Certosa di Parma, vince ma non convince (fino in fondo)

By on marzo 6, 2012
Fiction Certosa di Parma

text-align: justify”>Fiction Certosa di ParmaAnche ieri sera, la seconda e ultima puntata della fiction “La Certosa di Parma”, diretta da Cinzia Th Torrini (già regista di Elisa di Rivombrosa) e tratta dall’omonimo romanzo di Stendhal, ha vinto la guerra dell’audience. Molti italiani, dunque, si sono accomodati sul divano per assistere a questa vicenda fatta di amori, intrighi e paesaggi mozzafiato. Ecco, i paesaggi (le location si dividono fra Parma, Soragna e Palazzo Albergati) sono stati senza dubbio la parte migliore: la cinepresa ha saputo valorizzare le tante bellezze dell’Emilia Romagna, la natura rigogliosa, gli edifici che profumano di arte, sfarzo e antichità. Di ottimo livello anche la scenografia e i costumi, fedelissimi a quella che fu la realtà.

Rodrigo Guirao Diaz, che ha vestito i panni di Fabrizio Del Dongo, è sicuramente maturato e migliorato come attore, anche se a tratti è apparso quasi sperduto. Ma solo a tratti, eh. A destare maggiori perplessità è invece Alessandra Mastronardi, ergo Clelia Conti. L’impegno non si può negare, così come la crescita professionale, ma non vibra e non fa vibrare come dovrebbe. Il suo personaggio è una donna forte, appassionata, ribelle. Avrebbe dovuto avere il fuoco in ogni fibra dello sguardo e negli occhi, ma questo fuoco si è tradotto in semplici scintille.

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Anche la scena in cui lei urla, si scaglia contro la volontà del padre e l’obbligo di un matrimonio imposto, non è stata trascinante come ci si aspettava. Molto più coinvolgente la canadese Marie-Josee Croze nella parte della Duchessa Sanseverina, legata da un amore impossibile al nipote Fabrizio. Ecco, lei sì ha saputo trasmettere tutto il dramma di un sentimento che si dibatte e che si scontra con la realtà, per certi versi con la morbosità. Quando trasforma il suo viso in una sorta di maschera, servendosi di trucchi e belletti, e poi manda giù troppi bicchieri di vino, la Croze fa davvero emozionare. Nel complesso, comunque, l’opera della Torrini merita una promozione. Anche se, forse, ha spinto troppo l’accelleratore sui toni della tragedia.

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2 Comments

  1. Tina Cezzi

    marzo 6, 2012 at 12:00

    Film TV decisamente riuscito,cast di attori convincente, anche se non condivido la scelta dei due giovani protagonisti che non hanno saputo trasmettere emozione e passione.
    Una prova magnifica invece per il Conte Mosca ed il Principe Ranuccio (figlio), che hanno convinto per aver centrato pienamente i personaggi di Stendhal.
    Ottima l’interpretazione del personaggio di Gina, classica bellezza dell’epoca, ci ha regalato momenti di vera nostalgia delle donne eroiche e affascinanti di un tempo.

    • Nad

      marzo 6, 2012 at 12:08

      grazie per il contributo! 🙂

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