Fabrizio Corona e Belen Rodriguez: fuori dall’Armani Privè!

By on marzo 10, 2012

Foto Belen Rodriguez Fabrizio CoronaEsibizionismo a tutti i costi. Verrebbe da etichettare così la condotta – pubblica e privata – della coppia composta da Fabrizio Corona e Belen Rodriguez. Tempo di raccontare (perché comunque bisogna raccontarlo) della scenetta al ristorante, in cui prima hanno litigato davanti a tutti e poi (sempre davanti a tutti, naturalmente) si sono avvinghiati con passione, ecco che hanno regalato un’altra performance. Sempre nel segno della classe e dell’educazione. Ormai schiavi dei personaggi di belli e dannati, del binomio “macho e donzella” che andava tanto di moda all’epoca del West e di Al Capone, Belen e Fabrizio si sono concessi una seratina presso il noto locale milanese Armani Privè, amato punto di riferimento dei vip e della gente che conta.

Secondo il racconto dei presenti, Corona s’è messo a fumare una sigaretta nonostante il chiaro divieto, sottolineato anche dalla presenza di appositi cartelli. Pare che qualcuno gli abbia fatto notare la cosa; a questo punto, la cosa più giusta da fare per rimediare a tale “svista” sarebbe stata chiedere scusa e spegnere la bionda. Ma simili comportamenti non sono nelle corde del giovanotto, che invece avrebbe continuato imperterrito a tirare boccate. Sempre con la sua donna al fianco, sia chiaro. Dicono che certi giovani lì presenti abbiano reagito con grande fastidio, e che di conseguenza sia scoppiata una rissa (tanto per cambiare…) fra loro e Corona.

La situazione avrebbe reso necessario l’intervento dei bodyguard. Risultato? Fabrizio “gentilmente” invitato a guadagnare la porta e andarsene per altri lidi. Come in altri episodi simili, la Rodriguez l’avrebbe seguito subito, usando toni alti e un tantino isterici. Sempre secondo il passaparola, ci risulta che poi la serata all’Armani Privè sia andata avanti nel segno della serenità ritrovata. Non ci meraviglieremo se la coppietta si affretterà a smentire, magari lanciando nuovi strali contro i media. Ma, intanto, eccoci a scrivere di loro. Per l’ennesima volta.

 

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