Beauty contest: il governo accontenta Mediaset e pensa ad una gara low cost per le frequenze tv

By on marzo 9, 2012

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Potrebbe essere una gara low cost a mettere fine all’annosa questione del beauty contest: a rivelarlo questa mattina è stato il quotidiano Milano Finanza, in un articolo del giornalista Roberto Sommella. L’assegnazione gratuita dei sei fasci di frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre era stata sospesa per 90 giorni dal Consiglio dei ministri per valutare l’eventualità di un’asta pubblica, che avrebbe permesso allo Stato di non dare via un bene pubblico come l’etere senza incassare un corrispettivo. L’intervallo di tempo per decidere scade il prossimo 19 aprile e secondo Sommella il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, il premier Monti e il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, sarebbero d’accordo sulla necessità di una gara pubblica, da disciplinare con un nuovo bando emanato dall’Authority per le Comunicazioni.

Tra tutte le ipotesi sul tavolo, sembrerebbe più plausibile quella di una gara a prezzo ridotto, partendo da una base d’asta concorrenziale: insomma, come lo definisce il cronista di Milano Finanza, “un compromesso al ribasso per chiudere la partita“. Certo, strano che l’indiscrezione filtri due giorni dopo la visita a Palazzo Chigi del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, la cui incursione romana ha creato non poco scompiglio, creando quasi un incidente diplomatico tra Pdl e governo. Il numero uno del Biscione ha ribadito più volte che quella del beauty contest è una procedura corretta perchè approvata dall’Europa e che la holding della famiglia Berlusconi non ha intenzione di pagare per delle frequenze di cui neanche ha bisogno. Ed ecco che ad accontentare il grande manager arriva l’idea dei saldi fuori stagione: le frequenze vendute a prezzi stracciati.

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Praticamente una svendita, giustificata sulla base delle previsioni degli studi di Mediobanca (altro feudo berlusconiano), secondo i quali da un’asta delle frequenze si ricaverebbe poco più di un miliardo di euro, a fronte dei 4 incassati dalla Stato con l’asta delle frequenze telefoniche. Una scelta di comodo che certo favorirebbe le tre grandi società inizialmente individuate come destinatarie delle frequenze gratuite: Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. Il problema però sembra ancora ben lontano dall’essere risolto: l’iter regolamentare necessario per indire l’asta prevede tre fasi irrinunciabili, cioè una legge parlamentare che sancisca la nuova modalità di assegnazione onerosa delle frequenze, un nuovo bando di gara approvato ed emanato dall’Agcom e l’approvazione della Commissione Europea al nuovo regolamento. A conti fatti, per parlare di gara pubblica, in qualunque modalità si svolga, bisognerà aspettare la fine dell’anno.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. Nicastro Damiano

    marzo 10, 2012 at 01:01

    Dott. Corrado Passera – Banca Intesa San Paolo
    La invito a spiegare pubblicamente perché nel 2004 avete nascosto alla Procura di Ragusa diretta dal Procuratore Capo Dottor Agostino Fera, il c/c 10/645629 e il Borsino Azionario BAV di Campo Innocenza Maria e perché non avete mai risposto agli Esposti-Denuncia del 30 dicembre 2009 ma avete atteso tanti anni senza rispondere lasciandola morire nel dolore di chi si è vista privare dei propri soldi.
    Complimenti Dott. Passera!!!
    Il 2 luglio 1999 dal c/c 10/645629 vengono emessi assegni circolari a favore del Cassiere Provinciale di Poste Italiane, di queste somme neanche le Poste Italiane attraverso l’indagine durata sei mesi ed effettuata dalle Ispettrici Postali Venera Musumeci e Dorotea Liotta non ha trovato traccia, al punto che le stesse all’Udienza del 12 Aprile 2011 dichiarano: “io quello che riesco a ricordare alla fine è che non si è potuto fare una ricostruzione completa di tutto quello perché c’era un intreccio e poi mancavano dei punti di riferimento per poter risalire ad eventuali fatti illeciti.
    Infatti alla fine l’istruttoria nostra interna, amministrativa si chiude facendo fede a tutto quanto sarà sviluppato in sede giudiziaria proprio per questi punti oscuri che sono rimasti … In ogni caso noi dovevamo vedere i rapporti instaurati, non si è potuto”.

    Davanti a questi gravissimi fatti che mostrano come neanche Poste Italiane sia in grado di controllare il proprio territorio, incapace di effettuare verifiche all’interno della propria Azienda, c’è da chiedersi come possiamo affidare i nostri soldi se poi possono sparire all’improvviso senza poter fare nulla come è successo a Campo Innocenza Maria?
    Nicastro Damiano – RAGUSA

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