Cinzia TH Torrini: Con la Certosa di Parma sono rimasta fedele a Stendhal

By on marzo 5, 2012
La regista Cinzia TH Torrini

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La Certosa di Parma è una fiction di Rai Uno diretta da Cinzia TH Torrini, la regista salita alla ribalta grazie all’ormai leggendaria Elisa di Rivombrosa. Ha rilasciato un’intervista a ilsussidiario.net nella quale ha raccontato qualche particolare sulla sua ultima opera.

Quello che è emerso fin da subito è l’assoluto rispetto che la regista nutre per il romanzo omonimo di Stendhal, scrittore francese dell’Ottocento: “Il fatto di raccontare un’opera di uno scrittore di un altro tempo e universalmente conosciuto, mi ha creato un forte senso di responsabilità nei confronti della memoria dell’autore. Lavorare in questi maestosi castelli che lui ha descritto, in cui ha ambientato la sua storia ha fatto nascere in me la percezione che qualcosa di quella storia continua ancora oggi e che questi grandi letterati hanno lasciato un’eredita grandiosa”.

Dunque, Cinzia TH Torrini ha puntato soprattutto sull’aderenza al romanzo originale: “La vicenda narrata resta fedele all’opera stendhaliana, ovviamente sintetizzata per la televisione (nonostante qualche scena hard). Gli sceneggiatori Louis Gardel, Frederic Mora, Francesco Arlanch hanno fatto un incredibile lavoro di sintesi, ma senza tralasciare le grandi passioni che emergono da quest’opera. E sono proprio gli amori e le passioni ciò su cui io ho puntato, in fedeltà a ciò che ha scritto Stendhal”.

Cinzia TH Torrini

La regista ha confidato di non temere particolarmente la concorrenza del Grande Fratello 12 e di giudicare ben più ‘pericolosa’ quella di Panariello. Ad ogni modo, si è dichiarata soddisfatta di non dover competere con nessun altra fiction: in quel caso si sarebbero verificate emorragie di telespettatori per entrambi, visto che il target è in genere lo stesso (o quasi) per tutte le serie tv.

Cinzia TH Torrini ha parlato anche dello scenario generale delle fiction in Italia. La sua opinione è che il loro successo sia dettato soprattutto alla qualità dei prodotti, solitamente molto omogenea ma comunque alta. L’unico problema, ha rivelato, è che non c’è una grande varietà di temi: “Credo che si tenda a procedere a “ondate”: piace il poliziesco, allora si fanno molte produzioni di questo genere, lo stesso vale per il “medical”… secondo me con la fiction si dovrebbero diversificare temi e generi”.

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