A Che tempo che fa D’Alema parla di riforma del lavoro e di elezioni: “Dopo Berlusconi, una svolta a sinistra”

By on marzo 26, 2012

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Sono giorni infuocati sul versante politico: la riforma del mercato del lavoro, già targata come legge Fornero, si appresta ad arrivare in Parlamento per affrontare l’iter del disegno di legge. E l’informazione in tv non può prescindere dal trattare i temi caldi dell’articolo 18 e delle tutele dei lavoratori. Lo ha fatto Massimo Giletti in una convulsa puntata dell’Arena ieri pomeriggio, dove politici, giornalisti e sindacalisti si sono confrontati in modo confusionario e molto retorico sul testo di riforma che dovrà essere approvato dalle Camere. In serata è toccato a Fabio Fazio tornare sull’argomento: nello studio di Che tempo che fa era ospite l’onorevole del Pd Massimo D’Alema, che ha spiegato la posizione del suo partito sulla proposta presentata dal governo.

E se l’atteggiamento dei Democratici finora era sembrato abbastanza ambiguo, il Presidente del Copasir prova a fugare qualche dubbio: “Il Pd lavorera’ per correggere il ddl sul lavoro in Parlamento. Sull’articolo 18 il Governo Monti ha commesso un errore“. Secondo D’Alema il comportamento del Pd non può prescindere dalla reazione popolare sucitata dalla riforma nell’ettorato di riferimento: “moltissimi elettori e cittadini del Pd scenderanno in piazza con la Cgil. Il compito del partito, sara’ quello di correggere il ddl in Parlamento con un ragionevole compromesso“. Il leader Maximo, come spesso è stato soprannominato dai giornali, ci tiene però a precisare che l’intenzione di modificare il testo di legge non significa in alcun modo venir meno alla maggioranza che sostiene il governo: anzi, l’esecutivo guidato da Mario Monti deve andare avanti fino al 2013, dopo di che il testimone passerà di nuovo alla politica.

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Dopo 10 anni di berlusconismo, da cui il Governo Monti ci sta portando fuori, l’Italia ha bisogno di una svolta a sinistra al Governo del Paeseha dichiarato D’Alema – per dare più dignità al lavoro, ridurre le diseguaglianze sociali, avere un progetto di crescita“. Ma alle elezioni si arriverà non prima di aver varato una riforma della legge elettorale ed una legge sulla riduzione del numero dei parlamentari. E sulla riforma del mercato del lavoro, tanto invocata quanto contrastata nella fase di discussione e presentazione, il leader dà la sua interpretazione: “L’articolo 18 e’ un simbolo che si vuole abbattere per lanciare un messaggio ai mercati. I mercati non sono il nuovo Olimpo degli dei, sono persone in carne ed ossa che hanno interesse alla massima valorizzazione del capitale – spiega D’AlemaSe lo Stato paga i debiti, anche togliendo qualcosa ai pensionati, i mercati sono contenti. Ma ci sono altri soggetti che vogliono, ad esempio, valorizzare il lavoro, non il capitale. Alla politica spetta il compito di contemperare gli interessi diversi“.

L’esponente del Pd ha commentato anche la suggestione lanciata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano due giorni fa: al termine del suo settennato, che non si ripeterà in quanto il Capo dello Stato non ha intenzione di ripresentarsi alle Camere come candidato alla carica, sarebbe auspicabile che fosse una donna a salire sullo scranno più alto delle nostre istituzioni. “Una donna al vertice dello Stato sarebbe un grande segnale di innovazione“, ha affermato D’Alema, esprimendo grande soddifazione per le parole di Napolitano. E subito dopo aver lasciato lo studio, il politico è diventato bersaglio dell’introduzione all’intervento satirico di Luciana Littizzetto, che ne ha messo in mostra i limiti in fatto di comunicazione: “D’Alema? Ormai sembra un suono familiare, come sentire lo scarico della lavapiatti, il borbottio del frigo (…) Lo riconosci, è sempre lo stesso…“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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