Serena Dandini sul calo di ascolti: “Non si può avere tutto subito, stiamo aprendo una nuova strada”

By on febbraio 9, 2012
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La pazienza è la virtù dei forti, basta credere in quello che si fa e i risultati arriveranno. Sembra questo il messaggio che Serena Dandini, incalzata dai media per il mancato decollo del suo “The show must go off”, intende mandare a tutti coloro che hanno iniziato a parlare di flop dopo solo 3 puntate. I numeri non si discutono, quel 3.35% di share registrato sabato scorso è un dato di fatto su cui riflettere, anche perché va ad abbassare di un punto netto una media di ascolti non certo soddisfacente. Nell’intervista pubblicata su Kataweb e Repubblica.it, la presentatrice protagonista di tanti successi in Rai mette in luce i diversi fattori che hanno ostacolato l’affermazione del suo programma in questo primo mese di vita: la proibitiva competizione con “macchine schiacciasassi” come Italia’s got talent, rispetto al quale precisa che non ci saranno “modifiche per inseguire gli show nazionalpopolari del sabato sera”, poi il problema di visibilità de La7, storicamente penalizzata rispetto alle reti ammiraglie di Rai e Mediaset, e ancora le difficoltà nel far passare linguaggio e attori in buona parte nuovi.

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Questione di tempo, insomma, per avere i risultati che il direttore Ruffini (altro pilastro di Rai Tre transitato nel gruppo TI Media) attende da un programma su cui ha puntato molto, garantendo anche in questa delicata fase una fiducia incondizionata alla Dandini. Nessuna revisione della formula scelta finora, orario e durata compresi, ma soprattutto nessun cedimento alle classiche scorciatoie acchiappa-audience: “per alzare gli ascolti non inviterò mai attrici porno, Vergassola non le intervisterà, non mostrerò spezzoni di film hard”, puntualizza l’ex conduttrice di Parla con Me, che tuttavia non ha mai nascosto la delusione per l’allontanamento dal suo grande amore, quella Rai dove si era affermata creandosi un “suo” pubblico stabile nel tempo. Una punta di nostalgia affiora pure nel ricordo della passata stagione, quando a ridosso di Ballarò e col Tg3 Linea Notte da “trainare”, le gag satiriche di Vergassola e Max Paiella, assieme ai tanti altri contributi divertenti (i video-racconti di Diego Bianchi in arte Zoro e le interviste al citofono di Andrea Rivera tra tutti) trovavano la collocazione perfetta. Ma niente è perduto, il valore del cast è immutato, la voglia di riconquistare il terreno perduto può fare il resto e ridare slancio ad un progetto la cui riuscita è fondamentale per le stesse ambizioni da “terzo polo televisivo” de La 7. Considerata la caparbietà di Paolo Ruffini, un direttore di rete tra i più stimati per quanto dimostrato in Rai, ci sono buoni motivi per ritenere il calo di ascolti un problema momentaneo.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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