Grande Fratello 13, ovvero come ritrasformare il reality show in un grande evento

By on marzo 27, 2012
Foto Daria Bignardi

text-align: center”>Daria Bignardi, conduttrice Gf1 e Gf2

Domenica verrà trasmesso l’atto conclusivo di questa fallimentare dodicesima edizione del Grande Fratello, il padre di tutti i reality show italiani. Nato come grande evento capace di catalizzare nella prima stagione l’interesse di 16 milioni di telespettatori con il 60 per cento di share nella puntata finale, ovvero in concomitanza con il trionfo della vincitrice dell’epoca, la bagnina Cristina Plevani, con la fine di questo primo doppio lustro degli anni Duemila il format si è usurato. I motivi sono ben noti: sono passati dodici anni dal kick-off, accuse di dinamiche pilotate dagli autori, volgarità, concorrenti pescati a piene mani tra discoteche, palestre e saloni di bellezza, forse anche la fine del berlusconismo.

Ma la colpa maggiormente imputabile al Gf è probabilmente quella di aver saputo cavalcare la contemporaneità – e non venite a dirci che Vito di Avetrana significhi stare al passo con i tempi – proponendo personaggi anacronistici come il tronista – Uomini e donne ha subito una rivoluzione interna proprio a causa della crisi di questo archetipo – della velina o dell’omosessuale stereotipato (come ha scritto Daria Bignardi su Vaniy Fair ormai i genitori ospitano sempre più spesso figlio e compagno). Qualche tentativo era stato fatto con l’ingresso nella casa di Man Lo, dalla Cina cn furore, per la verità assimilabile alla versione orientale di Arisa, oppure con la comparsa tra quelle quattro mura di Daniela Martani, la pasionaria di Alitalia. Poca roba.

Il resto è fuffa, da anni ormai nella casa albergano personaggi di cui non interessa nulla ad alcuno e che tirano a campare nell’anonimato fino a domenica prossima. Ma per ripartire dall’edizione più brutta di sempre occorre decretare un nuovo “anno zero” per il Grande Fratello. Come? Beh, il reality è vincente al 90 per cento solo se ha un cast che spacchi: basta bellocci e starlette, dentro un prete, un’ex prostituta, una coppia gay, due gemelli, uno scienziato, una soldatessa, una neomamma con bimbo al seguito e tanta gente simpatica.

alessia-marcuzzi

Il giorno di programmazione? Meglio ripristinarlo al lunedì, quando il bacino di utenza dei telespettatori è maggiore, ma basta con nomination ed elimination: sarebbe interessante partire da 6 o 7 concorrenti per inserirne ogni settimana uno nella casa – oppure perchè non far sostare alcuni vip per due-tre giorni – ergo insensato proporne una durata monstre; doveroso tornare ai classici cento giorni. Per dare un taglio meno popolare e più radical-chic ci vedremmo bene il ritorno di Daria Bignardi, o in alternativa un’attrice, Alessia Marcuzzi ha fatto il suo tempo. Ilary Blasi sembra la sua versione beta. Ultimo dettaglio: tre ore e mezzo di trasmissione sono eccessive: si ritorni a chiudere per le 23.15, poi due ore di Gialappa’s Band. Lo share sale infatti solo quando commentano i tre ragazzacci. Quali sono invece le vostre idee per far risorgere il Gf alla maniera dell’araba fenice?

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

3 Comments

  1. Maurizio

    marzo 31, 2012 at 20:02

    Mi piace molto!!!!! Ma nn so se la tv italiana è pronta per una roba del genere… ma io la trovo geniale! 🙂

  2. Nick

    aprile 1, 2012 at 00:05

    Completamente d’accordo con tutte le modifiche suggerite, in particolare l’idea vincente ritengo sia quella di eliminare nomination ed eliminazioni e mantenere sempre lo stesso gruppo di almeno 15 persone con nuovi ingressi a rimpiazzo di abbandoni volontari. Per creare momenti di suspense si possono studiare altri espedienti che non comportino l’eliminazione, che non fa altro che rovinare un gruppo che comincia ad amalgamarsi e a creare situazioni. Fra l’altro, in questo modo, si eviterebbe la pallosissima processione delle nomination e il vincitore sarebbe veramente a sorpresa, e non come ora che si sa già chi vince in base alle classifiche di preferenza. Io farei uscire quattro concorrenti alla terzultima puntata, quattro alla penultima e gli ultimi dieci uno via l’atro nella finale, che diventerebbe un vero evento da seguire con il fiato sospeso.
    Ultima cosa: non riproporrei più la cretinata di far rientrare ex-concorrenti.

  3. Rodolpho

    aprile 5, 2012 at 15:00

    Bisognerebbe tornare un po’ indietro nel tempo, in effetti. Basta con queste immunità, poi!!!Tutti contro tutti, sempre!E poi meno concorrenti, ma più “particolari”, come già detto.

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