Tiziano Ferro a Otto e mezzo: “pensare al sesso era troppo per me”

By on febbraio 26, 2012

«Abbiamo davanti il mito della cultura pop». «Ma no, sono io ad essere imbarazzato perché ho davanti un mito del giornalismo come te». Comincia all’insegna delle buone maniere e dei convenevoli, l’intervista che Tiziano Ferro ha rilasciato a Lilli Gruber per il suo Otto e Mezzo di La7. “So che non vieni spesso in tv” dice il mezzo busto più famoso della televisione. Ma evidentemente promuovere il nuovo libro “L’amore è una cosa semplice” è sembrato a Tiziano Ferro un ottimo motivo per alzare le natiche e piazzarsi davanti a una telecamera.

Un tipo televisivamente schivo Tiziano, e pensare che avrebbe voluto fare  il giornalista: «Ammiro quelli che fanno buona informazione in tv» dice il cantante di Latina. «Mi sarebbe piaciuto fare questo mestiere. All’estero ho avuto anche qualche piccola esperienza da conduttore». Ma questa è solo una delle inedite rivelazioni che il Tizianone nazionale ha rilasciato alla labbruta anchorman. «Forse ormai sono più famoso io delle mie canzoni. L’altro giorno però– afferma Ferro – un tassista non mi ha riconosciuto. Gli ho detto: “ti faccio sentire alcune mie canzoni, se ne riconosci almeno dieci allora non pago la corsa”. E pensare che quando è uscito “Perdono” tutti conoscevano la canzone ma non sapevano chi fossi».

la-copertina-del-libro

Tiziano “vomita” a ruota libera tutto ciò che pensa: «Temo i social network, sono un surrogato della realtà. Ho paura delle persone che ridono e piangono su Facebook, la gente va fuori di testa. Non appartengo a questa generazione». E poi ancora sui giovani: «Non conosco i giovani che l’Italia dipinge, forse non li attiro o più semplicemente non esistono. L’Italia è l’unico paese che parla male di se stesso. È vero, forse i giovani vogliono essere un po’ più “comodi” ma chi conosco io si dà da fare. Il consiglio è uno solo: specializzatevi e faticate. Un bravissimo dottore o un ottimo avvocato non restano disoccupati».

Un Tiziano Ferro inedito che viene ben presto ricondotto, però, alla banalità della solita tematica: l’omosessualità. «Parlare sempre di scelte sessuali è sbagliato e mi ha molto inibito. Io sono romantico e dovevo partire dalle cose più “innocenti”. Pensare al sesso era troppo per uno che come me, doveva ancora accettare di riconoscere la bellezza di un uomo. In questo l’analisi mi ha fatto molto bene. Prima parlavo e scrivevo per codici, senza smentire né confermare».

Prima di salutare Tiziano, la Gruber muore dalla voglia di sapere cosa il cantante ha pensato di Celentano, ma mai espressione è sembrata più infelice dato che il cantante ha risposto: «Durante la settimana di Sanremo è venuto a mancare mio nonno e non ho potuto seguire il Festival».

Il Tiziano pop, uno che parla alla gente e per la gente (“se vado in un ristorante ed è tutto pieno non dico: nei locali del cibo gli spazi sono rarefatti ma cazzo, è pieno!” si legge nel suo libro) si appresta a concorrere per i Kids Choice Awards e a terminare un’era musicale. «Era l’ultimo disco con la Emi. Voglio sentirmi libero, senza contratto». Ditelo a Monti, qualcuno che non vuole il posto fisso c’è…

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

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