Melania Rea e Roberta Ragusa, a Quarto Grado il punto sulle indagini: un cerchio che si stringe attorno ai mariti?

By on febbraio 25, 2012
Salvo Sottile, Quarto Grado

Continuano a far discutere i casi di Roberta Ragusa e Melania Rea, due bellissime donne apparentemente felici, brillanti e fortemente legate alla famiglia. L’auspicio di tutti, non solo degli spettatori di Quarto Grado, è che le vicende non trovino ulteriori analogie, soprattutto nell’epilogo. Su Roberta, infatti, si continuano a coltivare speranze di ritrovamento, nonostante i tanti interrogativi su un allontanamento sempre meno giustificabile agli occhi di chi indaga e di chi la conosceva. “Potrebbe essere l’inizio perfetto di un libro giallo”, conferma Donato Carrisi, invitato da Salvo Sottile per discutere dei casi che ricordano molti passaggi del suo libro “Il Tribunale delle anime”.

Pochi i passi in avanti nelle indagini, considerato che allo stato rimangono in piedi le ipotesi iniziali, ovvero la speranza di un allontanamento volontario da un lato e il più probabile omicidio (la Procura ha aperto un fascicolo solo pochi giorni fa a riguardo) dall’altro. Il cerchio sembra però lentamente stringersi, addensando crescenti sospetti sul marito Antonio Lolli, che nel frattempo ha scelto di rifiutare i contatti con i giornalisti (solo un colloquio a telecamere spente, concesso agli inviati di Rete 4).

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Difficile, sostengono conoscenti ed esperti, che una donna così innamorata della famiglia, potesse decidere all’improvviso di sparire, peraltro con una dinamica talmente particolare da far temere il peggio: niente vestiti per uscire portati con sé, nessuna disponibilità economica per affrontare un eventuale trasferimento, per non parlare dell’orario scelto, la tarda notte, proibitivo sotto tutti i punti di vista. I dissapori di una vita matrimoniale ormai simile ad una “gabbia dorata”, uniti alla probabile infedeltà del marito, trovano  conferma nelle parole di una testimone, che preferisce rimanere ignota ma sulla cui attendibilità non paiono esserci molti dubbi. Più vicino ad una verità giudiziaria definita, risulta invece ad oggi, il caso di Melania Rea, nonostante le non poche lacune nelle indagini.

La posizione di Salvatore Parolisi (non a caso definito “incapace di amare” da Carrisi e peggio ancora “un uomo senza qualità” dalla giornalista Barbara Palombelli) si è aggravata ulteriormente dopo le ultime acquisizioni investigative: dai controlli dei due computer del marito di Melania, sono emerse inequivocabili frequentazioni con transessuali, a conferma di una vera e propria ossessione per il sesso, nelle forme più estreme. Le stesse deposizioni di Rosa e Ludovica, due giovani amanti di Salvatore, proposte con frammenti audio in esclusiva da Quarto Grado, vanno sostanzialmente nell’unica direzione plausibile, smentendo le tante pasticciate ricostruzioni del presunto omicida. Voce isolata, quella dello psichiatra Alessandro Meluzzi, poco convinto della univocità degli indizi, che a suo avviso non permetterebbero di definire Parolisi un “lucido assassino”. Riusciranno in questi due casi le sentenze a mettere d’accordo tutti, garantisti e colpevolisti?

About Marco Franco

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2 Comments

  1. lella

    febbraio 26, 2012 at 12:50

    Basta non se ne può più di questa lagna su le corna, le frequentazioni e le bugie di Parolisi. Occupatevi realmente delle carte processuali che nulla hanno a che vedere con quanto viene sempre detto in TV per fare odiens.
    Lo sapete che nel quadrilatero Ascoli – Teramo ci sono ancora 15 omici irrisolti con modalità Goffo/Rea, ovvero, avvenuti con efferratazza con 15/25 coltellate , a cui le due procure non hanno saputo dare un volto all’assassino, e se esistesse realmente un serial killer che se la ride mentre scorrono fiumi di parole insulse su P.

  2. Valeria

    maggio 11, 2012 at 21:53

    Basta con la famiglia Rea sempre in TV! ormai in tutte le trasmissioni sono diventati una presenza fissa: fratello, zio, zia, amiche…. e meno male che hanno criticato Parolisi perchè subito dopo l’omicidio di Melania era empre in TV…. i Rea sono diventati i prezemolini (sopratutto Michele con lo zio) a dire cosa poi? SEMPRE LE STESSE COSE, a condannare parolisi prima ancora che sia condannato (fino a prova contraria per ora è innocente, i giudici decideranno) a ripetere per l’ennesima volta sempre le stesse cose, il tradimento non è = a omicidio, i Rea sono diventati giudici? lloro hanno già condannato solo per un tradimento? Mi dispiace per l morte di Melania e spero che il colpevole (chiunque esso sia) venga scoperto ma con prove vere! Per tornare al discorso iniziale: BASTA CON I REA OSPITI DI TUTTE LE TRAMISSIONI, NON SE NE PUO’ PIU!

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