Grande Fratello 12: fenomenologia di Manuela Arcuri in un’edizione da buttare

By on marzo 26, 2012

text-align: center”>Manuela Arcuri in una scena cult di Carramba

3.756.000 telespettatori e il 17.96% di share: è questo il magrissimo bottino della semifinale della dodicesima edizione del Grande Fratello: Mediaset ha avuto anche il coraggio di emanare un comunicato per brindare alla vittoria della serata, ma francamente era troppo facile battersela con la fiction incentrata sulla vita di Federico Barbarossa, considerando il fatto che la Lega aveva premuto tantissimo per la sua realizzazione. Barbarossa su Raiuno si è assestato ad un brutto 3.556.000 di telespettatori con il 13.54% di share. Stasera c’è Panariello e quindi è probabile che la miniserie crolli. Ma la vera sorpresa di ieri sera è l’exploit dell’eccellente programma di inchieste condotto da Milena Gabanelli ovvero Report, che è riuscito nell’impresa di catalizzare l’attenzione di 3.726.000 telespettatori (14.21), praticamente pareggiando con il reality show in onda contemporaneamente sull’ammiraglia del Biscione.

Ma torniamo ad analizzare questo penultimo anno del programma in onda dal 2000 e del quale verrà dichiarato tra sette giorni il decesso dopo uno stato comatoso con il quale si è tentato un accanimento terapeutico fallimentare pur di alzarne gli indici di ascolto, prima dando vita ad una infornata di concorrenti ritenuti “alternativi”, poi cambiando il giorno di programmazione. Dal lunedì si è passati alla domenica, ma lo spostamento ha puzzato di sconfitta: quella fascia oraria è storicamente la più debole di tutta Canale 5. Praticamente sembra che il Grande Fratello sia finito proprio quando è stato piazzato la domenica sera.

A nulla è valso invocare le vecchie glorie delle scorse edizioni, da Ferdinando Giordano – tra l’altro uscito subito; ma non era troppo recente? – a Cristina Del Basso, passando per Patrick Ray Pugliese. L’effetto nostalgia pare non essere mai scattato e gli ultimi due non hanno trasmesso al pubblico la simpatia dei tempi che furono.

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Tra concorrenti assidui frequentatori di palestre e beaty farm, la carta dell’ormone stavolta non ha funzionato e il fallimento è stato certificato ieri nonostante la comparsata di Manuela Arcuri, la regina dei calendari per antonomasia. Esplosa nel 1999 nel film Bagnomaria di Giorgio Panariello, l’anno successivo ha posato nuda per il periodico Gente Viaggi, trovando la consacrazione al Festival di Sanremo 2002 al fianco di Vittoria Belvedere, anche quest’ultima non estranea ai film scollacciati. Nel 2002 il comune di Porto Cesareo, nel Salento, le ha eretto una statua che ha fatto infuriare non poco le mogli dei pescatori, avvezzi ad accarezzarle il fondoschiena. Nel 2006 la statua è stata tolta dalla nuova amministrazione comunale, per poi tornare l’anno scorso in versione restaurata alla presenza della stessa attrice.

Ma i maligni pensano che a recitare in fiction come Il sangue e la rosa o Il peccato e la vergogna sia il monumento e non lei, anche se la sua migliore prova da interprete risale allo spot di un libro di Alfonso Luigi Marra nel quale sciorinava tecniche di “strateggismo sentimentale”. Il finale”E’ bellissimo” è rimasto nella storia del trash.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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