Benzina, su chi pesano i rincari? La crisi vista da vicino, nei servizi di Ballarò

By on marzo 21, 2012
Crozza apre Ballarò

text-align: justify”>Crozza apre Ballarò“Ci sono più sfighe in un litro di benzina che in tutta l’opera omnia di Nostradamus” : con questa battuta, divertente ma non banale, Maurizio Crozza ha lanciato uno dei temi di maggiore interesse della puntata di Ballarò andata in onda ieri sera. Il comico ligure si è incaricato di elencare, usando tutta la sua pungente ironia per segnalare uno dei non pochi paradossi italiani, le infinite emergenze pluridecennali (dal Vajont al Belice, alluvioni e terremoti anche risalenti a 50 anni fa rimangono tutt’oggi a carico della collettività) che vengono pagate con le accise sul carburante. L’ inviata Emanuela Giovannini ha verificato i primi effetti tangibili del caro-benzina, girando per i distributori della Capitale, dove cominciano a scarseggiare i clienti per via dell’ininterrotta impennata dei prezzi (fino al record appena siglato di 2 euro al litro): sembra paradossale, ma a lamentarsi adesso sono anche loro, i gestori delle pompe di carburante, che sulle vendite continuano a percepire la stessa percentuale (4 centesimi su ogni litro erogato) di sempre, nonostante i consistenti rincari di base.

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Poi è andata al salone dell’auto di Ginevra per chiedere ai possessori di auto di lusso quanto potranno incidere su loro i ritocchi verso l’alto dei prezzi. Per via di tali aumenti, tutti i beni trasportati ( e in Italia sono una percentuale altissima, data la prevalenza del trasporto su gomma rispetto alle forme alternative) subiranno nei prossimi mesi un ulteriore incremento dei costi, lo spiega alla stessa giornalista un esperto d’economia tributaria. Come se non bastasse, ci sarà presto l’aumento dell’Iva dal 21% al 23% e dal 10 al 12% (rispettivamente, aliquota ordinaria e intermedia) con ricadute immediate e pesanti sui consumatori più deboli. “Per chi sta bene con l’economia non cambia niente”, afferma il titolare di un ristorante di lusso giapponese, ma il vero termometro della sofferenza sociale lo offrono i supermercati, dove le scelte di chi fa la spesa sono continuamente riviste in base al crescente “alleggerimento” del portafoglio: una perdita di potere d’acquisto pesantissima, con cui hanno dovuto fare i conti milioni di famiglie negli ultimi 20 anni, ancor prima dell’attuale recessione globale.

Questa spirale negativa, che nessuno sembra in grado di disinnescare, quali conseguenze avrà sul reddito residuo degli italiani ed in generale sull’economia del nostro Paese? La preoccupazione, espressa anche da alcuni ospiti del talk show di Giovanni Floris, è che la coperta sia ormai troppo corta, perché i sacrifici richiesti alle classi sociali medio-basse ne hanno ridotto all’osso il potere d’acquisto, deprimendo i consumi ed aggravando una crisi sempre più drammatica.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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