E’ morto Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore romagnolo

By on marzo 21, 2012
E' morto Tonino Guerra

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Si è spento stamattina Tonino Guerra, famoso poeta e scenegiatore romagnolo. Ha collaborato con i più grandi registi, tra cui Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, i fratelli Taviani. E’ ricordato anche per un divertente spot di una nota marca di elettronica, nel quale ha pronunciato l’ormai mitica frase “Gianni! L’ottimismo è il profumo della vita“. Aveva 92 anni.

Tonino Guerra era malato da tempo. Negli ultimi mesi, però, le sue condizioni di salute sono peggiorate. Da qui la decisione di cambiare casa: per oltre vent’anni, infatti, ha vissuto nella casa-museo di Pennabili, sede di un’associazione a lui dedicata. Ha dunque passato le ultime settimana a Santarcangelo, piccolo comune romagnolo che gli diede i natali.

La storia di Tonino Guerra è intrisa di poesia e di arte. Ha iniziato a scrivere in versi durante la prigionia nel campo di concentramento di Troisdorf (è stato prigioniero dei nazisti durante la seconda guerra mondiale). Negli anni ’50 si sposta a Roma per intraprendere la carriera cinematografica e proprio nella capitale, pervasa da fermenti neoralisti, inizia la sua ascese come sceneggiatore. I suoi primi lavori sono per i film Uomini e Lupi e Un ettaro dal cielo. Il grande riconoscimento internazionale arriva però quasi vent’anni dopo: nel 1973 esce infatti Amarcord, scritto appunto da Tonino Guerra.

Tonino Guerra

Il riconoscimento formale arriva nel 2004, dopo molti altri film. A Strasburgo, l’Unione sceneggiatori lo elegge miglior sceneggiatore europeo. Nel frattempo, continua a scrivere e pubblicare poesie, quasi tutte in romagnolo, il suo dialetto natio. Importante in particolare la raccolta I Bu e quella de Il miele.

E’ stato anche un abile sceneggiatore di teatro. Nel suo sito si legge come anche da malato si sia dimostrato attivo, soprattutto nella diffusione della sua arte: “Di queste settimane il suo impegno, in straordinarie e indimenticabili lezioni di sceneggiatura, ad un gruppo di registi e cineasti della scuola di cinema di Mosca, riuniti al Teatro Vittoria di Pennabilli, aperte per sua volontà anche al pubblico”.

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