Parla anche Lucio Dalla: “E’ il Festival peggiore”

By on febbraio 17, 2012
Lucio Dalla

Il 62-esimo Festival di Sanremo non naviga certo in buone acque. Va bene la polemica, ma in questo caso si parla espressamente di scelte sbagliate e, in questo caso, si torna ancora a parlare di lui: Adriano Celentano. La performance del Molleggiato non ha convinto il pubblico, per non parlare delle critiche mosse dalla Chiesa dopo gli attacchi a testate cattoliche come l’Avvenire e Famiglia Cristiana. Ma le lamentele arrivano un po’ su tutti i fronti, tanto da coinvolgere gli stessi artisti in gara. Dopo le dichiarazioni di Francesco Renga ai microfoni di Radio 24Cinquanta minuti senza interruzioni mi sembra eccessivo… noi cantanti facciamo la cornice di Celentano. Direi che non contiamo una beata fava”, questa è la volta di Lucio Dalla. Il cantautore bolognese non ha di certo tenute nascoste le sue opinioni, ma è  confortante vedere come gli stessi protagonisti del Festival ( i veri protagonisti, assieme alle loro canzoni), non tengano la testa sotto la sabbia. In particolare Dalla lamenta il fatto che l’intero teatro Ariston sia stato tenuto in ostaggio per cinquanta minuti da un improvvisato sociologo. Parole dure che non hanno niente a che vedere, sottolinea, con l’esclusione dal Festival della sua canzone, “Nanì”, cantata insieme a Pierdavide Carone, e successivamente rientrata in gara grazie al ripescaggio. “Celentano farebbe bene a cantare e basta”, aggiunge. La decisione dell’ex-ragazzo della Via Gluk di devolvere l’intero compenso in beneficienza aveva forse abbassato la voce alle critiche, ma sembra proprio che il volume sia stato improvvisamente rialzato a furor di popolo. Celentano, comunque, non è l’unico oggetto della critica di Lucio Dalla, che non ha mostrato in tal caso di avere peli sulla lingua.

Lucio Dalla e Gianni Morandi

Altro elemento fortemente criticato dal cantante, oltre la constatazione generale “Non credo ci sia mai stato un Sanremo peggiore”, è la giuria demoscopica: “Tutti a far caciara con l’ansia di apparire in video. E’ una giuria fatiscente, non in grado di esprimere giudizi sulla qualità delle canzoni, forse giusto sulla festa di piazza che è diventata Sanremo”. Le parole di Lucio Dalla non sono affatto un fulmine a ciel sereno. Che il Festival della Canzone Italiana stia via via perdendo il proprio nucleo centrale si capisce quando il sipario cala sulla musica e si apre sul palco dei cachet, sulla gara ai rimpiazzi.

Anche i trecento componenti della giuria hanno avuto quindi “l’onore” di entrare nelle polemiche che hanno assalito il Festival già acciaccato da numerosi problemi tecnici dovuti a grandi assenti e black-out di sistema. La giuria demoscopica non è comunque l’unica ad avere il potere del voto, perché il pubblico da casa fa e farà la differenza, soprattutto nella finalissima con i primi tre cantanti in gara. Non tutto è perduto, perciò, e non ci resta che prepararci alle ultime due serate del Festival.

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

One Comment

  1. elcicala

    aprile 21, 2012 at 21:21

    complimenti vivissimi Lucio.
    evviva , una vivida polemica!
    che verve!

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