Presadiretta, Iacona svela i tesori nascosti dell’Italia. La cultura per uscire dalla crisi

By on febbraio 27, 2012
Sala Borsa, grande biblioteca di Bologna

“Con la cultura non si mangia”: era il mantra dell’ex ministro del’Economia Giulio Tremonti, promotore di un drastico taglio ai fondi per le attività culturali e per la valorizzazione del ricco patrimonio italiano, fatto di monumenti, biblioteche, archivi e musei spesso di fama mondiale. Negli ultimi anni, gli investimenti nel settore della cultura sono stati azzerati, nell’ambito del processo di risanamento dei conti pubblici e ridimensionamento del “peso” della macchina statale. Ma era proprio necessario fare cassa anche a spese della cultura? A giudicare dalle scelte di altri importanti paesi europei come Francia e Germania, i nostri governanti hanno perso un’occasione, forse unica, per mettere in campo una valida exit strategy dalla crisi.

Non certo di tagli lineari c’era bisogno, ma di finanziamenti mirati ed intelligenti, in settori che di per sé garantiscono un rapido ritorno degli investimenti in termini di lavoro, turismo e crescita sociale. Le contraddizioni, oltretutto, sono tante e lo dimostrano le innumerevoli testimonianze dirette che gli inviati di Iacona hanno raccolto da Nord a Sud: se lo Stato con una mano chiude i rubinetti della spesa lasciando in agonia preziose strutture, con l’altra persegue faraonici progetti di durata interminabile e di dubbia utilità.

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Pochi lo sanno, ma gli addetti ai lavori ci tengono a sottolinearlo, che nei nostri Archivi di Stato c’è un inestimabile tesoro che farebbe gola a qualsiasi paese del mondo, se si pensa che nel solo Archivio di Roma giace un patrimonio dal valore di 1 miliardo di euro. Una buona parte di questi “gioielli”, ovvero manoscritti, volumi e fascicoli originali dove giacciono secoli e secoli di storia italiana e mondiale (suggestivi i documenti autografi di Michelangelo, o ancora la ricostruzione autentica dell’esecuzione di Giordano Bruno, mostrati alle telecamere di Presadiretta), rischia di perdersi per via della mancata manutenzione. Proprio nel più importante Archivio di Stato, quello della Capitale, basterebbe un principio d’incendio per cancellare le prove dirette delle più importanti esperienze umane, ad esempio il censimento di centinaia di ebrei di Roma, documentato nero su bianco nei fascicoli mostrati dal Direttore della prestigiosa struttura.

Fa rabbia, almeno a chi possieda un minimo di sensibilità culturale, vedere poi marcire letteralmente quintali di libri, confinati nei sottoscala di edifici pubblici, sempre per l’assurda disorganizzazione e la cieca politica di risparmio sui beni comuni, a danno dell’intera collettività.

Sono gli stessi cittadini, spesso, che si devono rimboccare le maniche per salvare questo patrimonio, come nel caso di un piccolo comune laziale dove decine di volontari stanno sacrificando il loro tempo per recuperare pagina per pagina i volumi danneggiati dagli allagamenti dei locali dove erano alloggiati. Sempre dal basso si sono organizzati tanti romani, decisi a riprendersi gli spazi culturali che la politica vorrebbe chiudere o ridimensionare, come nel caso del Teatro Valle, trasformato in un interessante laboratorio di cultura autorganizzata dallo spirito creativo di artisti e volontari. Attori, aiuti registi, lavoratori dello spettacolo, si ritrovano uniti in battaglie “di civiltà” anche nel caso della difesa delle poderose strutture di Cinecittà, abbandonate a sé stesse (dopo decenni di importanti produzioni nazionali e non solo) e insidiate da progetti di speculazione, nell’indifferenza generale di politici e amministratori. Ci sono volute iniziative clamorose, tra tutte la protesta del Maestro Muti, per costringere il precedente governo a ripristinare almeno in parte i fondi del Fus, essenziali per lo spettacolo.

L’immagine migliore che ci regala Riccardo Iacona, è comunque quella della Biblioteca Sala Borsa di Bologna, immensa struttura pubblica che garantisce alla collettività un accesso alla cultura gratuito e libero, fornendo al di fuori di logiche commerciali servizi di ogni tipo: un’oasi di valore indiscutibile, nel deserto di una vita culturale italiana ridotta ai minimi termini.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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