Cda Rai, votato il nuovo piano fiction e il “riequilibrio della programmazione”. Via Mazza da Raiuno?

By on marzo 15, 2012
Dg Rai, Lorenza Lei

text-align: justify”>Dg Rai, Lorenza LeiCambiamenti in vista alla Rai, in tempi più brevi rispetto al previsto. L’onda lunga delle polemiche post-Sanremo, evidentemente ha dato la spinta decisiva al consiglio d’amministrazione, oggi concentrato a pieno regime sulla redistribuzione delle responsabilità di livello più elevato e sul “riequilibrio della programmazione”. Dietro queste formule apparentemente astratte, si cela una comune volontà di trovare un diverso assetto per le reti generaliste, a partire da Rai Uno dove Mauro Mazza pare essere vicino alla sostituzione. Chiaro l’intento del consigliere di area centrista (designato all’epoca dall’Udc in maggioranza col centro-destra) Rodolfo De Laurentis, il cui ordine del giorno appena approvato faceva riferimento alla “rete ammiraglia” del servizio pubblico chiedendo un segnale di discontinuità ai colleghi della dirigenza, nell’ottica di una piccola rivoluzione nella programmazione. L’obiettivo non dichiarato è mettere fine ai malumori interni all’azienda, con delle sostituzioni mirate, soprattutto al vertice della prima rete, dove la poltrona di Mauro Mazza traballa da troppo tempo.

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Unica voce fuori dal coro, nel dibattito delle ultime ore in seno al CDA, è risultata quella di Angelo Maria Petroni, consigliere di nomina “tremontiana” protagonista alcuni anni fa di una battaglia legale (vinta dopo la sentenza del Tar del Lazio che ne accoglieva il ricorso) per la riammissione in Consiglio nonostante la “sfiducia” del governo in carica (Prodi e Padoa Schioppa l’avevano sostituito nel 2007 con Fabiano Fabiani). Spetterà in ogni caso a Lorenza Lei l’ultima parola sull’applicazione di queste direttive, potendo il Direttore Generale premere per operare concretamente il richiesto riequilibrio, oppure far cadere tali indicazioni prorogando l’attuale assetto, sia a livello di nomine che di programmazione. Un rebus che sarà sciolto nelle prossime settimane, fermo restando che a fine Marzo il Consiglio d’amministrazione andrà a scadenza, pertanto la vera partita (con serie implicazioni di carattere politico, anzi partitico in primis) si giocherà su quel terreno.

Cosa farà in merito il Governo Monti? L’asse Pd-Pdl, fondamentale per la sopravvivenza dell’esecutivo tecnico, rischia di sbriciolarsi in poco tempo sulla delicatissima materia del sistema radiotelevisivo, come reso palese dal dietrofront di Angelino Alfano prima del vertice col Presidente del Consiglio (atteggiamento censurato da Bersani ed anche dal ministro Riccardi, “schifato” per l’accaduto). Sulla Rai rimane forte il peso della politica, nonostante le svariate ipotesi di riforma prospettate da più parti: se il “Governo dei Professori” decidesse di procedere con una riforma in senso “tecnico” della tv pubblica, guadagnerebbe consensi nel Paese ma forse perderebbe una buona fetta della sua maggioranza.

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