Grande Fratello 12: i motivi dell’insuccesso. Un format da rivoluzionare

By on marzo 31, 2012

text-align: center”>Grande Fratello 12: un'edizione da dimenticare

Domani sera si conclude la dodicesima edizione del Grande Fratello ed è giunto il momento di fare un bilancio. Cast sbagliato, ascolti insoddisfacenti, dinamiche poco interessanti, conduzione opaca e non solo. I motivi per parlare di un’edizione da dimenticare sono davvero tanti. E se ne è reso conto anche Piersilvio Berlusconi che ha detto che il programma deve riposare, noi aggiungiamo che deve anche essere rivoluzionato se vuole colpire il telespettatore come un tempo. Cinque finalisti completamente anonimi che dureranno nel migliore dei casi qualche mese, l’unica eccezione sembra essere Patrick che ha già lavorato a Striscia la notizia. La Marcuzzi è la brutta copia di quella di un tempo, ridotta a maestrina isterica per difendere la credibilità di un programma ormai a pezzi. Forse se ne è resa conto e il suo addio è quasi certo. Ilary Blasi è il nome che circola maggiormente per la sostituzione, ma si fanno anche i nomi di Federica Panicucci e di Barbara D’Urso. Nomi che non sembrano assicurare una svolta, la Blasi ha una conduzione molto esile e non sembra per nulla adatta ad un reality. Durata eccessiva che fa perdere ritmo, vecchio ormai il meccanismo delle nomination e delle finte eliminazioni o delle immunità per proteggere i personaggi più forti. Gli autori spingono troppo e si sente la loro presenza, dovrebbero lasciare più spazio alla “realtà” e non forzare troppo le dinamiche. Il format dopo dodici anni è usurato e scegliere un cast sbagliato è un vero e proprio suicidio.

alessia-marcuzzi

Il cast non ha nessun contatto con la realtà. Bellocci e modelle che hanno già assaporato il mondo dello spettacolo, o meglio il sottobosco televisivo, sono ormai capaci da soli di crearsi finte storie d’amore, finti litigi e finte amicizie. Chi guarda il Grande Fratello non si aspetta di vedere qualcosa di reale, di vero ma cerca qualcosa di verosimile. Qualcuno si appassionava, qualcuno lo derideva ma in fondo erano tutti lì a guardarlo e a discuterne. C’è spazio per l’omosessualità solo se macchiettistica, vedi Kevin, per due ragazze che hanno subito violenze in famiglia. Perché non una coppia di omosessuali, un  prete, una  escort, un imprenditore che ha chiuso la sua fabbrica,  o qualcosa di simile?  Quest’anno è mancato questo, sono mancate le dinamiche, è mancato il Grande Fratello, in fondo l’anno scorso le bestemmie sembravano “vere” e gli ascolti risalirono. Gli ascolti sono stati insoddisfacenti, quasi mai sopra i 4 milioni e un Grande Fratello che non funziona ha ripercussioni sull’intera programmazione, vedi Mattino 5 e Pomeriggio 5. Cambiare giornata di programmazione non è sembrata una scelta azzeccata. L’unico caso da Grande Fratello è arrivato verso la fine, il tradimento di Caterina ad Armando con Fabrizio. Troppo tardi per cavalcarlo. Se Mediaset vuole riproporre di nuovo il discusso Grande Fratello devo rivoluzionarlo, ma noi ci chiediamo ha ancora senso riproporre un programma dopo dodici edizioni?

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

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