“Sanremo 2012”. Il Sanremo -Social. Le canzoni dei big, i testi ed il guasto tecnico. La favorita? Emma

By on febbraio 15, 2012

Si è aperta ieri sera  su Raiuno la prima serata della 62esima edizione del Festival della Canzone italiana di Sanremo. Gianni Morandi spalleggiato da Rocco Papaleo ha presentato i 14 big in gara. Ospite attesissimo Adriano Celentano. La giuria demoscopica del Teatro Ariston ha votato dopo ogni esibizione ma a causa di un guasto tecnico  domani tutti gli artisti in gara dovranno riesibirsi, e verranno scartate quattro canzoni dei big. Assente la modella Ivana Mrazova, sostituita da Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, le vallette dello scorso anno.  La qualità delle canzoni indubbia lo scorso anno è più modesta ad essere onesti nelle canzoni dei big di questa edizione ed è presente il tema sociale-politico che rispecchia la situazione che st attraversando il paese in quasi tutte le canzoni, non a caso questo é stato definito il Sanremo-social. Vi presentiamo le canzoni con i testi. Inizia Dolcenera con Ci vediamo a casa”.  Un  ritmo orecchiabile e moderno, un bell’inizio dunque. Il testo é scritto proprio da lei.

La chiamano realtà

Questa confusione

DI dubbie opportunità,

Questa specie di libertà

Grande cattedrale

Ma che non vale un monolocale,

Un monolocale

Come sarebbe bello potersi dire

Che noi ci amiamo tanto,

Ma tanto da morire

E che qualunque cosa accada

Noi ci vediamo a casa

Noi, viviamo senza eroi,

Per chi ci vuol fregare,

Esempio di civiltà,

Contro questa eredità

Di forma culturale

Che da tempo non fa respirare,

Non fa respirare

Come sarebbe bello potersi dire

Che noi ci amiamo tanto,

Ma tanto da morire

E che qualunque cosa accada

Noi ci vediamo a casa

Come sarebbe bello potersi dire

Non vedo l’ora di vederti amore

Con una scusa o una sorpresa,

Fai presto e ci vediamo a casa

La chiamano realtà

Senza testimone

E di dubbia moralità

Questa specie di libertà

Che non sa volare, volare, volare, volare

Come sarebbe bello potersi dire

Che noi ci amiamo tanto,

Ma tanto da morire

E che qualunque cosa accada

Noi ci vediamo a casa

Come sarebbe bello potersi dire

Non vedo l’ora di vederti amore

Con una scusa o una sorpresa,

Fai presto e ci vediamo a casa.

Prosegue Samuele Bersani con  “Un pallone”. Un bellissimo testo, molto interessante, dove la metafora del pallone sgonfio rappresenta l’Italia di oggi, tuttavia la canzone é cantata con poco brio. Il testo scritto da Bersani stesso è:

Un pallone rubato

E’ dovuto passare

Dalla noia di un prato all’inglese

A un asfalto che Garibaldi a donare,

Dalle scarpe di Messi

Alle scarpe ignoranti,

A una rabbia calciata di che lo

Fa volare più in alto dei santi

Un pallone bloccato

Fra gli uccelli su un tetto

Finge di essere un uovo malato

In attesa soltanto di un colpo di becco

Per poter scivolare

E cadere dal bordo

Basterebbe una semplice pioggia però

Anche il cielo deve esser d’accordo

Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più

E a mantenere la calma adesso

Per non sentirsi un pallone perso

Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà

E a mantenere la calma adesso

Per non sentirsi un pallone perso

Un pallone scappato

Sa rubare la scena

Alle ruote dei camion che in mezzo alla strada

Per caso lo sfiorano appena

Quando gli manca un metro

A una lunga discesa

Una scheggia di vetro lo ferma perché

E’ contraria alla libera impresa

Un pallone bucato

Non è più di nessuno

Anzi viene scansato da tutti i bambini

E lasciato a ingiallire nel fumo

Dei rifiuti bruciati

Sotti ai fuochi di agosto

Come se fosse giusto un destino così

Arrivando alla fine di un corso

Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più

E a mantenere la calma adesso

Per non sentirsi un pallone perso

Ci vuole molto coraggio a rimanere qui in un ambiente malato in cui è sempre lunedì

E a mantenere la calma adesso

Per non sentirsi un palllone perso

Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più

E a mantenere la calma adesso

Per non sentirsi un pallone perso

Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà

E a mantenere la calma adesso

Per non sentirsi un pallone perso

Posegue Noemi con  “Sono solo parole”.  La sua canzone è sufficiente, ma intepretata magistralmente, è scritta da Fabrizio Moro,  produce Corrado Rustici, ma da Noemi forse ci aspettavamo qualcosa in più, il testo:

Avere l’impressione di restare sempre al

punto di partenza

E chiudere la porta per lasciare il mondo

fuori dalla stanza

Considerare che sei la ragione per cui io

vivo

Questo è o non è

amore

Cercare un equilibrio che svanisce ogni

volta che parliamo

E fingersi felici di una vita che non è come

vogliamo

E poi lasciare che la nostalgia passi da sola

E prenderti le mani e dirti ancora

Sono solo parole

Sono solo parole

Sono solo parole le nostre

Sono solo parole

Sperare che domani arrivi in fretta e che

svanisca ogni pensiero

Lasciare che lo scorrere del tempo renda

tutto un po’ più chiaro

Perché la nostra vita in fondo non è

nient’altro che

Un attimo eterno un attimo

Tra me e te

Sono solo parole

Sono solo parole

Le nostre

sono solo parole

Sono solo parole parole parole, parole

E ora penso che il tempo che ho passato

con te

ha cambiato per sempre ogni parte di me

Tu sei stanco di tutto e io non so cosa dire

Non troviamo il motivo neanche per litigare

Siamo troppo distanti distanti tra noi

Ma le sento un po’ mie le paure che hai

Vorrei stringerti forte e dirti che non è

niente

Posso solo ripeterti ancora

Sono solo parole

Sono solo parole

Le nostre

Sono solo parole

Le nostre

Sono solo parole

Sono solo parole parole parole parole

Sono solo parole

Francesco Renga con “La tua bellezza”, finalmente riesce ad emozionarci , con una ballata  rock  dedicata alla sua Lei, Ambra Angiolini. il testo é di F. Renga, D. Mancino e D. Faini.

Mentre aspetto che tutto finisca

E ti guardo perché sei perfetta

Sei la cosa che più mi spaventa

Mentre togli il vestito di fretta

Non rimane che la meraviglia

Che la tua pelle nuda risveglia

Sto precipitando amore mio

Come la pioggia sul tuo viso

Come il cielo quando crolla all’improvviso

Se la tua bellezza è

Furiosa e nobile

E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me

Se la tua bellezza è

La tua bellezza è …

Mentre giri sull’ultima giorstra

Come sopra due metri di onda

Ogni mio desiderio si incendia

Stanno rotolando amore mio

Queste stagioni

Come sassi in un torrente

Come fanno i nostri sogni

Se la tua bellezza è

Furiosa e nobile

E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me

Se la tua bellezza è

La tua bellezza

E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me

Domani è un giorno lontano

Ora che per l’unica volta ci amiamo

E’ per me

La tua bellezza

La tua bellezza

Se la tua bellezza è

Furiosa e fragile

E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me

Se la tua bellezza è

La tua bellezza è …

Chiara Civello con “Al posto del mondo” ” scritto da dalla Civello e Diana Tejera presenta una canzone interessante con una interpretazione tuttavia un po’ troppo timida. Questo é il testo della  Civello.

Seguo l’immaginazione

La strada dei passi passati da qui

Sento una dolce evasione negli occhi

Che mi hanno guardato così

Trova una buona ragione

Qualcosa da fare

Per dirmi di no

Fuori c’è un sogno che aspetta

Soltanto i tuoi baci per vivere un

Baci per vivere un pò

Più in alto

Di questo cielo

Impossibile cadere giù

Se distesi su un prato di stelle

In uno sguardo

C’è l’infinito

Le parole non parlano

Più perchè adesso

Al posto del mondo ci sei tu

Seguo la mia sensazione

Qualcosa già esiste

Che lo voglia o no

C’è un’emozione che aspetta soltanto

i tuoi

Baci per crescere un pò

Baci per cantare un pò

Più in alto

di questo cielo

Impossibile cadere giù

Se distesi su un prato di stelle

In uno sguardo

C’è l’infinito

Le parole non parlano

Più perchè adesso

Al posto del mondo ci sei tu

Nell’infinito

Le parole non parlano più

Nell’infinito

Le parole non parlano più

Perchè adesso al posto del mondo ci

sei tu

E non lo direi

Se non ne fossi del tutto sicura che

ti porterei

Più in alto

Di questo cielo

Impossibile cadere giù

Se distesi su un prato di stelle

In uno sguardo

C’è l’infinito

Le parole non parlano

Più perchè adesso

Al posto del mondo ci sei tu

Irene Fornaciari con “Grande mistero”presenta con grande grinta una canzone un po’ troppo anonima. Il testo  è  di D. Van De Sfroos , V. D’Agostino.

Continuerà a domandarlo il merlo

Picchiando la grondaia

Col becco sfoderato

Che è l’unica sua spada

Notte, notte

Perchè ci abbracci tutti

E sembra che alla fine

Poi non ci guardi mai…

E lo dirà perfino il gatto nero

Che dorme sopra un frigo

Nel campo dei rifiuti

Tra i fiori calpestati

Onda, onda

Perchè riporti tutto

E con un colpo solo tutto riprenderai…

Lune a dondolo

Io ne ho cavalcate su strade proibite

E sotto il rasoio dei giorni

Di cose ne ho perse ma

Monete di sole io ne ho messe in tasca

E palle di ghiaccio, colpite in testa

Ma questo boato che ho sotto il respiro

Rimane il mio grande…

Grande mistero eh yeh…

Lo capirai guardando il pipistrello

Che cerca il suo tragitto

Sotto un lampione rotto

Con curve che non sai

Buio, buio

Perchè mi hai quasi preso

Ma appena io mi arrendo

Tu dopo te ne vai…

Ricorderai gomitoli di nubi

E fili di una pioggia

Caduta qui per sbaglio

Sopra il vecchio cancello

Vento, vento

Ti attacchi a questi rami

Ti mescoli ai sospiri

E poi li ruberai

Lune a dondolo

Io ne ho cavalcate su strade proibite

E sotto il rasoio dei giorni

Di cose ne ho perse ma

Monete di sole io ne ho messe in tasca

E palle di ghiaccio, colpite in testa

Ma questo boato che ho sotto il respiro

Rimane il mio grande…

Grande mistero eh yeh…

Emma con “Non è l’inferno” fornisce un input importante alla scena musicale dell’Ariston,  La sua è una canzone impegnata nel sociale. Emma è stata definita la “pasionaria” del Festival con “Non è l’inferno”, nella quale  parla del dramma  di un pensionato in difficoltà, padre di un figlio ‘che a 30 anni teme il sogno di sposarsi. La canzone é piacevolmente ed è scritta da Kekko Silvestre dei Modà, E. Palmosi, L. Sala. Emma Marrone è tra le favorite.

Arriva il gruppo rock alternativo per eccellenza: i Marlene Kuntz in “Canzone per un figlio”, un brano sicuramente difficile ma molto intenso, melodico e rock allo stesso tempo, con un bel testo scritto da Marlene Kuntz è scritto da di C. Godano , G. Bergia,  R. Tesio .

La felicità non è impossibile

La stupidità la rende facile,

Come un’ebbrezza effimera che può imbrogliare,

Fino a non capire che può fare male

La sua vanità

Se sai bene ciò che fai

La felicità sarà sempre raggiungibile

Se non sai quello che vuoi

L’infelicità sarà spesso incomprensibile

Se davvero sai chi sei la felicità…

sarà dentro di te

La felicità sorride attonita,

Con ingenuità e un largo brivido,

Alla bellezza eterea che sa incantare

E alla poesia che ci fa sentire la

forza della bontà

Se sai bene ciò che fai

La felicità sarà sempre raggiungibile

Se non sai quello che vuoi

L’infelicità sarà spesso incomprensibile

Se davvero sai chi sei la felicità

sarà

Desiderare ciò che hai

Dentro, in fondo all’anima

Dentro di te

Il maestro Eugenio Finardi si esibisce con “E tu lo chiami Dio”, una bella canzone riconoscibilissima nel suo stile. Questo è il testo scritto da Roberta di Lorenzo.

Vorrei volare ma non posso,

E resto fermo qua

Su questo piano che si chiama terra

Ma la terra si ferma…

Appena mi rendo conto

Di avere perso la metà del tempo

E quello che mi resta è di trovare un senso

Ma tu, sembri ridere di me,

Sembri ridere di me…

E tu lo chiami Dio

Io non dò mai nomi

A cose più grandi di me

Perché io non sono come te…

Ma conosco l’amore

Io, io che ho visto come te

Dritto in faccia il dolore..

Vorrei volare ma non posso

e spingermi più in là

Adesso che si fa silenzio attorno

Ma il silenzio mi parla…

Devo combattere con le mie lacrime,

mica con una poesia

E non c’è ordine nei letti d’ospedale

Come in una fotografia rivedo

dritta sulle spalle la mia figura..

E tu lo chiami Dio

Io non dò mai nomi

A cose più grandi di me

Perché io non sono come te…

E tu lo chiami Dio

Io non dò mai nomi

A cose più grandi di me

Perché io non sono come te…

Ma conosco l’amore

Io, che ho visto come te

Dritto in faccia il dolore..

E tu lo chiami Dio

Io non dò mai nomi

A cose più grandi di me

Perché io, io sono come te…

Non sembra vero vedere duettare Gigi D’Alessio e Loredana Berté in “Respirare”. La canzone è indubbiamente sufficiente e  ben interpretata, ma il duetto risulta poco credibile, la canzone è scritta da di G. D’Alessio, V. D’Agostino.

Fermati un momento

Dimmelo chi sei

Unica guerriera

Non ridi maiProva un pò ad amare

E amati di più

Non è sempre uguale

Lui non c’è più

E’ un passato da bruciare

Torna ad essere di nuovo ancora tu

Io non voglio amare

Solo Libertà

Sono chiusa a chiave

E ci resterò

So di farmi male

Male non mi fa

Voglio stare sola

Così mi va

Non trovare più parole

Sono un muro forte che non crollerà

Re… re… respirare

Ad occhi chiusi

Prova a farlo anche tu

La mia ragione

Si farà sentire

E’ ciò che conta

Non c’è niente di più

Ci sei ma non ci sei

Non Cambio idea per davvero

Ragioni non ne hai

Prova a soffrire anche tu

Perchè star male?

Bugiardi come la luna

Noi siamo ancora qua

Sono maledetta

Questo si lo so

Forse per vendetta

O forse no

E’ solo una prigione

La tua falsa libertà

Apriti alla vita

Io sono qua

Siamo sole e temporale

Sarò vento che il tuo fuoco accenderà

Nina Zilli ci stupisce piacevolmente con  “Per sempre”, una canzone molto bella in stile retro ed in armonia con il suo look, anni ‘60. Il testo è stato scritto da Nina Zilli e Casalino.

Se un giorno tu

Tornassi da me dicendo che

È stato un errore

Lasciarmi andare lontano lontano da te

Se un giorno tu

Parlassi di me

Dicendo che

Sono il tuo rimpianto e non riesci a dormire

Allora ti direi

Stavolta sarebbe per sempre

Non importerebbe niente se

Le parole tue

Mi hanno fatto male ma tanto vale che

Stavolta sia per sempre

Perché l’orgoglio in amore è un limite

Che sazia solo per un istante e poi

Torna la fame

Se un giorno tu

Sentissi che c’è qualcosa che

Non ti sai spiegare non ti lascia andare

Non chiedere a me

Neghi la verità

Ora che non ti serve piangere

Puoi lasciarti cadere

Dimenticare non basterà

Ma illudimi che sia per sempre

Non importerebbe niente se

Le parole tue

Mi hanno fatto male ma tanto vale che

Stasera non cedo a niente

Perché se perdo in amore perdo te

Che accendi il mondo per un istante e poi

Va via la luce

E so che è stupido pensarti diverso

Da ciò che sei realmente

Di quello che ho dato non ho avuto indietro

Neanche quel minimo

Per cui valga la pena di star male

Mentre affoghi nei tuoi errori

E cerco di capire l’irrefrenabile

Bisogno di cercare amore

In quel terreno che è fertile neanche a

Morire

E invece di morire ho imparato a respirare

Per sempre uh yeah

Le parole tue

Mi hanno fatto male ma tanto vale che

Stavolta non dirò niente

Perché l’orgoglio in amore è un limite

Che sazia solo per un istante e poi

Torna la fame.

Arrivano insieme Pier Davide Carone, reduce da “Amici” e Lucio Dalla in Nanì. Una canzone tanto interessante quanto particolare che racconta dell’amore di un ragazzo per una prostituta, una vera “poesia”scritta dal grande Lucio Dalla che dirige anche l’orchestra.

Arisa con “La notte” di G. Anastasi presenta una canzone struggente e forse autobiografica con un testo importante, che descrive la notte  molto bene e molto sentita dall’artista. Questo è il testo di Arisa, che é tra le favorite.

Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare

perché mi porto un dolore che sale che sale

Si ferma sulle ginocchia che tremano e so perché

E non arresta la corsa lui non si vuole fermare

perché è un dolore che sale che sale e fa male

Ora è allo stomaco fegato vomito fingo ma c’è

E quando arriva la notte e resto sola con me

La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché

Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà

La vita può allontanarci l’amore continuerà

Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare

Ma c’è il dolore che sale che sa e e fa male

Arriva al cuore lo picchiare più forte di me

Prosegue nella sua corsa si prende quello che resta

Ed in un attimo mi scoppia la testa

Vorrebbe una risposta ma in fondo risposta non c’è

E sale e accende gli occhi il sole adesso dov’è

Mentre il dolore sul foglio è seduto qui accanto a me

Che le parole nell’aria sono parole a metà

Ma queste sono già scritte e il tempo non passerà

Ma quando arriva la notte e resto sola con me

La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché

Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà

La vita può allontanarci l’amore continuerà

E quando arriva la notte e resto sola con me

La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché

Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà

La vita può allontanarci l’amore continuerà

Infine concludono la kermesse canora più attesa dell’anno i  Matia Bazar con “ Sei tu” con una canzone senza infamia né lode. il testo dei Matia Bazar ” è scritto da di P. Cassano ,F. Perversi,  G. Golzi.

Hai cercato…

E tutto sommato…

Sei riuscito…

Chi dei due ha sbagliato?

E di noi…

Che cosa resterà?

Sei geniale…

Nel fare del male…

Programmare…

Quello che è il dolore…

E ti diverte…

E spari su di me…

Caldi brividi, fredde lame oramai…

Di un inverno che, … che non finirà mai

Baci come spine, sulla bocca mia…

Senza respirare, scivolando via…

Se tu, sei tu, sei tu… che mi hai rubato il cuore!!

Guardo nello specchio, senza più un perchè…

Cado nella notte, che assomiglia a te…

Sei tu, sei tu, sei tu…che mi hai rubato il cuore!!

Ho provato, … quanto ci ho provato…

Cancellare, … tutto il tuo passato

E adesso so che… ha vinto su di me

Non raccoglierò, quel che resta di noi…

Non mi volterò, per cercarti lo sai

Baci come spine, sulla bocca mia…

Senza respirare, scivolando via…

Sei tu, sei tu, sei tu…che mi hai rubato il cuore!!

Cieli di cristallo senza più poesia

Petali di ghiaccio…sciolti sulla via…

Sei tu, sei tu, sei tu, … che mi hai rubato il cuore!!

Sei tu, sei tu, sei tu!!!!

Sei tu, sei tu, sei tu!!!!

Che mi hai rubato il cuore…

A causa di un guasto tecnico stasera tutti i big si esibiranno di nuovo per essere votati. Buon ascolto!

About Clelia Moscariello

Clelia Moscariello, web writer, scrittrice e redattrice, nasce a Napoli il 13 Aprile del 1981, nel 2008 presso l’Università degli Studi di Salerno consegue la laurea in “Scienze della Comunicazione” , tesi in sociologia dei processi culturali: “ Le canzoni come interpreti di una generazione”, autrice della raccolta di poesie e racconti “L'ultima notte da falena” edita da Davide Zedda la Riflessione.

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