci, anche se non si direbbe dal contesto assolutamente confusionario, che Sanremo è pur sempre Sanremo, ovvero uno dei manifesti dell’Italia nel mondo ed un’evento che è, dopotutto, parte della storia culturale del nostro Paese, e che quindi, in quanto tale, pretenderebbe, accanto a momenti di sano divertimento, eleganza e sobrietà.

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.
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