Sanremo, Elisa contro il Festival: “Non rappresenta più la musica”. Ma tutti lo usano per l’autopromozione

By on febbraio 24, 2012

text-align: center;”>Elisa Toffoli e Rosario Fiorello

In occasione della presentazione del film Un giorno questo dolore ti sarà utile, per la regia di Roberto Faenza, nel corso della conferenza stampa è intervenuta anche la cantante Elisa Toffoli meglio nota come Elisa, che ha interpretato la colonna sonora della pellicola. La ragazza originaria di Pordenone ha espresso la sua opinione anche sul Festival di Sanremo appena conclusosi, dicendo: “Da dieci anni le canzoni selezionate per Sanremo non rappresentano più la musica italiana. E’ sbagliato il metodo con cui vengono selezionate le canzoni. Forse se venissero scelte da fonti molto più disparate darebbero una vetrina più reale della musica italiana. Questa a me sembra un po’ surreale“.

In questo senso Elisa dunque indirizza la sua vis polemica contro i selezionatori delle canzoni per la kermesse, i quali non sceglierebbero brani in linea con la contemporaneità della musica nostrana. Qualora si parlasse magari dei Matia Bazar le si potrebbe dare ragione, ma artisti come Arisa, Dolcenera, Renga o Noemi non sono certo del dopoguerra. E i veri big delle sette note tricolori al Festival dribblano la gara come possono, ma nel caso della cantante, vincitrice di Sanremo nel 2001 con Luce (Tramonti a nord-est), scritta da Zucchero, ci saremmo aspettati una maggiore coerenza.

Ogni anno infatti il Festival della Canzone italiana costituisce l’agnello sacrificale del popolo e tra gli addetti ai lavori, ma sorprende che moltissimi tra questi ultimi non disdegnino mai un cameo all’Ariston al fine di promuovere l’ultimo disco in uscita, un’iniziativa motivata dal fatto che si tratta di un appuntamento seguito da un bacino d’utenza di oltre dieci milioni di telespettatori. Lo ha fatto Mina nel 2009 – lei naturalmente non era presente, ma è stato esibito un video nel quale lei rivisitava “Nessun dorma”, ne ha approfittato Adriano Celentano tra una polemica e l’altra per deliziarci con qualche pezzo del nuovo cd e non ha dimenticato di farlo nemmeno Elisa.

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L’artista friulana ha preso parte al Sanremo 2010 di Antonella Clerici che celebrava il sessantesimo anniversario della competizione, cantando la sua hit sanremese e Canzone per te di Sergio Endrigo, ma ha colto l’occasione al volo per eseguire un medley dei brani del suo Heart. Per carità, non c’è nulla di male, ma nei confronti di un palcoscenico così prestigioso spesso e volentieri alla mercè dei talent show ma tuttora capace di illuminare carriere (vedi i debuttanti Marco Guazzone, Erica Mou e Celeste Gaia) sarebbe opportuno serbare un rispetto da timorati di Dio, per utilizzare un’espressione in linea con la virata teocentrica di quest’ultima edizione.

Il discorso si è poi spostato sul clamore suscitato da Belen Rodriguez e dal vestito audace che ha lasciato intravedere il suo tatuaggio a forma di farfalla e parte dell’inguine: “La farfalla non è il problema, il problema è dove si posa. Anzi, dove ‘non’ si posa. Non c’è niente di male a guardare una farfalla, purché si posi su qualcosa di sostanzioso“. A questo punto a proposito della farfalla stiamo aspettando anche il parere di Luca Di Tolla, Tata Lucia, Paolo Corazzon e il cagnolino sul banco di Striscia la notizia, così potremo dire che ne avranno disquisito veramente tutti.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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