Elio Germano dalla “Faccia d’angelo” su Sky

By on marzo 2, 2012
Elio Germano in Faccia d'angelo su Sky Cinema 1

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Lunedì 12 marzo alle 21:10 su Sky Cinema 1 debutta la miniserie Faccia d’angelo, liberamente ispirata al libro autobiografico del boss Felice Maniero,Una Storia Criminale. I due episodi (12 e 19 marzo) vedranno come protagonista il pluripremiato e richiestissimo Elio Germano nel ruolo del Toso, un criminale del Triveneto, attratto dal lusso e amante della bella vita. Un criminale apparentemente elegante e composto, apparentemente dalla “faccia d’angelo”. Il vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes come miglior attore maschile (“La nostra vita” diretto da Daniele Luchetti) abbandona il suo tipico accento romano per dare vita al delinquente del nord-est italiano, capo della Mala del Brenta, l’organizzazione criminale che dagli anni ’70 ai ’90 si rese protagonista di rapine, sequestri di persona, omicidi, traffico di droga e armi, anche a livello europeo.

Insieme a Germano, Katia Ricciarelli che interpreta che interpreta la madre del boss. Al suo fianco, poi, c’è la sua banda, composta da Il Moro (Andrea Gherpelli), Tavoletta (Matteo Cremon), Bepi (Gianantonio Martinoni), Schei (Fulvio Molena) e Il Doge (Diego Pagotto). Poi ci sono i nemici del Toso, “i buoni”: l’ispettore idealista Bruno Ricci (Carmine Recano), l’ispettore Del Monaco (Stefano Fregni) e il commissario Trionfera (Nino D’agata).

Trailer “Faccia d’Angelo” con Elio Germano su Sky Cinema 1

Un Germano scaltro, ironico, brillante che come in ogni pellicola dà prova del suo talento, dimostrandosi versatile e capace di esprimersi con un credibile accento veneto. «Per me è molto più formativo e moralmente condivisibile raccontare il male, proprio perché siamo più esposti e raccontando il percorso di una persona che ha fatto queste esperienze, possiamo confrontarci su quali sono le nostre debolezze e fare in modo di non incappare negli stessi errori. Vedere i cattivi come qualcosa che non ci riguarda è il peggior servizio che si possa fare ad un pubblico» ha dichiarato l’attore, dal 13 aprile nelle sale con il discusso «film che nessuno vuole» “Diaz, Don’t Clean Up This Blood” con Claudio Santamaria, Rolando Ravello e Ignazio Oliva, scritto da Daniele Vicari e vincitore del premio del pubblico nella sezione Panorama.

Felice Maniero fu accusato  di almeno sette omicidi, di traffico di armi e droga e associazione mafiosa. Venne condannato a 33 anni di reclusione, poi ridotti a venti anni e quattro mesi. Diventato collaboratore nel 1995, Maniero subì due condanne, a 11 anni, per rapine e sequestri, e a 14 anni, per omicidi, diventati in tutto 17 anni con il cumulo della pena. Dal 23 agosto 2010 torna in libertà dopo la scadenza dell’ultima misura restrittiva nei suoi confronti con una nuova identità. Adesso ha 58 anni, vive in un luogo segreto e fa l’imprenditore.

About Diletta Innocenti Fagni

Nata a Firenze nel 1988, si laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l'Università di Firenze. Ama il mondo dello spettacolo e dello sport. Collabora come giornalista e conduttrice in una tv locale. Twitter: @dilettaif

4 Comments

  1. mery p.

    marzo 9, 2012 at 16:55

    ho letto in giro alcune polemiche su questamini serie con Elio Germano. mi ha ricordato tutte quelle che si erano create al tempo di Romanzo Criminale e sinceramente io penso che non ha senso demonizzare in anticipo un programma tv, una fiction o altro prima ancora che vada in onda, solo per l’argomento che tratta… tra l’altro, se non sbaglio, History Channel dovrebbe trasmettere anche un documentario sulla mala del Brenta, giusto per informarsi meglio sui veri fatti!

    • Luigi

      marzo 9, 2012 at 17:03

      Esattamente. Sta succedendo la stessa cosa che accadde, tra l’altro, con Vallanzasca: eppure non mi sembra che abbia fatto flop ai botteghini, anzi.

      Io preferisco dare le mie opinioni una volta finita la serie, prima non ha alcun senso.

    • christian

      marzo 11, 2012 at 12:44

      sono pienamente d’accordo con i commenti di cui sopra.
      è ridicolo e molto italiano polemizzare senza nemmeno sapere di cosa si sta parlando

  2. yeyo

    marzo 11, 2012 at 13:32

    Vorrei riportare le parole di Andrea Scrosati sulla questione: “‘Faccia d’angelo’ e’ un film, non e’ un documentario, non e’ un reportage. Prima di giudicarlo occorre
    vederlo. E vedendolo nessuno, ma proprio nessuno, potra’ sostenere che ”beatifica un criminale” o ”inneggia alla violenza”. Anzi. Il
    messaggio che emerge e’ esattamente l’opposto”.

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