I fragili equilibri della politica a Ballarò: Pd e Pdl alla prova delle riforme

By on marzo 28, 2012
Giovanni Floris, dibattito sul futuro del governo

text-align: justify”>Giovanni Floris, dibattito sul futuro del governoLa posta in gioco ormai è altissima, per una classe politica già in difficoltà rispetto al proprio elettorato. Con l’avanzare della crisi economica, ogni governo si trova a dover adottare misure impopolari, ma la vera questione sul tavolo è come distribuire i sacrifici senza fare “macelleria sociale”. Le due principali forze politiche, Partito Democratico e Popolo della Libertà, insieme nella delicata esperienza del governo tecnico, devono fare i conti coi crescenti malumori del proprio elettorato, oltre alle divisioni interne. In un simile contesto, molto più a loro agio si trovano altri partiti, soprattutto quelli svincolati dall’appoggio al governo: come confermato anche ieri dal sondaggio di Pagnoncelli, l’inedita coalizione pro-Monti sta avvantaggiando Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, Lega Nord ed altre forze minori, a danno peraltro del bipolarismo. Cosa succederà da qui alla fine della legislatura? La riforma del mercato del lavoro, col travagliato progetto di revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, è una sorta di prova del fuoco per il Pd e Bersani in particolare. Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici al Senato, ha avuto il suo bel da fare anche ieri sera a Ballarò, per mantenere una linea “equidistante” da governo ed elettorato, non senza un certo imbarazzo per l’inedito asse con Maurizio Lupi del Pdl.

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Facile il gioco di Antonio Di Pietro, unico rappresentante dell’opposizione in studio, pronto ad intercettare tutto il malcontento popolare per le dure riforme promosse dall’esecutivo: nonostante le rassicurazioni del sottosegretario Antonio Catricalà, gli effetti dell’abolizione dell’articolo 18 rischiano di colpire migliaia di lavoratori, soprattutto quelli meno giovani, con pesanti conseguenze sulla tenuta sociale del Paese. Il rigore dei tecnici mette in difficoltà il Pd, nel momento in cui non si calcolano gli effetti di alcuni provvedimenti, ad esempio l’esclusione dalla pensione (e dal lavoro, già perso in virtù di precedenti accordi) dei cosiddetti “esodati”, una platea di lavoratori assai più estesa del previsto. In queste ore si discute di riforme a tutto campo, ma non è un caso se l’obiettivo principale della nuova maggioranza è diventato la legge elettorale: l’emorragia di consensi, data l’impopolarità delle scelte attuali e future del governo, può essere difficilmente fermata nel breve periodo, pertanto un diverso meccanismo elettorale sarebbe l’ideale “salvagente” per Pd e Pdl.

C’è da scommettere che, già a partire dalle prossime elezioni amministrative (in primavera), le coalizioni politiche subiranno una prima concreta rivoluzione. Strategemmi elettorali a parte, rimane alto il rischio di una vittoria dell’astensionismo nei futuri appuntamenti con le urne.

 

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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