Anticipazioni Barbarossa: stasera su Rai1 l’ultima puntata della pellicola-flop voluta dalla Lega Nord

By on marzo 26, 2012

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Per la gioia della Lega Nord e di parte del pubblico padano, la fiction Barbarossa è arrivata in tv: un percorso controverso, il suo, passato da una genesi viziata dalll’imposizione politica di Umberto Bossi e da un flop cinematografico che in altri casi avrebbe decretato la chiusura della pellicola in un cassetto. Non è così per la Rai, dove le ragioni commerciali e men che meno quelle di servizio pubblico, si sa, contano poco: quel che ancora conta è l’influenza dei partiti anche sulla programmazione dei palinsesti. D’altronde con al comando un direttore generale come Lorenza Lei e un vicedirettore con delega all’offerta televisiva come Antonio Marano (entrambi notoriamente vicini alla Lega Nord), non devono esserci state grosse pressioni per imporre in prima serata il film di Renzo Martinelli.

Finanziato complessivamente per più di sei milioni di euro dalla Rai (e costato il doppio), il film non totalizzò nemmeno un milione di euro di incassi nelle sale cinematografiche quando uscì nel 2009: un flop colossale che però non ha fermato il suo approdo sulla rete ammiraglia Rai. Adattata in formato fiction, la pellicola che vede Rutger Hauer nei panni di Federico I e Raz Degan in quelli del prode condottiero Alberto da Giussano, simbolo della bandiera leghista, è andato in onda ieri sera su Rai1. Nella lotta per unire i comuni ribelli dell’Italia Settentrionale contro i tentativi di assoggettarli da parte dell’imperatore tedesco Barbarossa, Alberto da Giussano perde i suoi fratelli a Milano durante l’invasione dall’esercito imperiale. Ecco come evolverà la storia nella seconda ed ultima puntata in onda stasera.

BARBAVERT

Il condottiero è costretto a fuggire rifugiandosi nei boschi, ma la sua sete di vendetta per la morte dei fratelli lo spingerà a non arrendersi all’imperatore tedesco. Disposto a tutto pur di liberare le proprie terre dall’oppressione nemica, Alberto da Giussano mette insieme la Compagnia della Morte, un piccolo esercito di ragazzi esiliati che condividono il suo stesso ideale di libertà e si impegnano a combattere sul campo le truppe tedesche. Grazie alla sua organizzazione, il condottiero riesce a sollevare i Comuni sottomessi e ad unirli attraverso il giuramento di Pontida (altro simbolo del Carroccio, ndr): così avviene la genesi del movimento della Lega Lombarda. Ma lo scontro decisivo tra  Barbarossa e Da Giussano avverrà a Legnano: i due nemici sono pronti a darsi battaglia.

Appuntamento con la seconda ed ultima puntata di Barbarossa stasera alle 21.10 su Rai1.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

3 Comments

  1. Marcmux

    marzo 26, 2012 at 15:51

    Ho visto la prima puntata, dopo aver letto alcune recensioni che stroncavano inesorabilmente questo film. Siccome però tutte le recensioni facevano esclusivamente riferimento alla Lega (come se in tutti questi anni i partiti di sinistra non avessero spinto/foraggiato molte produzioni italiche di dubbia qualità e pessimi risultati, senza che questo fosse messo in uguale risalto) mi è rimasta la curiosità di vedere se davvero il film di Martinelli fosse tale immonda schifezza. Anche da questa recensione si percepisce chiaramente il tono aprioristico e prevenuto di censura. Ora, due appunti. Primo, il fatto che una produzione sia, per così dire, caldeggiata dalla Lega non vuol dire per forza che faccia pena. Secondo, è la nostra Storia. Ed è una storia gloriosa. Piuttosto, mi secca che debba diventare esclusivo patrimonio di un movimento politico, il che non ha senso. Resta il fatto che la Compagnia della Morte, Alberto da Giussano, il Carroccio, la Lega dei Comuni lombardi sono simboli eroici della sfida di questi nostri antenati al predominio dello straniero (guarda caso, tedesco). Poche città contro un Impero, come Davide contro Golia. Per una volta che si produce un film dove gli italiani non sono i soliti sfigati o suonatori di mandolino o perdenti o campioni dell’arte di arrangiarsi o emigranti, mi fa solo piacere.
    Questo per l’argomento. Veniamo invece al film. Diciamo che va bene come film per la tv, ma non è certo una produzione in grado di competere con i similari holliwodiani (tipo Braveheart, Gladiatore, il Patriota ecc.). Rispetto ad altre produzioni storiche Rai per la tv (Carlo Magno o i Mille o, peggio ancora, la Contessa di Castiglione, tanto per fare degli esempi) è nettamente molto molto meglio. Diciamo 6–.
    E comunque, bene ha fatto la Rai a mandarlo in onda, visto che già è stato un flop al cinema: visto che i soldi sono stati spesi, sarebbe stato uno spreco accantonare il prodotto. A prescindere dalla giustezza della scelta fatta, ormai il film c’è, tanto vale sfruttarlo per la tv. Mi permetto di dare anche un voto alla recensione: 5–. Motivazione: è fuori tema. Un film lo si giudica da come è realizzato, non da chi lo ha voluto.

  2. Claudia Gagliardi

    marzo 26, 2012 at 17:47

    Gentile Lettore,
    il post non voleva essere una recensione ma una presentazione della fiction e nello specifico l’anticipazione della seconda puntata in onda questa sera (come evidenziato dal titolo). Nessuno ha giudicato il film a priori, anzi. Si tratta di uno dei rari casi in cui critica e pubblico, insieme, ne hanno decretato il fallimento assoluto al cinema. In televisione non è andata meglio, visto che la prima puntata è stata battuta dal Grande Fratello. Questi sono dati da cui non si può prescindre. Grazie per il Suo intervento.

  3. Roberto Tarantino

    marzo 26, 2012 at 18:48

    Scusate ma chi vede il Grande Fardello se ne frega del Barbarossa e viceversa!

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