Mentana interviene sul caso Formigli: “La Fiat non faccia la verginella molestata dalla mala informazione”

By on febbraio 23, 2012
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text-align: center”>Mentana difende Formigli contro la Fiat

Sta diventando un caso-emblema del pericolo in cui versa la libertà di espressione nel nostro Paese: il maxi-risarcimento danni che il Tribunale di Torino ha imposto alla Rai e al giornalista Corrado Formigli per un servizio su una vettura Fiat, è un gravissimo campanello d’allarme, che ha suscitato le reazioni di gran parte del mondo dell’informazione. La cifra spropositata che è stata accordata all’azienda automobilistica ammonta a  1.750 milioni per il danno patrimoniale recato alla Fiat dalla messa in onda di un servizio di Formigli, che metteva a confronto l’Alfa Mito con due vetture concorrenti. Ma la richiesta più inquietante è quella di 5 milioni e 250 mila euro per la lesione dell’immagine aziendale: una cifra insostenibile per chiunque, che rischia di diventare un pericoloso precedente.

Voci di dissenso e di preoccupazione si sono levate da ogni parte, a partire dai diretti interessati. Se la Rai ha impugnato la sentenza per diffamazione, Corrado Formigli l’ha commentata così in un articolo sul sito internet del Fatto Quotidiano: “E’ un atto di intimidazione nei confronti di chi si azzarda a criticare un prodotto industriale. Nell’era della crisi globale, quando crescita e competitività diventano fattori cruciali per il futuro di un paese, una stampa orientata più ai consumatori che ai produttori è non solo necessaria, ma utile a stimolare le imprese. La domanda è: in Italia questo giornalismo libero di confrontare e criticare un prodotto ce lo possiamo ancora permettere? O questi 7 milioni di euro stabiliscono il limite oltre il quale non ci si può spingere?“. A difendere il diritto di critica del conduttore di Piazzapulita e più in generale di tutti i giornalisti che “osano” esercitare la loro libertà senza abbassare lo sguardo di fronte ai poteri forti, è intervenuto con un lungo editoriale durante il Tg La7 delle 20 di ieri sera, il direttore Enrico Mentana.

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Con una critica pungente e appassionata, il giornalista ha chiesto alla Fiat di fare un passo indietro rispetto alla richiesta di risarcimento, considerata assurda perchè limitativa della libertà di critica dei giornalisti. Un attacco che non ha risparmiato le “cattive abitudini” in casa Fiat di accattivarsi i giornalisti con concessioni di dubbia eticità, alla luce della presenza della casa torinese come azionista nelle principali testate del Paese (La Stampa, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport), per non parlare dell’abnormità della richiesta di risarcimento, (che, ricorda Mentana, ammontava in principio a 2o milioni di euro) per finire con una bordata all’ad Marchionne, che guadagna enormenente più di Formigli e si permette il lusso di pagare le tasse all’estero. Il lungo editoriale è stato riassunto in una nota che il direttore del Tg La7 ha pubblicato sul suo profilo Facebook. A voi i commenti.

“La Rai e Formigli costretti a pagare alla Fiat 7 milioni di euro, di cui 5 milioni 250mila per danno non patrimoniale. Cosa è il danno non patrimoniale? E’ il danno morale, reputazionale, all’immagine della Fiat. Ora, la Fiat non è una Onlus. E’ la più grande azienda manifatturiera d’Italia, ma non solo. La Fiat è anche proprietaria di un giornale importante, la Stampa, e di una influente concessionaria di pubblicità, Publikompass, oltre a essere il secondo azionista della Rcs, che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Non può non sapere quanto sia importante la libertà di informazione, e quanto la metta a repentaglio la minaccia di pene economiche gravissime per chi osa scrivere o dire cose sgradite. Un simile salasso pecuniario per la Rai e Formigli avrebbe almeno un minimo di giustificazione se la Fiat non avesse mai cercato di ingraziarsi i giornalisti, con viaggi premio a esotiche rassegne o gare automobilistiche, o se non avesse cercato di influenzare per decenni giornalisti di ogni ordine e grado con auto in prova illimitata. Ma la Fiat ha sempre usato abbondantemente del suo potere, della sua influenza e della debolezza della categoria giornalistica, dimostrate da una abbondante casistica di servizi televisivi preventivamente entusiastici all’apparizione di ogni modello, Duna e Stilo comprese. Che oggi si comporti da vergine insidiata dall’orco della mala informazione è tanto ingiusto quanto grottesco. Sarebbe giusto che al Lingotto, finchè la sede della Fiat resta lì, si mettessero una mano sulla coscienza, e facessero un gesto adeguato di fair play. Perché un giornalista come Formigli guadagna certo più di un operaio di Pomigliano, ma infinitamente meno di un Marchionne, per di più pagando le tasse in Italia“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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