Presadiretta anticipazioni 26 febbraio, tra cultura negata e sprechi

By on febbraio 26, 2012
Un momento di Presadiretta con Riccardo Iacona

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Nuova puntata dal sapore dolce-amaro quella di stasera di Presadiretta che torna su RaiTre alle 21,30 con una nuova inchiesta giornalistica presentata da Riccardo Iacona e raccontata da Francesca Barzini con Antonella Bottini, Lisa Iotti, Silvia Luzi e Raffaella Pusceddu, Rebeca Samonà con la  collaborazione di Marina Del Vecchio e Sabrina Carreras. Cultura a fondo sarà il titolo della puntata di stasera che si concentrerà sui tanti discussi tagli alla cultura ( e dall’altra parte dagli innumerevoli sprechi)  che hanno investito l’Italia rendendola più povera di risorse da elargire al nostro patrimonio storico-culturale- artistico.

Nonostante l’italia e il Governo Tecnico di Mario Monti si stia sempre più adeguande alle politiche dell’Unione Europea ( “ce lo chiede l’Europa” è la risposta che abbiamo sentito più volte) ciò però non avviene per quanto riguarda la conservazione e la salvaguardia dei beni culturali. Come mai in Francia  i cospicui finanziamenti dello Stato nel settore culturale non diminuiscono con la crisi, ma vengono invece intensificati così come le donazioni dei privati a tutto il settore,  aiutati dalle agevolazioni  fiscali?  Perché i paesi ritenuti “avanzati” stanno sempre più investendo sulla cultura che è considerata l’industria del futuro, e l’Italia, nonostante la sua storia millenaria fatta di arte e bellezza, sta totalmente sottovalutando quello che di più bello ha da offrire al mercato turistico?

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A questi interrogativi verrà dedicata stasera una nuova inchiesta di Presadiretta nella paradossale situazione che vede Italia tra i paesi che detiene gran parte  del patrimonio culturale del pianeta, ma allo stesso tempo è prima nella incapacità di sapere gestire tanta ricchezza. Proprio stasera verrà dato voce a quelli che si sono ribellati a questo disfacimento culturale, dagli occupanti del Teatro Valle, ai lavoratori, dirigenti e sovrintendenti del Ministero che beni culturali passando per  i macchinisti e i tecnici di Cinecittà, sempre più relegata ad un ruolo marginale considerato il fatto che le produzioni cinematografiche si sono spostate inesorabilmente all’estero.

Una “Culturaafondo”  quella che ha messo in ginocchio l’Italia, che se da una parte taglia rimanendo sorda davanti al crollo di Pompei, dall’altra è prima nello sperperare i pochi fondi pubblici da distribuire nel settore. Un’ Italia i cui lavoratori ( e i fruitori) però non stanno a guardare perché considerano la cultura “bene comune” e ricchezza da salvaguardare perché in grado di sopperire alla attuale crisi industriale.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

One Comment

  1. alberto devoti

    febbraio 26, 2012 at 18:58

    il tema di questa sera,26 febbraio, è di grande attualità e non solo, di primaria necessità.La storia del nostro paese ce lo impone. Una storia improntata sulla cultura, i paesaggi urbani, quelli naturali, i grandi scienzati ,i grandi artisti, pensatori, anonimi artigiani, ci hanno consegnato un enorme patrimonio culturale e noi cosa facciamo?
    Non solo non sappiamo proseguire appieno i percorsi culturali, vedi i molti giovani costretti a lasciare il paese, ma neppure gestire ciò che è presente in tutto il nostro territorio, musei centri storici, centri archeologici ecc.
    Oltre aa questo ,penso al mondo della piccola impresa , dell’artigianato, legato alla storia della nostra cultura. Investire,qindi, in cultura vuol dire pensare al futuro , a un percorso sostenibile perchè ci appartiene.Un paese moderno che tale vuol definirsi è lì che deve investire.
    alberto devoti

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