Grande Fratello 12, c’eravamo tanto amati: Vito contro Ilenia. Il reality verso l’autodistruzione

By on marzo 16, 2012

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In questo periodo di crisi economica noi Italiani ci siamo scoperti tutti perbenisti e desiderosi di sobrietà: non ci sono piaciute le troppe parolacce pronunciate al Festival di Sanremo – come se prima non ce ne fossero mai state, riandatevi a rivedere le ospitate di Teocoli nel 2002 o della Littizzetto nel 2003 per farvene un’idea – e coviamo un’odio profondo verso il Grande Fratello, nonostante per più di un decennio abbia costituito un appuntamento irrinunciabile per gli aficionados o anche coloro i quali si trovavano a vestire gli improvvisati panni di Catone il Censore per demolire questo o quel comportamento ritenuto un’offesa al buon costume.

E in pochi hanno capito che il Grande Fratello è andato avanti proprio fagocitando queste critiche, dimenticando che tra le mani del telespettatore risiede uno strumento di geniale democrazia: il telecomando. Ma la maggior parte non ci ha fatto caso, ha preferito mantenere in vita il telemostro continuando a puntare il dito. Adesso però che alla luce degli ascolti al di sotto della media di rete, Piersilvio Berlusconi ha annunciato un periodo di riposo per il Grande Fratello, sui social network è esploso un clima di gaudio generale, come a sancire la fine di un incubo: Alessia Marcuzzi ( o forse Ilary Blasi) e compagni torneranno in video a data da destinarsi alla fine di questa fatale dodicesima edizione e già si presentono i mugugni per un programma pronto ad invadere i futuri palinsesti.

Il problema maggiore è tuttavia a monte: il Gf come noi lo conosciamo è una declinazione della creatura di Jon De Mol partorita dodici anni fa: ad esso prendevano parte personaggi variegati di ogni estrazione sociale e culturale, un esperimento sociologico a tutti gli effetti. Per generare un Grande Fratello che si rispetti gli autori dovrebbero rinunciare ad annoverare nel cast modelle e tronisti, e cominciare a scandagliare la varietà umana: perchè non far entrare in casa un sacerdote, un’ ex prostituta, uno scienziato, due gemelli, un gay non stereotipato?

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E’ così purtroppo che anche noi poveri blogger da mesi ci ritroviamo a raccontare di flirt  tra i soliti ignoti – persino il critico tv per eccellenza Alo Grasso ha sottolineato la difficoltà nel riuscire a memorizzare i nomi dei concorrenti – della lite tra Vito Mancini, il ragazzo nato ad Avetrana, un paese ormai ignorato dalla cronaca nera, e la sua ex compagna Ilenia, accusata di volere un’altra Floriana. Il problema è che per i più di Floriana ne sarebbe sufficiente una, vista la difficoltà con la quale i gieffini riescono ad emergere in questa disastrosa annata. E così il reality show procede lentamente verso la sua autodistruzione, prevista per il primo aprile.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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