Noioso e senza mutande, neanche le canzoni risollevano Sanremo. Papaleo unico outsider

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Il bacio di Fabio de I soliti idioti a Gianni Morandi è la cosa più originale di questa seconda serata del Festival di Sanremo. E abbiamo detto tutto. Neanche l’ammicante Belen che fa di tutto per far notare al pubblico in sala e a quello da casa che sotto il vestito non porta le mutande desta dal sopore che questa sera è stato riservato agli italiani. Ma cominciamo dall’inizio. Il palco del Teatro Ariston marca male fin da subito. L’entrata in scena del duo senza senso e senza ironia I soliti idioti è totalmente scialbo e privo di originalità. L’idiozia (appunto) degli italiani viene smaccatamente rappresentata da questi due che di simpatico non hanno neanche il tono della voce. Tra parolacce, doppi sensi e sketch triti e ritriti purtroppo comincia la gara. Pessimamente. Per chi avesse sperato che Sanremo fosse terminato ieri sera è un colpo al cuore. Quelle che in un mondo astratto chiamato Terra vengono definite canzoni sembrano quasi tutte più noiose di ieri sera, anche se alcune interpretazioni  come quelle di Noemi, Arisa e Dolcenera su tutte danno l’impressione che la serata non sia morta del tutto. La peggiore di tutte è probabilmente Chiara Civello, un vero mistero apparso a Sanremo tra i big e tra i fischi generali. Persino alla radio stentano a riconoscerla. Probabilmente anche lei stessa, tornata in camerino, si sarà chiesta chi fosse quella riflessa nello specchio. Sconosciuta ai più, deve la sua partecipazione ai dischi venduti all’estero come jazzista. Il brano che ha presentato è lontano dalle sonorità che ci si aspettano, e il tentativo di fare l’occhiolino al pop è totalmente fallito. Il desiderio di prendere il treno e trascinarsi sul palco dell’Ariston a strapparle il microfono dalle mani è forte.

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Mentre i cantanti in gara sembrano il preludio al risveglio dei morti viventi, gli intermezzi de I soliti idioti lasciano il tempo che trovano. E pensare che al loro posto dovevano esserci Madonna e Lady Gaga! Ne avremmo volentieri fatto a meno, ma purtroppo questo passa il convento. La Canalis e Belen, vistosamente irritate, se la cavano sicuramente meglio quest’anno rispetto alla passata stagione, anche perchè, fortunatamente, stasera hanno deciso di non cantare. Ma anche la loro presenza non sembra destare alcun interesse. Fino a quando più di qualcuno ha notato che il bellissimo vestito di Belen veniva continuamente spostato dalla sgnacchera argentina per mostrare il suo tatuaggio a farfalla e – soprattutto – parte di quello che a guardare bene non c’era: le mutande. A che scopo? La domanda trova risposta qualche minuto dopo probabilmente, quando improvvisamente appare Ivana Mrazova e l’attenzione ricade su di lei. Per poco, in realtà. La ragazza, probabilmente liberata dai sotterranei della Rai dove era stata riposta, sembra in ottima salute e tra lei e le due vallette racimolate all’ultimo momento comincia una specie di sottinteso gioco di battute al veleno. Il ritorno di Ivana/Ivanka, per le due, è una fitta allo stomaco. Soprattutto quando la modella si presenta vestita da meringa dimenticando che Carnevale cade il 21 febbraio. La giovane diciannovenne dice che il suo vestito a Belen stava largo perchè ha le tette più grandi, l’argentina risponde con un “è carina”, dando prova di una sincerità quasi commovente. Certo… Forse timorosa del fatto che oggi sui giornali non si sarebbe più parlato di lei, Belen ha cominciato a fare il gioco del vedo non vedo e le foto da smutandata sono ormai ovunque. Ognuno se la cava come può e accanto a un Gianni Morandi praticamente inesistente si fa luce Rocco Papaleo, che se non altro tenta di carpire l’attenzione del pubblico in sala ormai concentrato su cosa preprare per il pranzo di domani. Se non aveva dato il meglio di sè nella prima puntata del Festival, stasera l’attore lucano sembra più sciolto e meno banale, e comincia subito a raccogliere il favore del pubblico. Qualche battuta divertente, qualche spunto simpatico, Papaleo strappa sorrisi e diventa improvvisamente l’unica stella a brillare in questo profondo buio. Peccato soltanto per le irritanti battute sulla bellezza del “trio vallettiano” vecchie quanto il cucco. Manco al Drive in. Ma ci accontentiamo, d’altronde reggere una serata come Sanremo non è facile per nessuno, soprattutto se non si è provvisti di un bel thermos di caffè e della verve di Milly Carlucci. Intanto, mentre in sala e a casa il pubblico continua a ricamare la maglia e a tagliarsi le pellicine delle unghie la gara prosegue miseramente. Sfilano anche i giovani, ma la luce non s’accende. L’unica canzone divertente e sbarazzina viene ingiustamente eliminata. Celeste Gaia non ha neanche il tempo di finire di cantare “vorrei ti chiamassi Carlo” che è già stata spedita a casa. D’altronde si sa, è destino che la serata prosegua con uno sbadiglio globale che ci ucciderà. Il resto è abbastanza scontato. La vista comincia ad appannarsi ed ecco di nuovo Papaleo a farci provare un mezzo brivido. Caccia via il buon Morandi e improvvisa qualche altro monologo. Soltanto lui ha quella verve necessaria a mandare avanti la baracca ed è sicuramente migliore del conduttore persino nel presentare le vallette e i cantanti in gara. D’altronde trattenere le energie in un’occasione così importante per lui sarebbe un clamoroso boomerang. Invece l’attore acchiappa tutto quello che c’è da acchiappare: applausi, favore del pubblico e critiche positive. La sua ironia è vincente. Improvvisamente però il prepotente ritorno de I soliti idioti oscura Papaleo che di fatto scompare dalla scena. Un’altra canzoncina stupida, qualche parolaccia mezza detta e mezza no, battute che ormai tutti sappiamo a memoria ed ecco che si arriva alla fine. Di Papaleo neanche l’ombra, mentre Morandi può tirare un sospiro di sollievo: anche per stasera è andata (più o meno). Ma forse non sa che la metà degli italiani è andata già a dormire da oltre un’ora.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.
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One Comment

  1. Emanuele

    febbraio 16, 2012 at 10:46

    hai ragione i soliti idioti sono stati solamente “idioti”, ma in fondo è quello che ci meritiamo!

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