Salvo Sottile difende la scelta di parlare del Concordia: “non sono morboso, approfondisco i gialli”

By on febbraio 1, 2012

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Per quanto ancora sentiremo parlare della nave Costa Concordia affondata all’Isola del Giglio, non si può ancora dire. Quello che però sappiamo è che le critiche ai programmi di informazione (o pseudoinformazione) che si occupano dell’argomento sono mal tollerate da chi le riceve: pochi giorni fa era stato Bruno Vespa a lamentarsi delle polemiche per l’ennesimo plastico nel suo Porta a Porta (il modello in scala della nave da crociera, ndr) ieri è toccato a Salvo Sottile difendere la scelta editoriale di occuparsi della tragedia del mare nel suo Quarto Grado.

In effetti vedere le immagini della Concordia semiarenata anche nel programma di Rete4, tra il delitto di Avetrana e il giallo delle gemelline Schepp, ha suscitato lo stupore di molti telespettatori, che si sono chiesti cosa c’entrasse questa tragedia con i delitti di cui in genere si occupa Salvo Sottile. Il giornalista ci ha tenuto a precisare che non si è trattato di una mossa dettata dall’auditel: intervistato da Tvblog.it, ha difeso la scelta di affrontare l’argomento nell’ultima puntata della trasmissione. “Quarto Grado ha, come “core business” – per chiamarlo così – i delitti o i gialli. E, questo, a mio avviso, e anche secondo Siria Magri (la curatrice del programma) è un grande giallo. Noi raccontiamo delle storie. Lo abbiamo fatto con la Concordia come in altri casi; in questo, per esempio, cercando di andare oltre la guerra tra schettiniani e defalchiani“.

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La telefonata tra il capo della sala operativa della Capitaneria di Porto di Livorno De Falco e il comandante della Costa Concordia Schettino l’abbiamo ormai ascoltata decine di volte, ma secondo Sottile valeva la pena tornare sull’argomento: “Abbiamo cercato di capire quale potesse essere lo sviluppo di questa vicenda. Perché dare addosso solo a Schettino? C’erano forse delle responsabilità anche da parte della Costa? C’erano questioni di soldi, questioni assicurative? Ci siamo posti delle domande e su quelle abbiamo fatto tre ore di trasmissione in diretta “. E a quanto pare, il giornalista è soddisfatto dei risultati: “Se i numeri valgono qualcosa, abbiamo fatto il 12% su un argomento che non era prettamente di Quarto grado”.

E non ditegli, per carità, che il suo è un programma dai toni morbosi: “Siria Magri, Sabrina Scampini ed io non abbiamo mai fatto vedere un cadavere. Invece sui giornali vedi le foto – ha dichiarato Sottile durante l’intervista – In tv altri programmi fanno vedere ricostruzioni con il sangue, i coltelli. Noi non l’abbiamo mai fatto. C’è forse un limite al gusto, su quello ci si può confrontare e si può discutere, ma noi cerchiamo di entrare nelle storie e di approfondirle”. Insomma, tra Parolisi e Sara Scazzi, il processo Meredith e la scomparsa delle gemelline Schepp, non è escluso che si torni ancora a parlare del naufragio, senza plastico, ma con interviste, ricostruzioni e ospiti in studio. E nessuno si azzardi a parlare di morbosità

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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