#WIDG – Storie di ordinaria ipocrisia: Chi sarebbe Maria senza gli ascolti di Maria?

By on febbraio 29, 2012
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text-align: justify”>maria de filippi auditelCi si trova sempre a parlare delle stesse cose. Percentuali che hanno monopolizzato le scelte editoriali e televisive. Ma noi che siamo dall’altra parte del tubo catodico, cosa ne pensiamo? Il ragionamento è sempre lo stesso: si tratti di politica, televisione, università, lavoro, ambiente; pensiamo sempre che faremmo meglio degli altri. Ti fanno schifo i libri di Moccia? Bene, allora reagisci: scrivine uno tu. Ti assicuro che davanti alla pagina bianca di Word un sacco di certezze cominceranno a vacillare. Senza voler mettere sempre in mezzo Moccia, il discorso vale un po’ per tutto. Pensiamo assieme ad un personaggio, un’icona o anche un movimento o un’epoca che siano riusciti, nel corso del tempo, a mettere d’accordo tutti: grandi e piccoli, uomini e donne (anche quelli di Maria), Pippo Baudo e la Rai, Minzolini e il Tg1, Emilio Fede e il principio di un giornale politicamente neutrale.

Vedete come è difficile pensare a qualcosa o qualcuno che metta tutti quanti d’accordo? Io sarò sempre nero, tu sempre bianco: non esiste persona alcuna in grado di farci dimenticare chi siamo (anche il sogno Monti chi ha provato, ma ha illuso in tanti solo fino alla prima busta paga). Ma questo è un discorso che è possibile comprendere se si ragiona in scala mondiale: l’utopia del tutti uguali è bello è vecchia e malata. Primo consiglio: diffidare da chi ha mania di universalismo; gli piace comandare ma non ascoltare. Messo in chiaro che c’è sempre qualcuno a cui la serie tv della tua vita stimola conati di vomito, diciamo qualcosa sulla televisione. Qui il problema è meno evidente. Il destino della tv ha visto abolire il Dio dell’uguaglianza per adorare il signore Auditel: queste, però, sono cose che capitano; infatti anche i Titani ai loro tempi se la credevano tanto, ma poi è arrivato Zeus che gli ha spazzati via con il primo swiffer a disposizione. Se il paragone è lontano, pensate a zio Silvio: da Superman a Topo Gigio nel giro di due minuti. Accettato il cambiamento, avremmo apprezzato, però, almeno un po’ di sincerità.

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Palinsesti che vivono quotidianamente l’incubo dell’Auditel manco fossero imprigionati nel set di Un tranquillo week end di paura, sono tutto fuorché culturali, sociali o, come va tanto di moda dire in questi mesi, pubblici. L’unica tua preoccupazione è svegliarti la mattina è vedere la lancetta sopra il 20% di share? Va bene, ma non venire a parlarmi di scelte culturali. E chiariamo, Fazio non è culturale soltanto perché fra le righe dice di esserlo. I numeri comandano: tutto il resto, per dirlo alla Bobbio, sono solo derivazioni. Dov’è allora l’ipocrisia? Maria De Filippi è la signora della televisione italiana; insomma una grande donna. Ma se il suo people show del sabato sera non superasse la soglia del 14% di share, chi sarebbe? Per essere delicati, la moglie di Costanzo. Leccapiedi da una parte, scatole craniche vuote dall’altra. Io guardo Ballarò (perché fa figo).

Il primo passo per uscirne è l’accettazione. Per la questione del nuovo padrone, invece, vedrete che prima o poi ne arriverà un altro e saremo ancora qui a lamentarcene.

L’articolo che hai letto fa parte del progetto #WIDG – La tv che vorrei, al quale anche Lanostratv.it partecipa. Se vuoi leggere altri post di questa interessante proposta del web clicca sui link in basso:

LA TELEVISIONE E’ LA MORTE DELL’ANIMA. TUTTI OMOLOGATI E LOBOTOMIZZATI

I FILM TRASMESSI DALLA TV? TITOLI VISTI E STRAVISTI E PRIME VISIONE PROPOSTE IN SECONDA SERATA

CRITICHE A PIOGGIA PER BARBARA D’URSO E POMERIGGIO CINQUE

SOTTO GIUDIZIO CHIAMBRETTI SUNDAY SHOW E CHE TEMPO CHE FA

MINISERIE: PREFERITE QUELLE SU RAI1 O LE FICTION MEDIASET?

About Gianrico D'Errico

Nato a Cisternino (BR) nel 1988. Laureto in Filosofia è laureando in Scienze Filosofiche a Padova. Ama le serate con gli amici (preferibilmente a casa con coperta e cioccolata calda). Da sempre lo accompagna la passione per il cinema, gli sono irresistibili le commedie nere. Diventare giornalista è una delle tante opzioni che ha appuntate sul suo taccuino delle cose da fare da grande (assieme all'astronauta e l'inventore di cose utili). Per adesso ci prova con tanta passione per la scrittura e la televisione.

One Comment

  1. SCHATZELE

    marzo 10, 2012 at 19:53:53

    Riportiamo il discorso sulle competenze, Moccia è uno “scrittore” io sono una lettrice. Moccia non lo leggo e non lo leggerò mai, perchè io vado a pelle, e quando un autore vivente ha le caratteristiche del Moccia: Dio me ne guardi!! Secondo me, sempre secondo me, per le poche volte che l’ho visto e sentito in TV, è uno scrittore per caso, è uno che ha preso la ventata giusta ed è andato avanti. Mi rimane antipatico, ma così antipatico che……………non trovo le parole per poterlo descrivere. Con quella faccia da mastino napoletano ageè, le scarpe da tennis da bambino scemo e quella voce da Farinelli, proprio non lo reggo. Lui fa il suo mestiere, io il mio. Lui scrive , io leggo. Ma non c’incontreremo mai, nemmeno in treno, perche io viaggio in 2a e lui sicuramente in classe Michelangelo”!!!

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