Spese pazze in Rai: Rositani restituisce la carta di credito. Il Cda comunica le note spese dei consiglieri

By on febbraio 25, 2012

text-align: center”>Guglielmo Rositani restituisce la carta di credito Rai

In Rai le cattive abitudini si diffondono come virus: qualche mese fa era toccato ad Augusto Minzolini restituire le somme di danaro scialacquate in spese personali ma addebitate sul conto dell’azienda. I 68 mila euro spesi in poco più di un anno in benefits e viaggi con la carta di credito Rai sono valsi al direttore del Tg1 (oggi ex, ma si attende la sentenza sul suo reintegro, ndr) un rinvio a giudizio per peculato e un processo in cui la tv di Stato si è costituita parte civile per il danno d’immagine subìto. Ma a quanto pare l’utilizzo della carta aziendale in Rai non era una prerogativa solo del direttorissimo Minzolini: il quotidiano Repubblica ha svelato cosa c’è dietro le spese di rappresentanza del Consigliere di Amministrazione in quota Pdl Guglielmo Rositani.

Tra ristoranti costosi, gioielli e biancheriaintima, il consigliere ha speso 3870 euro in pochi mesi, somma documentata dalle ricevute pervenute a Repubblica. Deciso fin da subito a sporgere querela nei confronti del quotidiano di Ezio Mauro, il consigliere ci ha tenuto a precisare attraverso un comunicato stampa che “si tratta di spese di rappresentanza assolutamente regolari, motivate e giustificate, così come previsto dalle varie circolari aziendali”. Ma dopo le polemiche sollevate dal caso, il consigliere ha deciso di restituire la carta di credito aziendale, scaricando la responsabilità delle spese pazze sulla moglie.

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Intanto i suoi colleghi sono corsi ai ripari, mettendosi a controllare le note spese per evitare che l’inchiesta sull’utilizzo delle carte di credito si estendesse all’intero Consiglio di amministrazione: “Ho chiesto alla mia ex segretaria, mi ha detto che ho speso 1450 euro per rappresentanza nell’anno scorso. (…) Comunque la rappresentanza per me consiste nell’invito a pranzo. Due, tre alla volta. Nulla in più. È questione di stile“, ha dichiarato Nino Rizzo Nervo, il consigliere in quota Pd che si è dimesso dopo la conferma di Maccari alla guida del Tg1. Antonio Verro invece precisa che le sue spese di rappresentanza consistono semplicemente in “qualche omaggio floreale“, mentre Giorgio Van Straten comunica di essersi limitato “a 850 euro l’anno scorso. Siamo molto esposti sui media, e dall’azienda, notoriamente, anche le virgole prendono il volo, figurarsi ghiottonerie di questo tipo…“.

La somma a disposizione dei consiglieri sula carta di credito aziendale ammonta a 10 mila euro annui, il cui “uso consono” raccomandato dalla Rai è affidato ai possessori medesimi. E pare che Rositani, consigliere in quota Pdl e sindaco di Varapodio (RC), ne approfittasse per organizzare eventi per il vecchio Msi (poi trasformato in An) e momenti ameni come la Festa del peperoncino. Anche questa è “rappresentanza” per la tv di Stato finanziata dal canone?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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