Se La7 e Rai3 non vanno è colpa dell’assenza di Berlusconi: parola di Aldo Grasso

By on marzo 22, 2012
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text-align: justify”>Aldo Grasso“A queste reti è stato tolto l’oggetto del desiderio principale, il bersaglio facile, e indubbiamente ne risentono”. L’oggetto del desiderio televisivo, per chi non l’avesse capito, è Silvio Berlusconi. Questo è infatti uno dei motivi per cui, secondo il giornalista e critico televisivo del Corriere della Sera Aldo Grasso, le reti La7 e Rai3 segnano ultimamente un forte ribasso, una stagnazione, andando così a proporre delle trasmissioni che fondamentalmente non riescono a decollare, o a mantenere quanto meno un volo lineare. In particolar modo i programmi ‘bacchettati’ prendono ampio spazio nelle due reti, a partire dai recentissimi Robinson della Costamagna e Un due tre stella di Sabina Guzzanti– che hanno debuttato rispettivamente il 9 e il 14 Marzo su Rai3 e La7 –  ai programmi che hanno visto la luce durante lo scorso anno – come G’Day della Cucciari o Piazzapulita di Formiglio – fino ad arrivare allo storico Ballarò, condotto e ideato da Giovanni Floris.

L’implacabile critico Aldo Grasso ha quindi voluto mettere i puntini sulle ‘i’ riguardo alla crisi che sembrano vivere due reti come La7 e Rai3, definite tra quelle forse più innovative. E il motivo di tutto questo sembra essere niente meno che l’ex-Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma povero cavalier Silvio, tirato in ballo anche nelle questioni televisive!

Aldo Grasso

Fatto sta che Aldo Grasso – dalla rubrica web de Il correre della sera – sembra attribuire proprio a lui il motivo della crisi televisiva che sta coinvolgendo quei programmi che centrano la propria attenzione – e in molti casi ironia – sui fatti di attualità e di informazione politica. Ma è anche vero che il giornalista piemontese non vuole attribuire l’unica colpa di questo all’ assenza tra le prime file del mondo politico di Berlusconi: il problema sarebbe anche da ricercarsi nelle scelte dei due direttori di rete, che continuano a proporre modelli che nella televisione attuale appaiono desueti, in quanto incentrati su degli schemi che ormai non rotano più.

Ma chissà se la colpa è proprio di Berlusconi. Se così fosse sarebbe il caso di andare leggermente ai ripari dal momento che sarebbe assurdo che il destino di una trasmissione televiva fosse controllato dalle azioni di un’unica persona Fortuna che Grasso ha tenuto a sottolineare che ciò che è andato a perdere sia proprio il meccanismo insito di alcune trasmissioni, che ultimamente forse tendono a mettere un pò ‘troppo sforzo’ in molte notizie. E voi a chi attribuireste la colpa?

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

One Comment

  1. Rossella

    novembre 25, 2013 at 11:47

    Ci avevo pensato proprio durante l’intervista a Lucia Annunziata, quella che la giornalista ha rilasciato a Che Tempo che fa… mi aspettavo una domanda sul futuro dell’informazione, tipo: -ma non ti bastano cinque minuti?- Il futuro della politica sembra strettamente connesso a quello dell’informazione… chi si affaccia alla politica non ha molte speranze se madre natura non gli ha concesso la virtù di bucare il video: ma ci rendiamo conto? Che dire? Dal mio punto di vista ancora non ci sono i margini per parlare di un’ intervista a Lucia Annunziata o se c’è stata non ha avuto luogo nel programma di Fazio. Tra le altre cose, dopo anni spesi a scavare nella vita intima dei politici mi aspettavo quantomeno che tanti giornalisti prendessero una “posizione” sui divi del cinema hard.

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