TgCom: oltre alle foto di Whitney Houston nella bara arrivano quelle del ritrovamento del corpo

By on febbraio 25, 2012

Non bisognava certo avere spiccate doti di chiaroveggenza e noi l’avevamo anticipato la settimana scorsa: la Houston sarà pure morta ma il Whitney show è appena cominciato. A meno di una settimana dai funerali della cantante, a cui hanno partecipato tra gli altri anche Mariah Carey, Kevin Costner e Oprah Winfrey, sono finite in rete agghiaccianti immagini ritraenti il rinvenimento della salma della cantante di “I will always love you”. Una canzone questa, che oggi qualsiasi fan della Houston potrebbe dedicare alla sua stessa interprete, dopo aver sbollito la rabbia e l’indignazione per quanto successo, s’intende.

Dopo “Whitney: the last photo”, il titolone dell’ “autorevole”, si fa per dire, National Enquirer che ha “arricchito” la sua World Exclusive di sordidi dettagli (“le hanno messo il suo vestivo viola preferito, ha gioielli indosso per 500mila dollari, ai piedi porta pantofole d’oro), il Tgcom ha aggiunto il carico a coppe con le foto del ritrovamento del corpo. E dire che sulla questione “The last photo” si era già speso abbastanza con ulteriori precisazioni (“gli orecchini e la spilla sono di diamanti e la bara è tutta d’oro”).

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Sul popolare sito web è visibile una galleria di foto inerenti il ritrovamento della salma della cantante. Uomini in completo nero e agenti della polizia immortalati con aria accigliata sui gradini di una scala antincendio adiacente la camera della Houston e intenti a trafficare con torce e altri oggetti che sembrano provenire dritti dritti da una puntata di CSI. Inutile dire che il popolo della rete ha definito l’intero circo mediatico “di cattivo gusto” (giusto per citare solo il più moderato dei commenti ).

È chiaro, questo articolo non ha nessun intento moralista. E se avete letto qualcosa di simile tra le righe sul vostro schermo beh, c’è sempre una persona che si piega alle dure regole della cronaca. Una cronaca certe volte di cattivo gusto, spesso non condivisibile ma purtroppo, quantomai vera. Perché se è vero che più ti avvicini alla luce e più cresce la tua ombra, immaginatevi quanto buio possa essere il cono d’ombre di una persona che come luce di riferimento ha avuto quella dei riflettori..

 

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

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