Paolo Villaggio show a “L’Arena”, altro che Celentano…

By on febbraio 26, 2012

«Facevo l’animatore nelle navi da crociera. Ero il più antipatico. Con me c’erano Silvio Berlusconi, che faceva il pianista, relegato in fondo, vicino alle eliche e Fabrizio De Andrè. Sono sempre stato invidioso di Fabrizio, era troppo vanitoso. Una volta ha dato un morso a un topo per 20mila lire. Sono stato invidioso di lui anche da morto, al suo funerale. Era diventato troppo famoso. Berlusconi invece corteggiava chiunque ma non aveva successo».

È un Paolo Villaggio dimagrito (sarà merito della blusa blu e dei pantaloni di un pigiama simil hawaiano) il protagonista dell’ultimo segmento dell’Arena, interamente dedicata alla mala sanità e agli ultimi sviluppi del caso Concordia. Dimenticatevi il ragionier Ugo Fantozzi (“lui almeno aveva il posto fisso, oggi gli impiegati si vestono da giovani e sono infelici” dice l’attore), Villaggio è un personaggio di rottura, uno che va in giro a dire che vuole suicidarsi e che i sardi non fanno figli perchè si accoppiano con le pecore. «Tempo fa un funzionario Rai mi chiese di baciare, durante una diretta, la mano alla zia di Pippo Baudo che si trovava in prima fila. La vecchia veniva inquadrata per qualsiasi suono che emetteva. Così quando è iniziata la trasmissione le dissi: “Zitta lei, vecchia imbecille. Questa è una televisione finta». Altro che Celentano…

villaggio

A proposito, l’argomento Celentano si candida a diventare il nuovo pilastro dell’inutile conversazione generalista, pronto a sostituire perfino le chiacchiere sul tempo degli anziani ai giardinetti. Così alla domanda di Giletti, Villaggio risponde: “Mi aspettavo esattamente tutto quello che ha fatto. È un personaggio di una vanità ripugnante”.

Villaggio se la prende con l’operatore di studio che fa partire gli applausi, con Giletti (“ma lei fa sesso con i suoi animali?”) e ammette di aver corteggiato a oltranza la Venier (“è stata un’occasione sprecata”). Giletti si muove con difficoltà, censura, blocca, zittisce Villaggio. L’intervista arriva alla fine. “Io credo nell’aldilà” afferma Giletti, “ci rivedremo”. “Addio” risponde il comico. E Giletti rimane li, con il suo color biondo dalle mille sfumature, mentre nelle mie orecchie risuona il tormentone fantozziano “Lei è una merdaccia!”

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. Marco

    febbraio 27, 2012 at 02:26

    Caro villaggio,mi limiterei a una spietata autocritica xke’il cinismo alla sua veneranda eta’oltre che ripugnante suona un po’ ridicolo…se Celentano tocca le corde del nostro cuore mentre lei provoca risolini distratti…un motivo ci sara’.francamente sono giorni che assisto alla gratuita disapprovazione condita da veleno di attori,omuncoli di bassa lega,pseudo giornaliste bigotte e cantanti invidiosi nei confronti di Celentano e li trovo tutti molto sfigati…molto qualunquisti…molto poveretti d’animo..ma si sa..la mediocrità sta nel cavalcar l’onda del dissenso generale,sta nel demonizzare l’arte…sta nel seguire l’ignorante gregge..Celentano sei unico…

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