Monopolizzazione dell’informazione tv: giusta o sbagliata? Milo Infante dice la sua

By on febbraio 17, 2012
Milo Infante conduttore

Mai come in questa settimana sanremese l’informazione televisiva è fortemente condizionata: i maggiori programmi televisivi e i telegiornali dedicano ampio spazio alla kermesse canora più famosa d’Italia e sembrano trascurare l’attenzione ad altre notizie di contorno (non della portata di Sanremo, ma comunque importanti). In che modo è possibile trovare un equilibrio fra le parti? Ci troviamo sempre più di fronte a uno standby dell’informazione ogni qualvolta il fatto eclatante del giorno si manifesta, calamitando tutta la concentrazione su di sé. E’ successo per l’assassinio di Sarah Scazzi, per la scoperta del corpo senza vita della giovane Yara, per il più recente naufragio della Costa Concordia e ancora per Celentano a Sanremo. Una martellante e sempre continua informazione televisiva, che cerca di tenere sul filo dell’attesa il pubblico di spettatori, alla lunga può stancare (basta leggere i numerosi post di insofferenza su Facebook nei confronti di notizie trite e ritrite che alla lunga risultano monotone e pressanti). E’ davvero questo quello che il pubblico vuole? Milo Infante, Caporedattore di Rai Due e giornalista professionista da diciotto anni dice la sua in merito, alla luce della sua consolidata esperienza nel settore. “E’ la rilevanza della notizia a dettare lo spazio che le viene concesso in una trasmissione televisiva. Reputo il telespettatore maturo e consapevole, per cui non è quanto trattare i temi, piuttosto in che modo trattarli, ossia con eleganza e professionalità, senza concedere nulla a demagogia e populismo, faziosità e pressapochismo“. Uno spazio calibrato e non eccessivo, un equilibrio della forma, una mancata esasperazione della notizia potrebbero essere delle soluzioni in grado di equilibrare i contenuti di un programma tv senza eccedere in una tensione che metta lo spettatore al punto di cambiare canale. Progetto realizzabile e fattibile o sogno evanescente? 

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Che gli autori e la maggior parte dei conduttori e giornalisti ritrovino la retta via quanto prima, svincolandosi dal peso sempre più crescente dell’auditel e rinunciando a calcare la mano con dossier, approfondimenti sempre più ricorrenti prima che il panorama televisivo si ridimensioni in quanto ad attese e informazioni.

About Mario Manca

Specializzando in Televisione,Cinema e New Media presso Libera Università di Lingua e Comunicazione Iulm di Milano. Ama e segue la televisione da una vita e desidererebbe dare un contributo attivo alla creazione di un modello televisivo teso alla qualità e intelligenza informativa con interventi autoriali mirati. Il suo modello di critica televisiva è Aldo Grasso e Madonna è la sua artista musicale preferita.

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