Precari sotto tiro, è il turno di Stracquadanio: “Sfigato chi guadagna 500€ al mese”

By on febbraio 18, 2012
Giorgio Stracquadanio e i giovani

La dottrina-Martone ha fatto proseliti, a conferma del fatto che le esternazioni di ministri e sottosegretari sullo stile di vita dei giovani erano solo un punto di partenza: il sassolino del viceministro al Lavoro e delle Politiche Sociali, quel Michel Martone ormai celebre fustigatore dei (quasi) trentenni “sfigati” senza laurea, ha trovato sponda nei colleghi di governo Fornero e Cancellieri ed ora è una valanga che non si ferma più, data la perseveranza di politici e giornalisti nel rilanciare ad ogni occasione utile il tema. Se ad inizio mese era stato in prima persona il Presidente del Consiglio Monti a fare suo l’orientamento dei suoi “pionieri”, stigmatizzando la voglia di posto fisso ancora coltivata dai giovani italiani, adesso tocca agli uomini di punta della maggioranza il compito di bacchettare i poco virtuosi ragazzi. Lo spunto è offerto prima dalle domande di Class Tv, nello spazio d’approfondimento “Punto e a capo”, e poi dalla trasmissione “La Zanzara” di Radio 24, dove Giorgio Stracquadanio ha esplicitato con estrema chiarezza il suo pensiero sul tema del lavoro sottopagato: “Chi guadagna 500 euro al mese è uno sfigato, sono stufo della retorica piagnona!”, con buona pace di tutti coloro che fanno i conti con la precarietà, anche perché, sostiene il parlamentare e dirigente del Pdl, “si tratta di una piccola quota di popolazione”. 

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Sia o meno una provocazione, la riflessione dell’Onorevole Stracquadanio denota nella migliore delle ipotesi una significativa sottovalutazione del fenomeno, ponendo sullo stesso piano chi non ha voglia di emergere e chi lotta per costruirsi un futuro, nonostante la drammatica crisi occupazionale (con relativa emergenza retributiva, spesso ai danni di chi avrebbe titoli e talento per meritare ben altri riconoscimenti economici). In una fase poi, in cui la classe politica fa quadrato attorno ai propri privilegi, come gli stipendi che valgono almeno 5 volte quelli di un professore di liceo a fine carriera, o ancora i vitalizi non pienamente aboliti a dispetto delle promesse, le bacchettate rivolte alle giovani generazioni da tanti esponenti politici e grandi firme del giornalismo suscitano particolare sgomento. Sono tante le categorie “intoccabili”, mai colpite dalle manovre economiche e dai provvedimenti liberalizzatori, lo sanno bene le migliaia di laureati (anche a pieni voti) tenuti a lungo fuori dal mondo del lavoro nonostante merito e forza di volontà: non tutti, peraltro, hanno le spalle sufficientemente coperte per affrontare la sfida di un lavoro lontano da casa, coi rischi che a volte superano di gran lunga gli eventuali benefici. Tra tanti “mammoni”, “bamboccioni”, “sfigati”, e chi più ne ha più ne metta, ce ne saranno di giovani capaci e meritevoli?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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